Moda: un master per creare nuove imprese


FIRENZE, 26 settembre - Un master in collaborazione con Polimoda dove le capacità di investimento dei Giovani Imprenditori si incrociano con le capacità creative dei giovani talenti del fashion e un incontro con Alfredo Canessa presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana in cui sono stati approfonditi tutti gli aspetti della “Evoluzione ed opportunità imprenditoriali nel sistema Moda”. «La capacità della moda di calamitare talenti e creatività: è questo che ci attrae come giovani imprenditori che vogliono una Firenze all’altezza delle sue possibilità - ha detto Jacopo Morelli, presidente del gruppo Giovani Industriali di Firenze - Nella moda come nell’imprenditoria, il made in Florence non paga più se non accompagnato da un valore aggiunto che deve venire dallo stesso territorio, dal collegamento con l’Università e le eccellenze. Sosteniamo un master di Polimoda che punta a far nascere nuove imprese nel settore fashion. L’incontro con il presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana ha fatto nascere nuovi spunti». «Seguiamo da tempo con attenzione - continua Morelli - il sistema moda, lo riteniamo un settore strategico per il nostro territorio su cui investire; ancora capace di attrarre le ‘intelligenze’ a patto di fare più finanza in blue jeans, che non aspetta le idee nei propri uffici ma va ‘sul campo’ a ricercare i progetti innovativi e capaci di creare ricchezza». «Oggi il mercato della moda è più strutturato, selettivo, veloce, più immediatamente globale dalla parte dell’offerta - dice Alfredo Canessa, presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana - e più esigente, personalizzato, trasversale e anch’esso più globalizzato dalla parte della domanda. Questo rende le scelte imprenditoriali più difficili e rischiose: la moda più di altri settori deve far fronte alla cosiddetta “dittatura del consumatore”, che costruisce piattaforme di identità e percorsi di gusto individuale attraverso ciò che compra. Per questo chi fa moda deve concepirla sempre più come industria culturale, oltre che manifatturiera: la creazione del valore - e qui i giovani lo sanno bene - è data ancora dall’innovazione, ma questa si è spostata nel campo dell’high tech e delle tecnologie soft, e in modo ancora più ampio nel campo dei processi simbolici, estetici e di comunicazione. Due dimensioni fondamentali, che spesso tendono a sovrapporsi». All’incontro, organizzato dai Giovani di Confindustria Firenze, hanno partecipato anche i vicepresidenti di Confindustria Firenze Ferruccio Ferragamo e Riccardo Zucconi.

Redazione Nove da Firenze