Dopo un 2004 in aumento dell'attività per il 45,8% delle imprese di subfornitura tecnica del centro nord Italia, segnali stentati per l'anno 2005


Firenze 26 Ottobre 2005- A metà 2005 il portafoglio ordini mostra, infatti, un indice con il segno meno. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente solo il 23,6% delle aziende dichiara ordini in aumento (in Toscana il 21,5%), contro il 32,2% che li segnala in diminuzione (in Toscana, il 35,7%).
Lo rivela l'indagine dell'Osservatorio Subfornitura settori tecnici anno 2005, presentata oggi al convegno di Firenze, e realizzata su un campione di 712 imprese localizzate in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Umbria.

Tra i riscontri positivi documentati dall'Osservatorio 2005, vi è la crescita del numero di aziende attive sul mercato internazionale salite al 36,8% (contro il 33,4% dell'anno precedente): la Toscana è tuttavia la regione in cui si ha il minor numero di aziende esportatrici (13,9% del totale) e la quota media di fatturato realizzato all'estero più bassa (3% del totale).
La presenza di un trend degli ordini negativo contraddistingue, con poche eccezioni, larga parte dei settori domanda, specie quelli che maggiormente alimentano il mercato. Negativo è in particolare il trend degli ordini generati dall'industria automobilistica, ai produttori di macchinario, alle industrie dei beni di consumo elettromeccanici ed elettronici.
L'andamento ancora incerto del mercato continua a rendere le imprese molto caute per quanto concerne gli investimenti. Solo il 46,5% delle aziende ha programmi di investimento in corso. In Toscana tale quota scende al 26,6% delle imprese.
La percentuale di aziende attive sul piano degli investimenti è, oltretutto, in costante diminuzione nell'arco degli ultimi 5 anni.
L'incertezza sulle prospettive grava certamente sui programmi volti ad introdurre cambiamenti nell'organizzazione aziendale. Nonostante questo molte sono le imprese che stanno introducendo innovazioni importanti soprattutto per quanto riguarda l'organizzazione della produzione, il servizio ai clienti, l'innovazione dei mezzi di produzione, il sistema qualità. E', peraltro, una risposta coerente in un mercato dove la competizione si sviluppa nei confronti di una domanda che, insieme con il prezzo, premia in misura crescente rapidità di risposta, rispetto dei tempi di consegna, garanzie sul prodotto e assicurazione della qualità.
Le aziende che in varie forme (gruppi, alleanze strategiche, consorzi) già agiscono all'interno di un sistema di relazioni interaziendali sono soltanto il 16,2% del totale. Un numero consistente di aziende (27,9%) appare inoltre orientato ad imboccare questa strada in futuro.
Ad agire da freno sui cambiamenti organizzativi vi è certamente anche la ridotta dimensione delle aziende. In Toscana il 18.7% delle imprese di subfornitura opera in un contesto di relazioni interaziendali (il 3,7% in gruppi di impresa, il 9,3% in alleanze per lo più produttive, il 5% in consorzi).
Nonostante questo appare ancora limitato il numero di aziende che tenta di superare i vincoli della scala operativa ridotta puntando su una strategia di crescita per linee esterne e valorizzando le opportunità derivanti dall'operare nell'ambito di un sistema strutturato di relazioni aziendali. Solo il 12.2% delle imprese toscane è orientato a perseguire questa strada in futuro: per il 25% delle imprese intervistate la maggiore difficoltà è quella della ricerca del partner.

Redazione Nove da Firenze