Abusivismo: è guerra aperta nell'artigianato e nel commercio

A Firenze colto sul fatto il gestore di un minimarket in piazza Nazario Sauro: vendeva alcolici oltre l'orario consentito. Blitz della Polizia Municipale in San Jacopino, dopo un reclamo dei residenti della zona: per la macelleria abusiva nel retrobottega del minimarket € 5.000 di multa e più di 120 chilogrammi tra carne e pesce sequestrati. A Prato in una confezione 21 “loculi” separati con cartongesso per ospitare più di 40 persone


FOTOGRAFIE — Continuano i controlli della Polizia Municipale per il rispetto del Regolamento Unesco. Ieri sera una pattuglia del Reparto Amministrativo nel corso della consueta attività di verifica in centro ha pizzicato il titolare di un minimarket di piazza Nazario Sauro mentre vendeva bevande alcoliche oltre le 21, limite orario previsto dal regolamento. L’uomo, un cittadino pakistano, è quindi stato sanzionato con un verbale da 1.000 euro. Per lui non si tratta della prima violazione al regolamento: già in passato era stato sanzionato per lo stesso motivo oltre che per vendita di alcolici a un minorenne e la sua attività è stata sospesa per cinque giorni.

Aveva trasformato il retro del suo negozio in una macelleria dove sezionava carne e pesce senza avere nessun tipo di autorizzazione. Ma mercoledì la Polizia Municipale ha posto fine a questa attività abusiva sequestrando tutto (oltre 120 chilogrammi di alimenti) e segnalando il titolare del minimarket nella zona di San Jacopino. Il blitz è scattato mercoledì sera dopo che i residenti avevano presentato un reclamo per il rumore: nella corte condominiale su cui si affaccia il retrobottega dell’attività rimbombavano infatti ripetuti colpi fino a notte fonda. Una situazione che recava disturbo e su cui gli agenti del Reparto Amministrativo hanno deciso di chiarire. E lo spettacolo che le pattuglie si sono trovate davanti è stato inaspettato: il retrobottega del minimarket era stato trasformato in una macelleria senza alcuna autorizzazione e senza le necessarie attrezzature (tra cui una cella frigorifera funzionante). Gli agenti hanno infatti sorpreso il titolare, 43enne cittadino del Bangladesh che gestisce l’attività insieme al figlio 20enne, intento a sezionare enormi quantità di carne bovina con una mannaia. I grossi pezzi di carne non avevano l’indicazione della provenienza e venivano sezionati in un ambiente non idoneo (una volta tagliati venivano messi a terra su un telo di plastica). La carne già tagliata era stata posta in sacchetti della spesa pronta per essere venduta, in spregio a tutte le norme igieniche del caso. Complessivamente gli agenti hanno trovato un’ottantina di chilogrammi di carne di cui circa 70 già pronta per la vendita e il resto ancora da preparare. Ma le scoperte della Polizia Municipale non si sono fermate qui: in altri sacchetti sono stati trovati anche una quarantina di chilogrammi di pesce congelato, tagliato dallo stesso titolare per essere venduto sfuso. Gli agenti del Reparto Amministrativo hanno quindi sequestrato tutto e chiesto l’intervento dell’ASL. E nella giornata di ieri infatti sono scattate le operazioni della sezione igiene alimentare da parte degli addetti dell’Azienda sanitaria. Per il titolare sono scattate diverse sanzioni per altrettante violazioni: prima di tutto l’attività di macelleria abusiva visto che non aveva inoltrato la necessaria Dia (3.000 euro), poi la mancanza dei requisiti di igiene (1.000 euro) e ancora la non tracciabilità della carne (ulteriori 1.500 euro).

A distanza di pochi giorni dall’ultimo sequestro di dormitori abusivi nel Comune di Prato, la scorsa settimana gli ispettori del Dipartimento della Prevenzione, sempre nell’ambito dell’attività di vigilanza programmata dal Piano Regionale Lavoro Sicuro, hanno posto i sigilli ad un’intera area di circa 400 metri quadrati adibita a dormitorio nel Comune di Montemurlo. Durante l’ispezione è stata rilevata la presenza di ventuno “loculi” ricavati da pareti di separazione in cartongesso del tutto privi dei requisiti minimi di abitabilità, oltre a diramazioni elettriche non sicure ed assenza generalizzata di tutele prevenzionistiche. L’ispezione è stata effettuata in una confezione a conduzione cinese, situata al piano terra del fabbricato. Una serie di elementi e circostanze emerse in sede di controllo hanno destato sospetti ed i tecnici intervenuti hanno esteso gli accertamenti anche ad altri locali del fabbricato non comunicanti con l’area produttiva. E’ stata rilevata la presenza di dormitori abusivi che, nel caso specifico, erano stati predisposti per ospitare più di quaranta persone. Tutta la porzione interessata dagli abusi edilizi è stata sottoposta a sequestro penale. Per le rilevate fattispecie penali in materia prevenzionistica sono stati denunciati presso la Procura della Repubblica di Prato, il datore di lavoro formale della ditta ed una seconda persona, ritenuta essere il gestore della confezione. L’impegno degli ispettori del servizio di prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro resta sempre costante nell’attività di controllo e vigilanza. Numero verde per Segnalazioni di Case-Fabbrica 800 – 017835

Redazione Nove da Firenze