Accoglienza migranti, il centrodestra fa muro sulla legge toscana

La leader regionale della Lega Ceccardi: "Pronti a farla impugnare dal governo, nasconde l'obiettivo di ridare fiato alle tante cooperative che stanno disertando i bandi. E' solo un business. Si occupino piuttosto delle decine di migliaia di toscani in povertà". Stella e Marchetti (Forza Italia): "A sinistra l'ideologia prevale sulla realtà". Marcheschi (Fdi): "Accolgano un clandestino a casa loro"


(DIRE) Firenze, 10 lug. - Qualora venisse approvata dal Consiglio regionale la legge sui diritti samaritani "siamo pronti a farla impugnare dal governo e a promuovere iniziative di carattere popolare per chiederne l'abrogazione". È quanto annuncia, in un comunicato, la leader della Lega in Toscana, Susanna Ceccardi. "È vergognoso e indegno- aggiunge- che il Pd regionale ora capeggiato dal figliol prodigo Enrico Rossi porti in aula una proposta di legge che ha avuto fra l'altro diverse e specifiche osservazioni negative da parte dell'ufficio giuridico del Consiglio". Una legge che, sostiene ancora, "nasconde tra le sue pieghe un chiaro obiettivo: quello di ridare fiato alle tante cooperative che, ora, chissà come mai, dato che il ministro Salvini ha giustamente e drasticamente ridotto la quota giornaliera per la gestione degli immigrati, stanno in massa disertando i bandi". Evidenziando secondo Ceccardi che dietro l'accoglienza si annidava "soltanto un business l'accoglienza dei migranti e che lo spirito umanitario era esclusivamente fumo negli occhi".

L'europarlamentare del Carroccio parla di improvvida iniziativa del Pd che "ha tutti i crismi dell'incostituzionalità- spiega-. Sarà un'ennesima perdita di tempo voluta dalla maggioranza in Consiglio regionale che invece di preoccuparsi della situazione disastrosa della sanità toscana, delle innumerevoli crisi lavorative e delle decine di migliaia di nostri corregionali in assoluta povertà, si scervella per sostenere, a suon di milioni, delle persone non meglio identificate".

La Lega punta il dito contro il presidente della Regione, Enrico Rossi, per la sua assenza durante la seduta dell'assemblea toscana dedicata alla discussione della proposta di legge sull'accoglienza. Pronta la replica del governatore, oggi impegnato a Bruxelles, che liquida la questione con una battuta: "Capisco che i leghisti siano poco avvezzi a partecipare alle riunioni in sede europea - afferma in una nota-. Basta vedere il loro capo Salvini che sbraita in Italia contro la Ue e poi in Europa fa l'assenteista ai vertici dei ministri degli interni". Tuttavia Rossi rivendica la necessità di onorare gli impegni istituzionali inseriti nella sua agenda: "Oggi sono a Bruxelles tutto il giorno per partecipare alla conferenza 'Together for a strong Cohesion policy 2021-2027' organizzata dal comitato delle Regioni e dalla conferenza delle Regioni periferiche marittime di cui sono vicepresidente- segnala-. Sono venuto a Bruxelles per discutere dell'agenda strategica 2019-2024 lanciata dal Consiglio europeo due settimane fa e durante la conferenza illustrero' il documento 'Agenda strategica toscana 2019-2024'". Del resto, sottolinea, "la Toscana e' sempre sul pezzo quando si discute di fondi strutturali e di aiuti alle imprese e ai territori". (Dire)

 "La legge regionale toscana ipocritamente ribattezzata 'Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana' è un provvedimento fazioso e concettualmente sbagliato, voluto e votato da Pd, Mdp e Sì-Toscana a sinistra, che prevede cibo, scuola e sanità gratis per tutti gli immigrati, anche irregolari. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per evitare che passasse, e in attesa che il Governo la impugni, stiamo percorrendo l'iter che ci porterà, se necessario, a promuovere un referendum regionale abrogativo di questa norma folle". Lo annunciano il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (FI) e il capogruppo di Forza Italia a Palazzo del Pegaso, Maurizio Marchetti, in merito alla pdl approvata oggi in aula dalla maggioranza di sinistra. "Secondo l'ultimo dossier Caritas, in Toscana sono 62mila le famiglie in povertà assoluta e 94mila quelle con Isee sotto i 6mila euro - ricordano Stella e Marchetti -. Non sarebbe più saggio, e soprattutto più giusto, occuparsi prima di queste persone, considerando anche che spesso si tratta di famiglie con figli e con anziani a carico? Purtroppo l'ideologia, a sinistra, prende sempre il sopravvento sulla realtà. Come dimostra la surreale raccolta fondi per le spese legali della Sea Watch, promossa dal Pd, o come dimostra questa legge regionale, che si prefigge di dare gratis anche agli immigrati clandestini risorse e servizi che non hanno neppure i toscani. Qui si è perso il contatto con il mondo reale. Senza contare che questa norma attirerà in Toscana tutti i migranti d'Italia, attratti dal miraggio di vivere totalmente sulle spalle dei contribuenti".

