Credito ai giovani professionisti, pronte le prime quattro banche

Prendere un prestito in banca sarà più facile: con spread dimezzati e garanzie sui finanziamenti, da 3.000 a 9.000 euro in cinque anni, forniti direttamente dalla Regione.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
04 settembre 2009 18:07
Credito ai giovani professionisti, pronte le prime quattro banche

Con settembre si riaprono aziende ed uffici e magari, tra i giovani professionisti, qualcuno, fresco di studi, si appresta ad iniziare un periodo di tirocinio o addirittura medita di metter su uno studio: non fisico magari, ma online sul web. Per loro la buona notizia è che prendere un prestito in banca sarà più facile: con spread dimezzati e garanzie sui finanziamenti, da 3.000 a 9.000 euro in cinque anni, forniti direttamente dalla Regione. La firma del protocollo, con 14 banche a cui se ne è aggiunta una quindicesima nelle settimane successive, c'è stata a metà maggio.

Tra luglio ed agosto hanno firmato la convenzione con Artea, l'agenzia della Regione che fornirà materialmente le garanzie, le prime quattro banche e sono dunque già operative la Cassa di risparmio di San Miniato, la Cassa di risparmio di Volterra, la Banca di Credito cooperativo di Cambiano e la Federazione delle banche di Credito cooperativo, che di per sé raccoglie una trentina di istituti diversi. "Mi auguro – commenta l'assessore alle professioni, Agostino Fragai – che come prontamente le quindici banche hanno firmato mesi fa il protocollo, altrettanto velocemente procedano agli ultimi adempimenti burocratici".

"E' un altro modo, in fondo, per affrontare la crisi economica che sta colpendo anche la Toscana – prosegue -: un aiuto riservato stavolta ai giovani professionisti. Per questo la Regione ha accelerato molto per arrivare alla firma dell'accordo. Con le risorse messe a disposizione potremo garantire prestiti almeno ad un migliaio di giovani professionisti. Ma penso, come ho sottolineato più volte, che il provvedimento aiuterà anche una maggiore mobilità sociale. Perché se per il figlio di un professionista è più facile mettere su uno studio, non altrettanto può dirsi del figlio di un operaio o di un artigiano.

E la nostra società, troppo ingessata, ha bisogno invece di maggiore mobilità e dinamicità". di Walter Fortini

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