Se avessi un mondo a misura di me

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
11 settembre 2007 13:42
Se avessi un mondo a misura di me

Sesto Fiorentino, 11 settembre 2007- La Società della Salute Nord Ovest presenta in un convegno pubblico lo statuto della Fondazione di partecipazione “Dopo di noi”, deliberato dalla giunta della SdS e ora in attesa di essere approvato dagli 8 Comuni di zona.
Nel convegno dal titolo “Se avessi un mondo a misura di me” che si terrà venerdì 14 settembre (dalle 9.00 alle 17.30) a Sesto Fiorentino (Auditorium di via Righi, 8, angolo via Pratese, zona Osmannoro), si farà il punto anche sul percorso avviato verso la costituzione della Fondazione.

Si tratta di un istituto senza scopo di lucro che avrà sede nella zona fiorentina nord ovest e che intende rappresentare un punto di riferimento costante per le persone svantaggiate con priorità per quelle diversamente abili, con particolare attenzione ai servizi residenziali o comunque sostitutivi della famiglia, quando quest’ultima non potrà più rappresentare un punto di riferimento.
Il progetto è innovativo: nell’area della disabilità la Fondazione partecipata rappresenta la nuova frontiera dell’integrazione fra pubblico e privato.

Un raro esempio in Italia, dopo quello della Fondazione Handicap “Dopo di Noi” di Roma, di una Fondazione a iniziativa pubblica con la possibilità per i privati di aggregarsi, condividendo finalità e risorse. Alla sua costituzione, infatti, potranno aderire realtà territoriali pubbliche e private, conferendo a favore denaro, beni materiali o immateriali, professionalità o servizi. Per questo il convegno del 14 settembre è rivolto, oltre che a tutte le famiglie, anche agli enti pubblici e alle istituzioni, agli Organismi del Terzo Settore e a tutte quelle realtà aziendali e imprenditoriali del territorio che vorranno entrare a far parte, o anche solo conoscere, la Fondazione “Dopo di Noi”.
Con lo statuto la SdS si è impegnata a promuovere e a dar vita alla Fondazione.

I passi successivi saranno:
- l’approvazione dell’istituto da parte dei consigli comunali;
- l’individuazione delle risorse che andranno a formare il patrimonio;
- la nomina degli organi del Consiglio di amministrazione;
- l’individuazione della struttura che dovrà offrire un’idonea soluzione residenziale per persone svantaggiate.
Al convegno a cui parteciperà anche l’assessore alle politiche sociali della Regione Toscana, Gianni Salvadori, si parlerà di sviluppo delle politiche di autonomia per le persone disabili (Francesca Bartoletti e Maria Pia Teodori per l’Azienda Sanitaria di Firenze); di collocamento mirato (Sandra Breschi per la Provincia di Firenze); dell’esperienza dei gruppi di auto aiuto fra genitori (M.Giovanna Le Divelec per la Fondazione Devoto); la giornata di confronto proseguirà la mattina con interventi di associazioni del territorio (Lamberto Tozzi per l’Associazione Cittadinanze; Marco Bottino per l’Associazionismo Sestese; Patrizia Frilli per “Cui I Ragazzi del Sole”) e il pomeriggio con interventi più mirati sulla Fondazione.

Tra gli interventi del pomeriggio che saranno coordinati dall’assessore ai servizi sociali del comune di Sesto Fiorentino, Caterina Conti, è previsto quello di Emanuele Rossi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sugli aspetti giuridici delle Fondazioni di partecipazione , mentre l’avvocato fiorentino Massimo Bigoni, illustrerà il percorso di costituzione nell’esperienza della zona fiorentina nord ovest. Concluderà Alberto Zuliani con l’esperienza della Fondazione Handicap “Dopo di Noi” di Roma.

“La Fondazione – spiega il presidente della SdS Nord Ovest, Simone Naldoni – è un istituto senza scopo di lucro che intende rappresentare per il disabile un punto di riferimento costante, soprattutto per quanto riguarda i servizi residenziali o comunque sostitutivi della famiglia”.
“Con questo istituto – sottolinea Caterina Conti, assessore ai servizi sociali del comune di Sesto Fiorentino – i genitori potranno essere ragionevolmente sicuri che il proprio figlio avrà una collocazione certa e dignitosa, quando loro stessi non potranno più costituire un riferimento.

La nostra vuole essere un esempio di Fondazione a iniziativa pubblica, in cui, cioè, la presenza pubblica è garanzia di continuità e di utilità sociale”.

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