Michael Rose all’Auditorium FLOG: le notti di Vibra colpiscono ancora


Altro giovedì sera di successo è stato quello di ieri per gli organizzatori di "Vibra", serata dedicata al ritmo in levare nei locali del Poggetto. A dare il via alle danze l’ormai mitico duo fiorentino composto da Jaka e Dr. Taffy con le solite selezioni dancehall di buon livello. Il locale faceva però fatica a riempirsi, in effetti, gli ospiti giamaicani, sono si leggende viventi, ma forse troppo poco conosciuti dal grande pubblico. Ho detto leggende perché ieri sera i presenti hanno assistito ad un pezzo di storia del Reggae anche se non del tutto completo. La scaletta prevedeva il concerto di Michael Rose accompagnato da Sly Dunbar e Robbie Shakespeare. Quest’ultimo non si è presentato. Le voci di corridoio dicevano che la mattina il titanico bassista è stato bloccato in terra inglese, all’aeroporto di Londra, per un motivo alquanto nobile: voleva portare il basso, il suo strumento di lavoro, come bagaglio a mano. Glielo hanno vietato. Lui si è rifiutato di salire a bordo del veivolo senza lo strumento che l’ha fatto entrare nell’olimpo dei migliori produttori inglesi e/o jamaicani di musica. Ma lo show deve andare avanti, e direi che avanti è andato. La band ha dato comunque gran supporto alla voce evocativa di Michael Rose, i pezzi spaziavano tra heavy dub e reggae, nessuna pausa tra un pezzo e l’altro che tra echi e riverberi ha portato la massive lontano nel tempo. I tempi di Black Uhuru, i tempi della nascita di Taxi Production della quale Sly "Drum-bar" & Robbie "Bass-spear" sono i creatori e proprietari. Ricordiamo che i due giamaicani hanno fatto parte di tutta la storia del reggae e non solo, hanno suonato per personaggi come Peter Tosh, hanno prodotto i già citati Black Uhuru e a dimostrazione che il loro intuito è sempre buono hanno lanciato Luciano, una delle voci mistiche della scena in levare attuale. Ma non si sono fermati semplicemente al reggae ricordiamo anche che Grace Jones ha collaborato con loro. Chi si dimentica la splendida "Libertango"?
Culmine del concerto è sicuramente stato "Sinsemilla" successo di sempre dei Black Uhuru dei quali Michael rose era leader, suonata in una versione allucinata con solo il ritornello rimasto intatto e tutto il resto molto rarefatto ma rielaborato a dovere. Degni di nota i riff di chitarra del chitarrista della band che quasi rubava la scena a Rose. Degni di nota solo per la sua goffaggine da blues man con la quale si muoveva sul palco, tutto impacchettato com’era in un impermeabile nero che mal reggeva alla pancia di quest’uomo.
Altro gran successo per il reggae fiorentino città che si colloca a pieni voti nella scena delle capitali del reggae italiano. Successo che si ripeterà giovedì 11 aprile con la performance di Luciano assieme al mastodontico Dean Frazer accompagnati dalla Firehuose Crew. E mentre il pubblico del reggae aspetta questo evento, questa sera alle 21,30 i cancelli della FLOG si apriranno per ospitare Talvin Singh.
[M. S.]

Redazione Nove da Firenze