Regione Toscana: a San Minato convegno sulla pianificazione sostenibile del Prs

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
18 maggio 2006 19:23
Regione Toscana: a San Minato convegno sulla pianificazione sostenibile del Prs

FIRENZE- “Uno sviluppo durevole e sostenibile può essere il vero motore di un’economia di qualità che ci permette di affrontare le sfide del mercato globale. Dare centralità all’ambiente rafforza la capacità competitiva. Il Piano Regionale di Azione Ambientale punta pertanto a tutelare e valorizzare le risorse ambientali, trasformandole in un fattore fondamentale di crescita che può collocare la Toscana alla testa delle regioni europee. Ciò vale in particolare per lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e del risparmio energetico.

Come insegna la Germania, dove sono oltre mezzo milione gli addetti del settore, può venire da qui una formidabile spinta allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia e di nuova occupazione”.
Lo ha affermato oggi a San Miniato l’assessore all’ambiente Marino Artusa nel suo intervento al convegno su “Programmazione e pianificazione per la sostenibilità e un nuovo dinamismo regionale” che si è svolto nell’Auditorium del Convento di San Francesco. Le risorse ambientali vanno conservate, valorizzate e gestite sul territorio con una pianificazione ambientale integrata per la sostenibilità.

“Il principio di sviluppo durevole e sostenibile, che vede l’ambiente non come limite o camicia di Nesso, ma come volano di una economia basata sulla qualità – ha proseguito l’assessore - sta alla base dell’attività regionale, ed è il principio generale e il criterio guida della programmazione della Regione, oltre che del nuovo Statuto, del nuovo programma di governo 2005-2010, e della nuova legge sul governo del territorio. Ma il piano regionale di azione ambientale – ha sottolineato - non ha ancora una legge di riferimento.

Chiusa la fase di sperimentazione che ha caratterizzato la precedente versione del piano, è giunto il momento di dare al Praa una veste istituzionale più pregnante, con una legge che lo preveda in modo specifico, ferma restando l’impostazione strategica complessiva e il modello di governance cooperativa che hanno contrassegnato il precedente piano triennale per l’ambiente”. La formazione del nuovo PRAA, in cui saranno coinvolti tutti i rappresentanti istituzionali e le parti sociali per raggiungere la più ampia condivisione possibile degli obiettivi, strumenti e azioni previste, si basa per l’assessore sulla “necessità di un approccio integrato alle politiche di sostenibilità ambientale che riesca a superare una visione eccessivamente settoriale e parcellizzata dell’ambiente”.



“E’ finito un ciclo di sviluppo e dobbiamo avviarne un altro basato su un nuovo approccio al territorio, dove il riformismo passi attraverso l’innovazione: un sistema più aperto e più moderno in cui il futuro della regione è scritto nelle scelte delle sue classi dirigenti”. Lo ha detto l’assessore regionale al governo del territorio, Riccardo Conti, intervenendo al convegno. Richiamando l’intreccio tra nuovo governo del territorio e obiettivi del nuovo Piano regionale di sviluppo, Conti ha sottolineato come il futuro della Toscana sia quello di una regione policentrica, una risorsa dove la città globale mantiene identità plurali e qualità.

“E’ il futuro - ha affermato - del rapporto fecondo fra piano pubblico e mercato, dove il piano pubblico stabilisce come tutelare il patrimonio collettivo e fornisce le certezze e le indicazioni strategiche per orientare l’impresa con sufficiente attendibilità. E’ il futuro del confronto attivo fra amministratori. E’ il futuro della moderna sussidiarietà dove i Comuni sono chiamati a essere protagonisti di una buona urbanistica e le Province organizzatrici delle strategie. Il governo del territorio – ha detto ancora - non si basa più su sistemi verticali, non più su gerarchie ma su filiere produttive, culturali, ambientali.

Ciò non significa che non ci sono più regole, ma occorre un patto per il governo del territorio. Perché lo sviluppo deve essere sostenibile ma non lento, all’insegna di un grande patrimonio democratico con una forte dotazione di capitale sociale”.
“Il filo rosso di tutto questo – ha proseguito l’assessore – è la lotta alla rendita perché la rendita può soffocare lo sviluppo. E’ invece il momento per creare le convenienze perché le risorse si spostino dalla rendita all’impresa che produce ricerca, innovazione e dunque competitività”
“Abbiamo una prospettiva – ha terminato Conti – che ci impone di non adagiarci su una tendenza fondata sulla rendita.

