Pnrr, senza proroga molte opere rischiano di restare a metà

Marrucci (Ali Toscana): "Servono tempo, supporto ai Comuni e condizioni realistiche per completare i lavori”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 Gennaio 2026 11:39
Pnrr, senza proroga molte opere rischiano di restare a metà

Firenze, 13 gennaio 2026 - “Senza un’estensione dei tempi del Pnrr, molte opere strategiche per i territori toscani rischiano di rimanere incompiute, vanificando l’impegno delle amministrazioni locali e le aspettative dei cittadini”.

A dirlo è Andrea Marrucci, presidente di Ali Toscana e sindaco di San Gimignano.“In Toscana sono stati finanziati oltre ventimila interventi, per un valore che supera i dodici miliardi di euro – sottolinea Marrucci –. La grande maggioranza dei progetti è già partita e una parte rilevante è stata conclusa. Questo dimostra che i Comuni stanno lavorando e che, pur tra difficoltà oggettive, il sistema delle amministrazioni locali ha saputo trasformare le risorse in cantieri, servizi e opere reali”.“Accanto a questo dato positivo – prosegue il presidente di Ali Toscana – emerge però una regione che procede a velocità diverse.

Come ha ricordato anche l’assessore regionale alle infrastrutture e all’urbanistica Filippo Boni, la capacità di costruire progettualità credibili e di intercettare i bandi incide in modo decisivo sull’assegnazione dei fondi. È una dinamica che favorisce i Comuni più strutturati, ma che non può tradursi in un aumento delle disuguaglianze territoriali”.“Le criticità operative – aggiunge Marrucci – sono state richiamate anche dalla Corte dei Conti, che nella sua recente relazione sull’attuazione del Pnrr in Toscana segnala ritardi legati alle difficoltà negli appalti, alla carenza di imprese disponibili, alla scarsità di manodopera e all’aumento dei costi delle materie prime.

È una fotografia realistica delle condizioni in cui stanno lavorando molti enti locali”.“Va detto con chiarezza – sottolinea ancora il presidente di Ali Toscana – che in molti casi i Comuni hanno rispettato tutte le scadenze: progettazione, gare e affidamenti sono stati portati a termine nei tempi previsti. I problemi emergono spesso nella fase esecutiva, quando imprese o consorzi non riescono a garantire quanto sottoscritto nei contratti. Questo può portare a risoluzioni, blocchi dei cantieri e al rischio concreto di perdere finanziamenti già assegnati, pur in presenza di amministrazioni adempienti”.“Il Pnrr non è un esercizio contabile, ma uno strumento che incide direttamente sulla vita quotidiana delle persone – conclude Marrucci –: dalla riqualificazione delle scuole e degli edifici pubblici alla mobilità, dalla transizione digitale ed energetica ai servizi sanitari e sociali.

Chiedere una proroga e maggiore flessibilità significa voler completare davvero le opere. Portare il Pnrr fino in fondo è una questione di credibilità istituzionale e di rispetto verso i territori che stanno lavorando per trasformare quelle risorse in sviluppo reale”.

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