Il XV congresso dell'Associazione internazionale di epidemiologia


Il ministro della sanita' Rosy Bindi lo apre oggi, alle ore 14.30 presso il Palazzo dei congressi di Firenze.
Epidemiologi di oltre 60 paesi del mondo si confronteranno sulle condizioni sanitarie dell'umanita' e sul livello minimo di garanzia della salute cui tutti hanno diritto, partendo dal presupposto che essa sia il risultato di diverse forze biologiche, sociali, economiche, tecniche e mediche che richiedono una molteplicita' di punti di vista e di competenze.
I lavori del congresso saranno aperti da tre relazioni introduttive, la prima delle quali sara' tenuta da Julio Frenk, responsabile per l'Europa del World health organization di Ginevra, su "Trend e sfide nella salute mondiale". Frenk discutera' sulle tendenze nei prossimi anni della mortalita', approfondendo soprattutto il significato delle differenze tra le varie aree del mondo. Valgano come esempio le patologie di tumore allo stomaco (9.9 per cento del totale), in declino nei paesi sviluppati, ma ancora fortemente presenti in quelli in via di sviluppo.
Seguira' la relazione di Rodolfo Saracci, presidente della International epidemiological association, dal titolo "Epidemiologia: dalle differenze nei rischi all'equita' nella salute". Proprio in questi ultimi anni si sono sviluppati numerosi dibattiti sull'impatto delle disuguaglianze sociali e della loro influenza sui differenti livelli di salute nei vari stati, e a tal proposito Saracci affrontera il tema anche dal punto di vista dei valori etici, soffermandosi sul concetto di equita'.
La sessione sara' conclusa dalla relazione di Ruth Bonita della Who, dal titolo "Invecchiamento e sviluppo delle forme epidemiologiche: è possibile una distinzione?"; trattera' il fenomeno dell'invecchiamento della popolazione come conseguenza delle migliori condizioni di vita e risultato anche del progresso della medicina e della Sanità pubblica.

Redazione Nove da Firenze