Questo trasformerebbe la nostra regione in una terra di giardinieri che sistemano le cose per i fine settimana di pochi privilegiati. Invece viviamo in una terra di moderni produttori, quella che la Toscana è sempre stata e che, se non interveniamo, si rischia di dimenticare”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi che, trattando il tema della mobilità e della logistica ha detto: “E’ indispensabile creare un sistema dei porti toscani guardando alla loro specializzazione sapendo che vi sono storie e esperienze da rispettare, ma essendo consapevoli che solo la sinergia tra questi porti può consentirci di fare il vero salto di qualità che sta nella relazione con i porti dell’alto Tirreno”.

“Altro elemento decisivo – ha concluso Cosimi – è rappresentato dal riequilibrio del rapporto e del peso delle infrastrutture della mobilità tra quelle dell’interno e quelle della costa. Per intenderci, l’interrelazione forte che è l’Alta velocità, rispetto alla quale il collegamento con la costa deve essere una delle priorità della Regione Toscana. Altrimenti non dobbiamo più parlare di sinergia di sviluppo tra la costa e l’interno della regione”.

“Finalmente è stata chiusa l’era Berlusconi-Lunardi caratterizzata dal mancato rispetto, anzi da un vero e proprio boicottaggio, di tutti gli accordi inutilmente siglati in cinque anni con la nostra Regione.

Gli impegni che il Governo Berlusconi ha sottoscritto con la Regione e gli enti locali ammontano a oltre 4 miliardi di euro per opere, in gran parte ferroviarie, che costituiscono le priorità della Toscana. Questi accordi sono stati firmati con l’inchiostro simpatico, adesso con il nuovo Governo ci auguriamo una forte collaborazione per le tante opere necessarie e impegnative che non sono più rinviabili”.
Queste le prime richieste di Erasmo D’Angelis, Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Regionale, all’indirizzo del nuovo Governo Prodi, intervenuto durante il convegno sul Piano Regionale di Sviluppo, organizzato dalla Regione Toscana e tenutosi stamattina a San Miniato.


“Il piano regionale di sviluppo e il Piano integrato del territorio – ha concluso D’Angelis - sono le sfide per disegnare la Toscana del futuro, siamo certi che stavolta il Governo accompagnerà la crescita della nostra regione con un nuovo rapporto di forte collaborazione e d’interventi per le ferrovie, i nodi delle infrastrutture, la portualità con la fine del commissariamento del porto di Livorno, lo sviluppo del cabotaggio e delle autostrade del mare, la nomina concertata con gli enti locali dei nuovi presidenti dei nostri tre parchi nazionali (Foreste Casentinesi, Arcipelago e Appennino)”.

Sistema dei porti toscani nel rapporto con quelli dell’Alto Tirreno ed interrelazione tra la piattaforma logistica costiera e l’Alta velocità.

Questi i punti centrali sviluppati nella relazione su “mobilità e logistica: il ruolo centrale della Toscana” che il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi ha svolto stamani a S. Miniato, all’iniziativa promossa dalla Regione Toscana sui temi della “Programmazione e pianificazione per la sostenibilità e un nuovo dinamismo regionale”.
“ Da qui al 2010 avremo uno sviluppo esponenziale dei traffici marittimi- ha detto Cosimi - Parlare di autostrade del mare significa parlare di traffici su breve e media distanza, cioè dei traffici nel Mediterraneo.

Ciò vuol dire che dobbiamo dedicare una parte consistente delle nostre infrastrutture a questo settore della logistica. E’ dunque indispensabile – ha sottolineato - creare il sistema dei porti toscani , guardando alla loro specializzazione, sapendo che vi sono storie ed esperienze da rispettare , ma essendo consapevoli che solo la sinergia tra questi porti può consentirci di fare il vero salto di qualità che sta nella relazione con i porti dell’alto Tirreno, con Genova, La Spezia ed anche Savona.

Per capire il livello della sfida che dobbiamo affrontare- ha aggiunto - basta pensare che il porto di Shangay ha un volume di traffici circa 15 volte maggiore di quello di tutti i porti toscani e liguri messi insieme”.
Secondo il sindaco di Livorno, l’altro elemento decisivo per imboccare la strada di un nuovo dinamismo della Toscana “ è rappresentato dal riequilibrio della modalità e del rapporto e del peso delle infrastrutture della mobilità, tra quelle dell’interno e quelle della costa: per intendersi tra la via Francigena e l’arco latino, con quella interrelazione forte che è l’Alta velocità, rispetto alla quale il collegamento con la costa deve essere uno dei punti di priorità della Regione Toscana.

Altrimenti – ha concluso - non dobbiamo più parlare di una sinergia di sviluppo fra la costa e l’interno della regione”.

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