"Sul Ponte Giovanni da Verrazzano si è aperto, da alcune settimane, un dibattito pubblico importante. La Valutazione accurata di sicurezza di Livello 4 affidata il 19 marzo a un professionista, il dispositivo di monitoraggio straordinario da 300 mila euro varato con la determina del 1° aprile, l’ipotesi di chiusura per le prove di carico dopo l’apertura del nuovo ponte di Bellariva: tutto questo è già agli atti del Consiglio e sui giornali, spingendoci a voler approfondire, con una prima richiesta di accesso agli atti, per cui ringraziamo gli uffici del Comune, consapevoli di aver chiesto loro un aggravio di lavoro".
Sono dichiarazioni di Dmitrij Palagi - Sinistra Progetto Comune, Lorenzo Palandri - Sinistra Progetto Comune Quartiere 2 e Lorenzo Fantoni - Sinistra Progetto Comune Quartiere 3.
"Dalla lettura dei documenti - proseguono i rappresentanti di SPC - emergono due elementi che nel dibattito pubblico non sono ancora stati discussi e che a nostro avviso meritano di essere portati all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico-istituzionale.1) Il 6 marzo, poco prima che si parlasse di VAL4, il Comune ha approvato una Perizia di Variante da 240.567 euro per la Bonifica da Ordigni Bellici sulla Linea 3.2.1, da cui emerge che la stessa era “imprevista ma non imprevedibile”, “ascrivibile ad omissione in fase di progettazione”.
È il Comune stesso a riconoscere che un quarto di milione di euro di spesa pubblica si sarebbe potuto evitare con un’istruttoria adeguata nella fase progettuale? Per noi il tema è politico e chiediamo quali misure organizzative la Giunta abbia chiesto perché altre “omissioni” analoghe non si ripresentino nelle fasi ancora da completare, e chi risponda sul piano delle responsabilità.2) Il progetto esecutivo degli interventi strutturali sul Verrazzano non è stato depositato da diciassette mesi.
La Giunta lo ha rinviato “a successivi provvedimenti” con la delibera 505 del novembre 2024, lo ha rinviato una seconda volta con la determina 5838 dell’agosto 2025, ha dovuto sollecitare il Concessionario Tram di Firenze S.p.A. con una nota protocollata il 14 agosto 2025, è arrivata all’accordo del 2 febbraio 2026 e infine — solo quando la situazione è diventata critica — è passata alla VAL4 di marzo. Questa catena dei rinvii è un fatto amministrativo con implicazioni politiche, non un’interpretazione.
Nel frattempo, però, sono stati autorizzati cantieri, abbattuti alberi adulti in area vincolata e firmate varianti paesaggistiche sul presupposto di un ponte che non era ancora stato valutato strutturalmente nella sua integrità. Crediamo sia necessario conoscere i verbali del tavolo tecnico richiesto con la relativa documentazione di riferimento.A questi due nodi si aggiunge un tema di trasparenza sulla governance dell’opera: il settimo atto aggiuntivo alla Convenzione di Concessione tramviaria, stipulato con Tram di Firenze S.p.A.
il 15 maggio 2024 (rep. 66280), non è mai stato discusso in Consiglio comunale. È l’atto che regola i rapporti economici e di rischio fra Comune e Concessionario, compresa la matrice rischi e il Piano Economico-Finanziario aggiornato.La posizione di Sinistra Progetto Comune è chiara. Il Ponte Giovanni da Verrazzano non è un problema tecnico da cui tenere alla larga la politica: è un nodo di trasparenza — perché si è arrivati a una Valutazione di Livello 4 solo dopo diciassette mesi di rinvii —, un nodo di giustizia climatica — perché ogni scenario di intervento tocca alberi adulti in area vincolata e una mobilità dolce che sull’asse dei lungarni è già stata sacrificata (pista ciclabile di Piazza Piave stralciata nel 2023) —, e un nodo di controllo democratico — perché un’opera PNRR da oltre 300 milioni non può essere governata a colpi di determine dirigenziali senza che il Consiglio, i Quartieri e la cittadinanza abbiano modo di conoscere e discutere.Chiediamo alla Giunta, in chiusura delle due interrogazioni, di depositare tutta la documentazione in Commissione Urbanistica e Mobilità in seduta congiunta e di convocare sedute pubbliche nei Quartieri 2 e 3 prima di qualsiasi scelta ulteriore.
Anche perché in Città circola voce che dai cantieri si dia già per probabile l'ipotesi di demolizione. La cittadinanza di Gavinana, Bellariva, San Niccolò, Campo di Marte e San Salvi ha diritto di sapere e di contare, non di apprendere le cose dai giornali".