Firenze 1966: l’Alluvione di memoria

Mercoledì 16 novembre proiezione del film di Enrico Pacciani, alla presenza del regista. In prima nazionale al Niccolini "4 novembre ’66". Presentazione del libro “Piovve sul bagnato” mercoledì 16 novembre alle 17 a palazzo del Pegaso


Dopo la prima ufficiale nell’ambito delle Celebrazioni in ricordo dell’Alluvione e il passaggio in prima tv su Sky Arte HD del 5 novembre, il film Firenze 66 – Dopo l’Alluvione” di Enrico Pacciani, prodotto da Alkermes e Sky Arte HD, viene presentato al Museo Novecento alla presenza del regista mercoledì 16 novembre alle ore 17.30. Il film è stato prodotto con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, la collaborazione dell’Archivio del Festival dei Popoli ed è stato realizzato nell’ambito del programma Sensi contemporanei per il cinema. “Firenze ‘66 – Dopo l’alluvione” è un’indagine, vissuta attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti, il commento degli esperti e una meticolosa ricerca di immagini e documenti d’archivio, sui segni profondi che la forza distruttrice dell’Arno ha inferto a Firenze e alla vita dei fiorentini, ma è anche il racconto dell’impegno nel recupero del patrimonio che ha fatto della città un cantiere di eccellenza e di innovazione nelle tecniche del restauro, oltre che il ricordo di una delle più grandi manifestazioni di solidarietà e di partecipazione internazionale cui si sia mai assistito nella storia. Nei giorni della catastrofe furono centinaia di “Angeli del Fango”, giovani volontari poco più che diciottenni, ad accorrere a Firenze da tutto il mondo per contribuire al salvataggio della città e del suo patrimonio culturale, affiancando i fiorentini in un enorme sforzo alimentato dalla solidarietà reciproca. Si trattò a tutti gli effetti della prima grande mobilitazione giovanile spontanea del Dopoguerra, in cui tanti ragazzi, animati da una comune passione per l’arte, superarono i confini e le divisioni della Guerra Fredda per mettere in salvo un patrimonio che ritenevano appartenere a tutta l’umanità. Questo clima di collaborazione e solidarietà internazionale andò avanti anche nella fase di ricostruzione, con una campagna di aiuti che coinvolse numerosi paesi e una titanica opera di recupero e messa in sicurezza del patrimonio che ha segnato la vita della città nei decenni successivi. Il grande “cantiere” della ricostruzione, raccontato nel documentario, coinvolse specialisti da tutto il mondo, che negli anni successivi lavorarono per mettere in sicurezza le opere danneggiate e restaurarne il maggior numero possibile, dando impulso a nuove tecniche di recupero dei materiali e creando centri d’avanguardia, come l’Opificio delle Pietre Dure, dove l’idea stessa del restauro e della conservazione dei beni culturali fu rivoluzionata, passando da mestiere artigianale a vera e propria disciplina scientifica. Il racconto di “Firenze ‘66 – Dopo l’alluvione” si snoda lungo tre filoni principali. Parte dal decennale restauro di opere medievali e rinascimentali, come l’Ultima Cena di Giorgio Vasari – che tornerà nella Basilica di Santa Croce proprio in occasione delle celebrazioni ufficiali del cinquantenario – o il Crocifisso di Cimabue, gravemente danneggiato dall’alluvione e tornato in Santa Croce, grazie a innovative e complesse tecniche di restauro. Il documentario illustra allo stesso tempo l’incredibile lavoro di recupero di milioni di volumi a stampa e migliaia di manoscritti rari della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, approdando poi alla nascita del Museo Novecento, concepito grazie a un primo progetto dello storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti, che pensò di sfidare la situazione post-catastrofe creando un’innovativa struttura dedicata alle arti contemporanee e aperta anche al design.

