Musica e recitazione spirituale, dal gregoriano al cantautoriale il 17 luglio a Poggio a Caiano


Uno spettacolo a metà tra lo spirituale e il musicale, un’alternanza di canzoni originali e canti gregoriani: è il concerto di Juri Camisasca, di scena giovedì 17 luglio – ore 21,30; ingresso 5 euro - alla Chiesa S. Francesco a Bonistallo di Poggio a Caiano (Prato) nell’ambito del Festival delle Colline 2003. Artista solitario e geniale, Camisasca è ormai un personaggio di culto del panorama musicale italiano (date un’occhiata al sito internet www.juricamisasca.it/). Sin dagli esordi, nei primi anni ’70 a fianco di Francesco Messina, Lino “Capra” Vaccina e Franco Battiato, il suo percorso artistico è all’insegna dell’originalità: colpiscono le sue canzoni meteora e scevre di ogni riferimento stilistico, ma colpisce soprattutto l’intensità espressiva della sua voce, tra il timido e il selvaggio, l’alienato e lo sconvolto. Dopo essersi ritirato per 11 anni in un monastero benedettino, Camisasca torna a suonare sul finire degli anni ’80: partecipa ad alcune rappresentazioni dell’opera “Genesi” di Franco Battiato e pubblica il “Te Deum” (1988). Il “nuovo” Camisasca è un autore e un interprete di una energia lirica e di un rigore adamantino. Negli anni ’90 pubblica “Il Carmelo di Echt”, scrive per Alice, Battiato, Milva... Nel 1999 un nuovo album, “Arcano Enigma”, suonato insieme a Bluvertigo. Oggi Juri Camisasca abita alle pendici dell’Etna dove segue la sua strada scrivendo canzoni e vivendo in solitudine. Negli ultimi anni partecipa spesso ai concerti dell’amico Franco Battiato.

PROSSIMI APPUNTAMENTI
Ultimo appuntamento del Festival delle Colline venerdì 18 luglio alla Rocca di Montemurlo con l’Orchestra Baobab: dodici musicisti senegalesi che la critica ha definito i Buena Vista Social Club africani.

ROBERTO JURI CAMISASCA
Nato a Melegnano (MI) nel 1951, Roberto “Juri” Camisasca è un musicista autodidatta. Durante il servizio militare conosce Franco Battiato, che accetta di produrre il suo primo album: LA FINESTRA DENTRO (1974). Ad esso seguono nel 1975 i singoli “La musica muore”/”Metamorfosi” e “Himalaya”/”Un fiume di luce”. Dello stesso anno è la sua partecipazione a “Telaio Magnetico”, “un super-gruppo che nasce e si esaurisce nell’arco di un piccolo tour (…) quando la vacanza era un viaggio e il viaggio assumeva anche una dimensione interiore”, come si legge nel libretto CD, insieme a Franco Battiato, Mino Di Martino, Terra Di Benedetto, Roberto Mazza, Lino “Capra” Vaccina. Le prime canzoni di Camisasca sono una meteora, con testi surreali e scevre di ogni riferimento stilistico, ma il cantautore colpisce soprattutto per l’intensità espressiva del suo modo di cantare, tra il timido e il selvaggio, l’alienato e lo sconvolto. Sorretto da un timbro vocale straordinario, Juri dipinge in maniera assolutamente coinvolgente e personale il disagio esistenziale. In quegli anni collabora ancora con Battiato (Juke Box, 1978), Lino “Capra” Vaccina (Antico Adagio, 1978) e con Francesco Messina (I prati bagnati del monte Analogo, 1979). Seguono diversi concerti dove utilizza la voce alla maniera orientale, senza testi, con un armonium al posto della chitarra. Alla fine degli anni’70 l’inquietudine di Camisasca trova risposta nella ricerca religiosa e si ritira a vivere per 11 anni in un monastero benedettino, in Umbria. Ne esce nel 1987 per partecipare ad alcune rappresentazioni dell’opera “Genesi” di Franco Battiato e per pubblicare il TE DEUM (1988). Il “nuovo” Camisasca è un autore e un interprete di una energia lirica e di un rigore adamantino. IL CARMELO DI ECHT (1991) è un capolavoro di preghiera e meditazioni, nato nella cella di un monastero. << Per anni, in monastero, dice Camisasca, nessuno sapeva del mio passato di musicista. Lo nascondevo, temevo potesse essermi di intralcio. Un giorno, però, in occasione di una festa in onore di un altro monaco, ho ripreso in mano la chitarra, componendo per lui una canzoncina scherzosa. Pochi giorni dopo avevo già scritto due brani di quello che sarebbe diventato il Carmelo di Echt >>. Oltre a questo album Camisasca scrive canzoni anche per altri interpreti, come “Nomadi”, cantata da Alice, quindi da Franco Battiato e successivamente Giuni Russo, poi canzoni per Milva e soprattutto Alice, con la quale ha un fitto rapporto collaborativo, sino al recente “Giorno dell’indipendenza” (2000). Nel 1991 partecipa al Club Tenco (la rassegna di musica d’autore che svolge ogni anno a San Remo in memoria di Luigi Tenco). Negli ultimi anni si segnalano nel 1992 le partecipazioni all’opera “Gilgamesh” di Franco Battiato, nel 1993, “L’Attesa” con Lino “Capra” Vaccina, il disco con i Devogue (1997) e soprattutto un nuovo album: ARCANO ENIGMA, pubblicato il 17 giugno 1999, suonato con i Bluvertigo. Oggi Juri Camisasca abita alle pendici dell’Etna dove segue la sua strada scrivendo canzoni e vivendo in solitudine. Alcuni suoi brani degli anni 70 sono stati recentemente ripubblicati nel CD “La Convenzione” (D’Autore, 2002).

Redazione Nove da Firenze