Provincia di Firenze: pubblicità per la situazione patrimoniale, reddituale ed associativa degli assessori e dei consiglieri

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
04 febbraio 2009 14:47
Provincia di Firenze: pubblicità per la situazione patrimoniale, reddituale ed associativa degli assessori e dei consiglieri

Con 22 sì (PD, UDC) e 6 no (FI, AN), i gruppi della Sinistra (PRC, La Sinistra, PDCI e Verdi non hanno partecipato al voto) il Consiglio provinciale ha approvato il nuovo regolamento sulla situazione patrimoniale, reddituale ed associativa degli assessori e dei consiglieri provinciali presentato dal Presidente del Consiglio provinciale Massimo Mattei. Approvato anche Ordine del Giorno d’accompagnamento dell’UDC che impegna la Giunta a modificare lo Statuto della Provincia al fine di prevedere la pubblicità dei rapporti di lavoro dipendente o assimilato e di consulenza occasionale che gli assessori ed i consiglieri provinciali possano intrattenere con i diversi enti o società pubbliche o private.

Respinto l’emendamento di FI e AN che estendeva la pubblicità dei rapporti anche ai Dirigenti o dipendenti dell’Enti. Tondi (UDC) ha chiesto: “Sempre maggiore trasparenza, sempre maggiore chiarezza da parte dell’organo politico nei confronti del corpo elettorale”. L’assessore al bilancio e personale Lepri ha dato: “Ampia disponibilità a collaborare per fare sì che si producano elementi da collocare in un percorso istituzionale che dovrà portare alla modifica dello statuto e del regolamento del Consiglio.

Il Presidente della Prima Commissione ha già convocato una seduta per cominciare a esaminare questo argomento”. Marconcini (PDCI) confermando la non partecipazione al voto ha sottolineato di: “Condividere il documento perché si tratta di un atto di buon equilibrio e che intende salvaguardare il ruolo dei politici, troppo spesso bistrattato”. Gori (PD) ha sottolineato che: “I rapporti di lavoro dipendente assimilati che dovrebbero essere dichiarati coinvolgono anche terzi occorre, quindi, avere anche il loro consenso per non violare le norme vigenti sulla privacy”.

Nascosti (AN) ha ribadito che: “Quando si andrà a modificare il regolamento occorre estendere la norma anche ai dirigenti”.

Notizie correlate
Collegamenti
In evidenza