Continua al Teatro Niccolini di Firenze la rassegna ‘Alluvione. 50 anni dopo’ promossa dalla Fondazione Teatro della Toscana. Dopo Sotto una gran piova d’acqua… eFincostassù, giovedì 17 novembre, ore 21, debutta in prima nazionale 4 novembre ’66. Una produzione C.A.M.A. Il sarcasmo fiorentino, di cui l’autrice, Paola Presciuttini, e l’interprete, Gionni Voltan, sono rappresentanti per ragioni di ‘nascita, cultura e scelta’, quello stesso spirito che ha permesso alla città di non soccombere al disastro, è l’imbarcazione con la quale 4 novembre ’66, regia di Mario Mattia Giorgetti, naviga sulle onde limacciose di una storia che non verrà mai raccontata abbastanza. Provare a raccontare l’alluvione di Firenze del 1966 è un modo per coltivare la memoria collettiva, tessuto e trama di ogni convivenza civile. 4 novembre ’66, in prima nazionale al Teatro Niccolini di Firenze giovedì 17 novembre, ore 21, intende sensibilizzare i cittadini e le autorità a un tema tanto importante qual è quello del rapporto con l’ambiente e renderci consapevoli della nostra interdipendenza con gli elementi della natura. Attraverso il ricordo di un evento che ha visto una città, una nazione e il mondo intero uniti con l’obiettivo comune di salvare un luogo che è patrimonio di tutta l’umanità. La produzione C.A.M.A. è il terzo appuntamento con la rassegna ‘Alluvione. 50 anni dopo’, promossa dalla Fondazione Teatro della Toscana, dopo Sotto una gran piova d’acqua…e Fincostassù. Il testo di Paola Presciuttini racconta quindi una storia del passato ben conosciuta nel mondo, ma è anche un monito per il futuro, considerate le catastrofi ambientali che si sono susseguite nel tempo e che continuano ancora oggi. Perché, dopo millenni di convivenza con i fiumi, non abbiamo ancora imparato il rispetto per la loro potenza e per il loro carattere. Gionni Voltan, diretto da Mario Mattia Giorgetti, è la voce di quella pagina catastrofica. 4 novembre ’66 non è però solo la commemorazione di un triste evento di cronaca: la storia viene rivissuta da una serie di personaggi immaginari, ma possibili, fino ad arrivare all’Arno stesso, il fiume bizzarro, invadente, come lo sono tutti i fiorentini. Durante lo spettacolo vengono anche proiettate immagini di quei fatti, fotografie catastrofiche, talvolta anche singolari, impreviste, sempre ‘autenticamente’ fiorentine, che furono registrate in quel novembre del ’66. Come il beffardo cartello di una trattoria del centro, affisso all’indomani dell’alluvione: “Stasera Umido!”.

Ancora un’iniziativa per ricordare la grande alluvione del 1966. Questa volta si tratta di una raccolta delle testimonianze più significative sull’esondazione nell’Empolese Valdelsa. Il libro “Piovve sul bagnato – 4 novembre 1966” di Edoardo Antonini (ed. Ibiskos Risolo). sarà presentato mercoledì prossimo 16 novembre alle 17nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso, in via Cavour 4 a Firenze. A portare i saluti sarà il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani. Sono previsti gli interventi del consigliere regionale Enrico Sostegni, del sindaco di Capraia e Limite Alessandro Giusti, del giornalista Franco Mariani, di Monia Balsamello di Ibiskos Risolo editore. Sarà presente l’autore.

Un premio in denaro per restaurare un’opera d’arte fiorentina, danneggiata dall’alluvione. Angela Tascioni, dello studio “Ardiglione Snc” si aggiudica il III “Premio Friends of Florence, assegnato dall’omonima Fondazione, per finanziare un intervento di restauro su un bene culturale presente in città. Il riconoscimento, dell’importo di 20mila euro, è stato assegnato venerdì, in occasione della giornata conclusiva della V edizione del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze. Il progetto vincitore prevede il restauro e la diagnostica non invasiva del dipinto “Il miracolo dell’indemoniata guarita da Santo Vescovo”, proveniente dalla chiesa di San Jacopo Soprano di Firenze e attualmente sistemato nei depositi della chiesa di Santa Felicita. Si tratta di un’opera poco conosciuta, poiché dopo l’alluvione che la danneggiò pesantemente, venne spostata nel deposito dove è rimasta fino ad oggi. Adesso, dopo cinquant’anni, tornerà all’antico splendore grazie all’iniziativa della Fondazione Friends of Florence. il progetto che si è aggiudicato il premio è stato selezionato tra un totale di 24 presentiin concorso. Di questi, 5 sono arrivati in finale per aggiudicarsi il primo premio.

Redazione Nove da Firenze