Sabato 2 marzo alle ore 21 Tiziano Terzani a San Salvi

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
26 febbraio 2002 13:24
Sabato 2 marzo alle ore 21  Tiziano Terzani  a San Salvi

Lo scrittore e inviato di guerra Tiziano Terzani incontrerà il pubblico per raccontare la sua personale esperienza di uomo contro la guerra, appena rientrato dall’Afghanistan dove l’ha vissuta in diretta sino ai giorni della cosiddetta “liberazione”.
Così lo stesso Terzani si presenta: Sono nato a Monticelli. Il primo di una famiglia povera, che studia e si laurea, con un padre che recitava Dante e cantava il Rigoletto, cresciuto in un quartiere di artigiani onesti e dignitosi, con una grande qualità di rapporti umani e di moralità.

Sono cresciuto anche nell’oratorio di don Bensi. Ero mangiapreti, sempre contro, per questo sono finito per 30 anni in Asia. (…) Diventai giornalista perché alle corse podistiche arrivavo sempre ultimo. Una volta, alla fine di una di quelle corse in cui ero davvero arrivato quando il pubblico stava già andando via, venne da me un signore sui trent’anni con un taccuino in mano e mi disse qualcosa come: ”Sei studente? E allora, invece di partecipare alle corse, descrivile!” (…) “Largo, c’è i’ giornalista” dicevano gli organizzatori quando mi presentavo e (…) quel “largo, c’è i’ giornalista”, detto in vari modi, in varie lingue, mi ha aperto la strada a tanti luoghi attraverso i quali passava la storia, per lo più triste, del mio tempo.
Terzani e “San Salvi luogo delle differenze”: un incontro quasi naturale, al ritorno dello scrittore a Firenze.

Terzani andò in Asia - sono sue parole – “in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento d’idee, di uomini, di storie di cui avevo solo letto” e San Salvi è ormai da tempo a Firenze il luogo delle differenze, dell’altro. E ancora, ritornato alla sua città d’origine, alla domanda su “Che fare, oggi” Terzani risponde: “Non lo scontro di civiltà, ma il dialogo. Cambiamo atteggiamento quotidiano, incriniamo le abitudini, liberiamoci da ciò che ci sembra normale.

Dal correre. Torniamo alla natura. Al buon senso, a quel “common sense” che è tutto fuorché comune ormai”; e uno dei progetti di San Salvi – quello su Pasolini – parte dal film-documentario “La rabbia” che si chiude con queste parole: “…bisogna che le strade del cielo siano strade di fraternità e di pace. Dirvi questo è il mio ultimo e più grande dovere, perché, compagni e nemici, uomini politici e poeti: la rivoluzione vuole una sola guerra, quella dentro gli spiriti che abbandonano al passato le vecchie, sanguinanti strade della terra.”
Non è quindi un caso che l’incontro con Terzani si concluderà con la proiezione del film-documentario di Pasolini, come a creare una continuità tra gli anni sessanta ed oggi; perché – come dice lo scrittore fiorentino – abbiamo più che mai “bisogno di quelli che vanno a vedere, ad annusare, a commuoversi per una qualche storia vicina o lontana da raccontare a chi avrà ancora voglia di ascoltare.

Sono convinto che è così. Se poi non lo fosse – e mi sono sbagliato altre volte – ecco le tracce fossili d’un esemplare in via di estinzione.”
L’Ingresso è libero. Per informazioni telefonare allo 055/6236195, inviare una e-mail chille@ats.it

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