“ Oltre ai 1.200 emendamenti presentati, con i colleghi del Centrodestra, alla legge salva-clandestini, ho consegnato ai consiglieri del Pd, al Governatore Rossi e all’assessore Bugli un apposito modulo invitandoli ad accollarsi le spese dei migranti senza gravare sui soldi dei toscani. Ho chiesto loro di accogliere un clandestino a casa loro. Altrimenti non è umanità ma soltanto demagogia, è ipocrisia fare umanità con i soldi pubblici -  attacca il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) - Il Pd e Rossi difendono l’illegalità! Fanno politica con l’immigrazionismo irregolare pagato dai contribuenti toscani. Il Governatore Rossi calpesta il decreto sicurezza e regala 4 milioni (con apposita delibera di Giunta senza farla passare dal Consiglio) per far ripartire il business dell’accoglienza immigrati, unico e reale suo interesse. Si tratta di migranti in attesa di rimpatrio e quindi clandestini. La validità della legge verrà impugnata davanti alla Corte Costituzionale per conflitti di competenza e di illegittimità”.

La situazione dei centri di accoglienza straordinaria (Cas) in Toscana è al centro dell’interrogazione presentata da Jacopo Alberti (Lega), portavoce dell’opposizione, alla luce della proposta di legge all’ordine del giorno d’Aula che intende aiutare i migranti ospitati nei Cas (centri d’accoglienza straordinaria), penalizzati, secondo la Regione, dal decreto legge dell’ottobre 2018 – il cosiddetto decreto sicurezza – promosso dal Ministero dell’Interno. Il decreto sicurezza, afferma l’interrogazione, non è retroattivo, e quindi “non pone in condizioni di irregolarità nessuno di coloro che avevano titolo per essere ospiti dei Centri di accoglienza straordinaria al momento dell’entrata in vigore”.

A rispondere alle domande di Alberti, in Aula, l’assessore regionale Vittorio Bugli, dopo aver precisato che “i dati – aggiornati al 31 maggio 2109 – relativi agli immigrati in Toscana nei Cas sono acquisiti dalle Prefetture poiché l’individuazione dei soggetti gestori deputati all’accoglienza degli immigrati, la gestione dei flussi dei migranti, la ripartizione dei profughi, l’organizzazione e la gestione del servizio e delle strutture è di competenza dello Stato e viene decretata dal Ministero dell’Interno.”

Sono 638 i Cas presenti in Toscana e 6mila 705 gli immigrati accolti nelle strutture – così l’assessore risponde ai primi quesiti dell’interrogazione – ognuno ha presentato domanda per ottenere lo status di rifugiato o il permesso di soggiorno per motivi umanitari, fino alla data del famoso decreto”.

Sul dato relativo all’accoglimento delle istanze di asilo dal 2016 ad oggi, Bugli ha risposto “sono disponibili i dati dal 2016 al 2018: in questi anni hanno avuto accolta la propria richiesta 3mila 287 migranti”.

Il consigliere regionale Alberti si è detto insoddisfatto della risposta: “Mi sembrava che in commissione quando si trattava la proposta di legge oggi in discussione lei avesse tanti dati per contestare il decreto sicurezza – ha risposto il portavoce dell’opposizione – ma non li ha portati in Aula, qui solo numeri vaghi e non certi. Prendo atto – ha concluso – che i migranti in Toscana nelle strutture sono 6mila 705 e che lo status di rifugiato è stato accolto solo per 3mila 287”.

Sulle linee di indirizzo per la realizzazione dell’accoglienza, con vincoli e modalità di organizzazione delle strutture Bugli riferisce che “sono definite in primo luogo a livello ministeriale, poi rese operative a livello territoriale”.

Nel testo si riporta anche il numero degli stranieri – mille e 81 – detenuti nelle carceri del territorio regionale, fornendo dati su ciascuna struttura e precisando che “nella quasi totalità dei casi la presenza straniera supera il 50 per cento della popolazione carceraria”.

Redazione Nove da Firenze