Cosi' il presidente di Confindustria Toscana, Alessandro Barberis, ha descritto le novita' che hanno consentito, a sei anni di distanza dalla stipula del primo protocollo, la firma del secondo accordo con la Regione, avvenuta ieri a Palazzo Bastogi. Per Barberis "siamo all'apertura di una nuova stagione, perche' abbiamo nuovi strumenti di governo, nuovi poteri e nuove opportunita'. Il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef), la nuova legge regionale per lo sviluppo economico, il Fondo Unico per l'industria ci consegnano una Regione diversa".
Barberis ha quindi passato in rassegna gli impegni del protocollo: una nuova forma di incentivazione a sostegno dei processi innovativi dell'industria toscana; una politica di qualificazione dei servizi attraverso l'incentivazione della domanda; la politica per l'alta tecnologia; il nuovo assetto delle politiche finanziarie; i nuovi stanziamenti per i distretti industriali; la struttura per valutare preventivamente l'impatto sull'economia e sulle imprese delle norme e delle procedure. Va pero', completata, secondo Barberis, la riforma federalista e va proseguito lo sforzo per potenziare e qualificare la dotazione infrastrutturale della Toscana.
Chiti ha particolarmente apprezzato la "convergenza istituzionale" tra Confindustria e Regione: "Il protocollo - ha detto - non si limita a trattare questioni di reciproco interesse, ma sancisce la condivisione di obiettivi piu' generali, a partire dalla riforma federalista dello Stato, dall'autonomia e responsabilita' finanziaria delle Regioni". A questo proposito Chiti, nella sua veste di presidente della Conferenza delle Regioni, ha lanciato anche un appello al governo perche' il negoziato per le aliquote regionali su Iva, Irpef e imposta sui carburanti consenta al maggior numero di Regioni di conseguire l'autosufficienza: il federalismo fiscale, secondo Chiti, resterebbe sulla carta se la maggioranza delle Regioni dovessero comunque attingere al fondo nazionale di compensazione.
Ma la vera protagonista di questo cammino, dal protocollo del 1993 a quello odierno, e' stata per Chiti la concertazione, che ha preso corpo e consente oggi di registrare due successi: la nuova legge sulla programmazione con lo strumento del Dpef concordato con le parti sociali e la nuova legge regionale che unifica gli incentivi nel settore delle attivita' produttive.
Una concertazione, secondo Chiti, sempre piu' necessaria per conseguire quella competitivita' dei territori che e' oggi la vera arma vincente dello sviluppo, assai piu' della tradizionale competitivita' delle imprese e dei settori.