Accanto al popolo iraniano che lotta per la propria libertà

I capigruppo in Consiglio comunale hanno incontrato una delegazione iraniana

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
12 Gennaio 2026 17:58
Accanto al popolo iraniano che lotta per la propria libertà

La seduta odierna del Consiglio comunale è stata interrotta per 15 minuti per dar modo ai capigruppo di incontrare una delegazione di donne e uomini iraniani dell’associazione Anahita.

L’ufficio di presidenza precisa che “si è trattato di un gesto di attenzione alla luce dei disordini che si stanno verificando nelle piazze iraniane nelle ultime ore. Derogando dunque a quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo per i lavori odierni, è stato deciso di ospitare la delegazione interrompendo la seduta. Rimane l’impegno a proseguire l’ascolto da parte del consiglio comunale, così come fatto sempre negli anni, anche attraverso la Commissione Pace e Relazioni internazionali”.

“Dal 28 dicembre scorso l’Iran è tornato a essere teatro di una vasta e profonda ondata di proteste popolari. Ciò che inizialmente si è manifestato come una mobilitazione contro l’aumento dei prezzi, la svalutazione della moneta e una crisi economica sempre più insostenibile, si è rapidamente trasformato in una contestazione diretta del regime clericale di Teheran. Le manifestazioni, dal Grande Bazaar di Teheran, si sono rapidamente estese in tutte le 31 province iraniane e in oltre cento città e 200 località su tutto il territorio nazionale.

Un’estensione geografica che testimonia la profondità e la trasversalità del dissenso". Queste le dichiarazioni del consigliere PD Enrico Conti che prosegue: "Al centro della protesta vi è oggi la rivendicazione di diritti umani e sociali fondamentali, individuali e collettivi: la libertà di espressione e di associazione, l’autodeterminazione delle persone e delle minoranze etniche, la lotta contro l’oppressione di genere, l’apertura di reali spazi democratici, sistematicamente negati e repressi dal regime teocratico, come in occasione del movimento Donna, Vita, Libertà, esploso nel settembre 2022.

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La risposta del regime è stata, ancora una volta, brutale. Le autorità hanno imposto un blackout totale di internet su scala nazionale, per impedire la diffusione di informazioni indipendenti e isolare la popolazione iraniana dal resto del mondo. Nonostante ciò sappiamo che il numero dei morti è ormai di centinaia, se non di migliaia, spesso con segni evidenti di esecuzioni a freddo, mentre gli ospedali sono al collasso a causa dell’elevatissimo numero di feriti. Fonti non ufficiali parlano inoltre di oltre 10.000 persone arrestate nel corso di poche settimane.

I manifestanti vengono classificati come “nemici dello Stato” e rischiano processi sommari e, in molti casi, la condanna a morte.

Tutto ciò testimonia una violenza repressiva durissima, che non può non interrogare le nostre coscienze di cittadini occidentali ed europei. Sembra infatti che, dandoli per acquisiti una volta per tutte, abbiamo in parte smarrito il valore profondo dei principi liberali e democratici che originano dalla Rivoluzione Francese del 1789, e che nel nostro Paese sono stati conquistati grazie alla lotta partigiana e antifascista, al sacrificio di intere generazioni, e che hanno trovato il loro compimento nella nostra Costituzione repubblicana.

Oggi questi valori sono nuovamente messi in discussione in molte parti del mondo, e in misura crescente proprio all’interno dell’Occidente. I giovani e meno giovani iraniani che scendono in strada, a costo della vita, ci ricordano quanto quei principi siano preziosi e quanto alto possa essere il prezzo personale che si è disposti a pagare per conquistarli. Essi ci richiamano al loro significato più profondo, morale prima ancora che politico, e ci dicono quanto questi possano essere ancora il motore della storia.

In un mondo in cui nuovi tecno-imperialismi mettono in crisi il diritto internazionale e minacciano i sistemi democratici, dotarci degli strumenti – innanzitutto politici – per sostenere concretamente la causa dei diritti umani e civili non è solo un atto di solidarietà, ma una necessità per la difesa stessa della democrazia e della pace in Europa e nel mondo. Questo è il compito che ogni sincero democratico dovrebbe assumere come proprio obiettivo, come bussola politica e morale. Viva la lotta degli iraniani per la libertà”, conclude Conti.

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