Ospedale Torregalli, due infermieri e un medico aggrediti da paziente

Opi Firenze-Pistoia: "Ennesimo evento, che conferma una tendenza ormai non più episodica ma strutturale"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 Maggio 2026 17:12
Ospedale Torregalli, due infermieri e un medico aggrediti da paziente

Firenze, 5 maggio 2026 – Al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio (Torregalli) a Firenze, due infermieri e un medico sono stati aggrediti da un paziente in stato di agitazione.

«L’Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze - Pistoia esprime ferma e totale condanna per il grave episodio di violenza verificatosi a Torregalli. Si tratta dell’ennesimo evento, che conferma una tendenza ormai non più episodica ma strutturale e vede gli operatori sanitari esposti a rischi inaccettabili durante lo svolgimento della propria attività professionale». A dirlo è David Nucci, presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia.

«Aggredire un infermiere o un medico non rappresenta soltanto un atto contro il singolo professionista, ma costituisce un attacco diretto al diritto alla salute dei cittadini e alla tenuta del Servizio Sanitario Pubblico – prosegue Nucci -. Ribadiamo con forza il principio di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi forma di violenza, sia essa fisica, verbale o psicologica. Non è accettabile che chi presta assistenza e garantisce cure operi in un contesto caratterizzato da minaccia, intimidazione o pericolo».

L’Ordine fa il punto sulle misure necessaria per arginare il fenomeno, richiamando con urgenza «sia il rafforzamento delle misure di sicurezza nei pronto soccorso e nei servizi territoriali che la presenza strutturata di sistemi di prevenzione (sorveglianza, personale dedicato alla gestione delle tensioni, dispositivi di allerta). Ma anche l’implementazione di percorsi organizzativi e formativi orientati alla gestione del rischio aggressione e una piena integrazione tra strutture sanitarie e forze dell’ordine».

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«È imprescindibile garantire agli infermieri e a tutti gli operatori, condizioni di lavoro sicure, dignitose e compatibili con la responsabilità assistenziale loro affidata – aggiunge Nucci -. La sicurezza degli operatori sanitari non può essere considerata un elemento accessorio, ma rappresenta un requisito essenziale per la qualità e la continuità delle cure. Da parte nostra, confermiamo l’impegno nel sostenere i professionisti coinvolti in episodi di violenza e la disponibilità a collaborare con istituzioni e organizzazioni sanitarie per l’adozione di strategie efficaci di prevenzione, oltre a promuovere azioni di sensibilizzazione culturale rivolte alla cittadinanza. La violenza nei confronti degli operatori sanitari, di cui questo è solo l’ultimo in una infinita catena di episodi, rappresenta una criticità di sistema che richiede risposte immediate, coordinate e non più rinviabili».

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