L'orologio della stazione esposto nel cortile della Dogana a Palazzo Vecchio

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 luglio 2006 19:58
L'orologio della stazione esposto nel cortile della Dogana a Palazzo Vecchio

Firenze, 21 Luglio 2006- Un antico orologio da stazione del 1893, realizzato a Firenze dalla ditta Marziali in Piazza Santo Spirito, è in mostra nel cortile della Dogana di Palazzo Vecchio. L'orologio è di proprietà della ditta Ra-Ma (Razzi-Marcocci) di Poggibonsi che si occupa di restauri ma sono stati gli studenti dell'Istituto Tecnico Industriale Leonardo da Vinci di Firenze (allievi del 3° anno della specializzazione Orologiai e allievi del 3° anno Operatori meccanici) a riportare, con un accurato lavoro durato tre mesi, l'orologio all'antico splendore ed a renderlo nuovamente funzionante.

Gli studenti sono stati guidati dal professore Andrea Palmieri, docente di orologeria e dal professore Fulvio Grazzini, docente di meccanica. L'orologio resterà in mostra almeno sino alla fine del mese di agosto ed il suo rinvenimento è stato piuttosto casuale: 4-5 anni fa è stato trovato abbandonato in uno scantinato da Jonny Razzi. Era un unico blocco di ruggine ed il lavoro di restauro ha permesso di renderlo nuovamente funzionante. Non è stato possibile risalire alla stazione nella quale, per tanti anni, ha scandito il tempo.

In particolare, si tratta di un orologio a doppio quadrante (dal diametro di un metro) con la macchina del tempo separata dalla mostra. La parte meccanica dell'orologio (detta madre) era collocata all'interno dell'ufficio del Capo Stazione. Alcuni rinvii conici, trasmettevano il moto ai due quadranti collocati sulla parete esterna, nella parte alta della pensilina. L'orologio è costituito da due parti (la cosiddetta macchina del tempo e la madre) con un peso complessivo di circa 150 chili. Una delle particolarità di questo antico orologio è che la distanza tra le due parti è minima mentre, solitamente, era di circa 5-6 metri e le due parti erano collegate da alcuni differenziali.

"Non sono molti gli orologi di questo tipo giunti sino ai giorni nostri integri e con entrambe le parti realizzate dalla stessa ditta e firmati - ha spiegato il professore Andrea Palmieri -. Basta pensare che solo la lente di vetro pesa circa 18 chili contro 1-1,5 chili degli altri orologi. È bellissimo anche lo «scappamento» Amant del tipo a torre che dà l'impulso e mantiene in funzione il pendolo. Un ringraziamento al Comune di Firenze che ha dato spazio e soddisfazione a giovani studenti, impegnati in questo certosino lavoro in orario extrascolastico.

Se il Comune ha qualche vecchio orologio da restaurare, noi siamo disponibili a farlo". Le parti in ghisa sono state ripulite dalla ruggine e dalla vecchia vernice, quindi riverniciate cercando di mantenere il colore originale. Tutti i componenti sono stati smontati, controllati, ripuliti e rimontati. I "pivot" sono stati lucidati a specchio, i cuscinetti rettificati, i componenti in acciaio sono stati lucidati con carta smerigliata a grana fine. Le parti in ottone sono state trattate con solventi a base di ammoniaca e poi risciacquate.

Sono stati restaurati i due quadranti, ricostruendo per intero una cornice e assemblando l'altra. Successivamente, è stato restaurato il meccanismo del differenziale che serve ad invertire il moto dell'orologio per l'indicazione dell'ora. (uc)

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