Un sito internet per perpetuare la "Memoria" delle vittime dei terroristi


L'obiettivo è quello di non dimenticare le vittime del terrorismo e il sacrificio di ben 123 uomini delle Forze dell'Ordine e di 9 magistrati, che furono assassinati durante la "stagione di piombo". Per questo l'associazione "Memoria", costituitasi 7 anni fa a Firenze, in Palazzo Vecchio, ha deciso di "sbarcare" su internet.
L'iniziativa è stata presentata questa mattina in Palazzo Vecchio dal presidente del consiglio comunale Alberto Brasca, uno degli amministratori comunali che all'epoca tenne a battesimo l'Associazione, dall'onorevole Valdo Spini, da sempre legato all'Associazione e firmatario di varie proposte di legge sulla materia, e dalla presidente di "Memoria", Mariella Magi Dionisi. Il sito è curato dal giornalista Franco Mariani, addetto Stampa dell'Associazione. «Sono felice - ha detto il presidente Brasca - di illustrare un'altra iniziativa che servirà a non dimenticare il sacrificio di tanti servitori dello Stato». Da parte sua l'onorevole Spini, già sottosegretario agli Interni, ha ricordato «come lo Stato, e soprattutto coloro che sono chiamati a rappresentare i cittadini in Parlamento, abbiano il dovere primario di ricordare i propri caduti in servizio e di stare vicino in ogni modo alle loro famiglie. Mi auguro quindi che il sito possa far conoscere meglio le figure di questi 123 uomini dello Stato e le problematiche che gravano attorno a questi omicidi, e che devono interessare tutti gli italiani». L'assessore alla rete civica, Elisabetta Tesi, ha ricordato come oggi siano «quasi 200 le associazioni che hanno scelto di essere presenti con le loro pagine sulla rete civica del Comune di Firenze, che fin dall'apertura del suo sito ha sempre dato voce all'Associazionismo cittadino. Sono sicura che le pagine dell'Associazione "Memoria" serviranno allo scopo che la stessa si prefigge, e che da tutta l'Italia non mancheranno visitatori alle loro pagine web presenti sul sito del Comune di Firenze». Concludendo la presentazione la presidente dell'Associazione "Memoria", Mariella Magi Dionisi, ha ringraziato ancora una volta il Comune di Firenze per il sostegno che da sempre dà all'associazione, e l'onorevole Spini per essere tra i principali portatori della loro voce in Parlamento. «Da sempre - ha ribadito Mariella Magi Dionisi - vogliamo ricordare, far ricordare e diffondere i valori umani, civili e morali in difesa dei quali i nostri cari sono stati uccisi: libertà, legalità, democrazia, e da oggi lo faremo anche attraverso internet. La memoria sopravvive e si perpetua. Non abbiamo sentimenti di vendetta ma chiediamo solo verità e giustizia, perché troppo spesso non abbiamo avuto né l'una né l'altra. Questi i nostri morti: 132 uomini tra poliziotti, carabinieri, agenti di custodia, finanzieri e magistrati. Senza contare gli oltre 5.000 feriti. Uomini colpevoli di indossare una divisa o una toga e perciò definiti servitori dello Stato. Ma lo Stato siamo tutti noi e troppo spesso lo dimentichiamo e demandiamo ad altri il compito di ricordarlo. E' per noi doveroso in questo momento chiedere che le nostre parole non siano travisate ed interpretate come reazione dettata solo da un dolore che non è cancellabile: è una voce doverosamente presente senza retorica, attenta a non suscitare pietismo. Perché è vero che i morti sono morti tutti uguali, come uguale è il dolore per la perdita, l'elaborazione del lutto, l'affrontare i problemi anche spiccioli quotidiani, crescere figli che non hanno avuto la possibilità di dare e ricevere la carezza dai loro padri. Ma diverso è essere coscienti del fatto che non il fato ma altri uomini hanno deciso che proprio perché essi rappresentavano lo Stato o magari stavano facendo indagini che avrebbero avvicinato alla verità e forse anche alla scoperta di covi ed organizzazioni, o perché erano la scorta di un uomo politico o perché erano in servizio nell'esatto momento in cui accadeva qualcosa che non si doveva sapere, sono stati coscientemente e deliberatamente uccisi. Non l'incidente e non il caso, ma il fatto di rappresentare lo Stato. Non la malattia, ma il fatto di voler far affermare libertà, democrazia, legalità. Poliziotti e carabinieri e magistrati scelti perché simbolo dell'efficienza dello Stato. E poco contava se accanto avevano i figli o le mogli. I loro valori morali, le loro certezze istituzionali, la loro capacità di donare se stessi e le proprie famiglie al servizio degli altri è quello che ci è rimasto».(seg-red)

Redazione Nove da Firenze