Il 16 e il 17 luglio a San Rossore la seconda edizione dell'incontro "From Global to Glocial"
L'associazione Idra ringrazia ma declina l’invito

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
11 luglio 2002 13:03
Il 16 e il 17 luglio a San Rossore la seconda edizione dell'incontro L'associazione Idra ringrazia ma declina l’invito" uk-img>

"Nella nostra Toscana abbiamo continuamente sotto gli occhi - scrive il vicepresidente di Idra Pier Luigi Tossani al presidente della Regione Martini - gli effetti di quello che noi consideriamo un esempio da manuale di globalizzazione negativa: la vicenda "Alta Velocità ferroviaria". Essa ricapitola in sé, infatti, il collegamento fra centri di "potere forte" transnazionali (vedi accordi di vertice italo-francesi per sfondare con i supertreni fra i due Paesi, attraverso la Val di Susa), la compromissione seria del territorio senza alcuna pubblica utilità, e l’impiego di ingenti capitali solo pubblici, a esclusivo vantaggio di interessi privilegiati".

Nella sua "risposta in lettera aperta" Idra ricorda a Martini le pesantissime condizioni di lavoro in cui operano – nei cantieri TAV - le maestranze del sud, mentre le gigantesche e sempre crescenti risorse pubbliche impiegate nel modello di sviluppo sotteso all'Alta Velocità sono state fino ad ora negate alle necessità più elementari dei contribuenti: pensiamo solo all’emergenza regionale acqua in Sicilia, in Puglia e ormai anche al nostro Mugello. Le risorse erariali vengono a mancare anche per altre necessità collettive prioritarie: il potenziamento del servizio ferroviario ordinario, l’adeguamento della rete alle esigenze del trasporto merci, il riequilibrio fra nord e sud, la manutenzione del territorio.

Idra ricorda al presidente Martini come la Regione Toscana, già ai tempi della presidenza Chiti, sia stata rispetto alla TAV uno degli attori istituzionali più attivi nell'esercitare una politica eco-incompatibile, "normalizzando" lo spreco di risorse pubbliche legato all’Alta Velocità, facendo opera di persuasione e pressione nei confronti dei sindaci dei Comuni riluttanti ad accettare il passaggio della TAV e le sue conseguenze sul territorio, ignorando clamorosamente persino le indicazioni che derivavano dai risultati dei propri studi, che definivano "politica di lusso" la scelta del doppio impatto di Alta Velocità e Variante di Valico priva di una valutazione contestuale.

Ecco perché, scrive Pier Luigi Tossani, "rimanemmo stupiti non poco quando venimmo ad apprendere dai media la Sua intenzione di portare al G-8 di Genova, a luglio dell'anno scorso, il vessillo della Regione Toscana tra le file dei manifestanti. Ugualmente, siamo rimasti interdetti quando Ella, alla recente convention no-global di Porto Alegre, ha vantato il modello di sviluppo sostenibile che starebbe promuovendo la Regione Toscana".
L'attenta analisi dei fatti non consente a Idra di ritenere coerenti le buone intenzioni in materia di sviluppo sostenibile espresse da Martini con l'azione politica concretamente praticata dalla sua Giunta.

"La matrice del degrado del sud del mondo è – ci pare – anche e soprattutto qui da noi, e già qui dà ampia prova di sé col massivo e reiterato spreco di capitali pubblici, a favore evidentemente di interessi che non sono quelli collettivi, e con la distruzione cinica delle risorse ambientali". Sfugge dunque il senso di un ritrovarsi convivialmente a San Rossore, ancora a spese del contribuente, col sensibile rischio che la teorizzazione di problematiche talvolta geograficamente lontane dalla nostra realtà devii l'attenzione dai profondi squilibri a cui le nostre stesse comunità sono quotidianamente e deliberatamente sottoposte.

Ma la desertificazione avanza nella stessa Italia, e in Toscana i lavori della TAV continuano a fare scempio ancora in questi giorni della preziosa risorsa acqua. Le immagini provenienti dalla Puglia evocano così l'idea di un supertreno che attraversa sfrecciando – avulso - lande desolate e assetate, "disossate" da insetti onnivori.
Idra continuerà a praticare il dialogo con le istituzioni. "Riteniamo però cosa diversa il partecipare ad incontri che ci appaiono di tono 'tranquillizzante' rispetto alle emergenze reali.

E che concretamente, salvo un’inversione di rotta nella politica praticata, in cui non cesseremo nonostante tutto di nutrire speranza, non riteniamo però al momento di effettiva utilità".

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