Comunicare le PMI: autostima? Si grazie

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
09 dicembre 2007 21:15
Comunicare le PMI: autostima? Si grazie

Abbiamo perso la considerazione di noi stessi? Non l’abbiamo mai trovata? Ci sentiamo come il brutto anatroccolo? Vogliamo riappropriarci della “nostra vita” ma non sappiamo come fare?
Noi siamo ciò che pensiamo di essere, ed i nostri comportamenti ne sono la “fisica” conseguenza che influenza, nel bene, e nel male, la percezione che regaliamo a noi ed agli altri.
Come diceva Ghoete “Per quanto la beltà sia sempre negli occhi di colui che guarda, essa comincia con te”; in altre parole, anziché pensare al giudizio degli altri (e a come ci vedono) come a un qualcosa di avulso da ciò che noi siamo (l’Incompreso è già stato scritto), cominciamo a guardarci dentro, convinti che la realtà è dentro di noi, e non fuori.
Gli altri, ci piaccia o no, sono il nostro specchio, il metro di misura di come ci sentiamo e di come vogliamo apparire; se vogliamo che fuori le cose cambino, dobbiamo cambiare dentro.
Il nostro presente è di certo il risultato del nostro passato, e l’immagine che abbiamo di noi stessi è la conseguenza di come ci siamo sentiti e ci hanno fatto sentire (incoraggiandoci, o frustrandoci).
E’ un mix di impressioni infantili, di condizionamenti familiari e ambientali, e di giudizi espressi da persone ritenute autorevoli (maestri, allenatori, ecc); questi condizionamenti soggettivi, hanno influenzato l'immagine e la stima che ognuno di noi ha di sé: minima o elevata che sia.
Le convinzioni che abbiamo delle nostre abilità, dei nostri talenti, delle nostre doti, determinano la nostra maggiore, o minore, autostima che, quando è sana, e quindi non trascende nel senso di onnipotenza, ci da il coraggio di esprimerci liberamente ed equilibratamente, anche in quei casi in cui potremmo essere messi in discussione.
Una sana autostima ci fa accettare il dissenso, le differenze il conflitto, come qualcosa di naturale, ed i problemi che ne possono seguire vengono percepiti come opportunità di crescita.
Viviamo in mezzo agli altri e quindi, come già detto, non ha senso ignorare completamente il loro giudizio, ma cedere facilmente, adeguarsi indistintamente all’opinione altrui, solo perché dentro di noi abbiamo sviluppato la “paura” per le conseguenze non piacevoli, vuol dire temere il giudizio degli altri a prescindere, oppressi dal proprio reale, o presunto, senso di inadeguatezza.
Dir sempre di si per quieto vivere, fuggendo il disaccordo, uniformandosi ed evitando di esprimere con franchezza le opinioni personali, per paura del rifiuto o della disapprovazione, danneggia costantemente la propria autostima.
Per migliorare la stima che abbiamo di noi stessi dobbiamo cercare di non sottrarci alle sfide, anche difficili, che la vita ci propone volendo raggiungere degli obiettivi sempre più elevati e complessi senza perdere la serenità e la fiducia in noi, accettando la possibilità di sbagliare, o perdere, come un evento naturale , consci che l’errore, anche il più grande errore, è un trampolino dal quale ripartire verso una nuova esperienza.
La nostra coscienza non deve essere più soltanto fonte di critiche, minacce o punizioni, ma soprattutto d’incoraggiamento e amore verso noi stessi.; solo chi sta fermo o non fa nulla rischia di non sbagliare, ammesso e non concesso che stare fermi o non fare nulla non siano già di per sé un errore marchiano.
Non dobbiamo temere di esporci: adattiamoci alle situazioni e cerchiamo di aprirci sempre di più; le persone che si espongono alle situazioni della vita, senza fuggirle, sono più sicure di sé, più ricche d’esperienze e di relazioni sociali e possono contare sull’aiuto degli altri nei momenti difficili; le situazioni poco piacevoli o dolorose, infatti, vanno affrontate, risolte e poi dimenticate.
Se vogliamo veramente cambiare, dobbiamo studiare noi stessi per capire le ragioni che ci hanno indotto ad assumere un certo comportamento nei confronti della vita e di chi ci sta intorno.
Cambiando noi stessi, anche se il mondo resterà uguale, cambieremo gli occhi con cui lo guarderemo, acquisendo quella padronanza che ci permetterà di gestire, anziché subire le situazioni, indipendentemente dalle loro evoluzioni e conseguenze.
La nostra autostima ci amerà per questo.
Oliviero Castellani

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