Muoversi a Firenze: Sciopero e caso Caos di Ataf

Venerdì 2 ottobre sarà ancora Stop al Bus

Antonio
Antonio Lenoci
28 settembre 2015 13:14
Muoversi a Firenze: Sciopero e caso Caos di Ataf

Non si vede l'uscita dal tunnel, Firenze è bloccata, basta un po' di pioggia a mandare in tilt l'intero sistema. Come ci siamo arrivati? Le nuove obliteratrici, l'ingresso dalla porta anteriore, le nuove poltrone formato XXL.. nulla sembra venire incontro all'utenza. Ataf, il servizio di trasporto passato dal controllo interamente pubblico al gestore privato si ferma ancora. Proclamato Sciopero di 24 ore da parte della rappresentanza sindacale unitaria di Ataf, dall’inizio del servizio alle 6.00, dalle 9.15 alle 11.45 e dalle 15.15 fino al termine del servizio, per impiegati ed operai si tratterà invece dello stop per l'intero turno di lavoro."Sui quotidiani riscoppia il caso Ataf - sbottano i Cobas - linee fuori controllo e migliaia di corse saltate" le stesse di cui la Redazione di Nove da Firenze a più riprese si occupa sollecitata dalle vostre segnalazioni attraverso la mail (nove@nove.firenze.it) ed i Social Network Twitter e Facebook.

Alessandro Nannini rappresentante Cobas torna alla carica: "Vogliono fare le nozze con i fichi secchi. Giorgetti parla di 20 assunzioni, ma non sono mica di Ataf, è Bus-Italia che sta facendo le selezioni ed assumerà autisti che poi, non si sa come, verranno forse spostati su Ataf.. ma tanto Ataf va a sparire con l'assegnazione del trasporto ad un unico gestore privato".Aumentare i mezzi può servire? "Non serve a nulla, siamo tutti fermi. La stazione si blocca ogni due per tre.

I tempi di percorrenza vengono regolarmente disattesi, almeno quelli segnati sull'orario" perché ricordiamo che le paline indicano l'arrivo effettivo e non quello da programma. Aumentare gli autisti può servire? "Con la prima Linea della Tramvia vennero investiti dei soldi per effettuare 40 assunzioni che permisero di avere 25 autisti di supporto con turni di cambio più ampi in modo tale da consentire di raggiungere anche i mezzi ai capolinea più distanti.

Ci fu una programmazione. Adesso nessuno vuole spendere, si vuole solo guadagnarci".Cosa manca a Firenze? "Sedi protette e riservate agli autobus, personale adeguato al bacino di utenza, il punto è sempre quello lo diciamo da anni. Ora si nascondono dietro ai cantieri.. ma è una bufala enorme. La Linea 11, oppure il 31 o il 32, per non contare Porta Romana, cosa ne sanno della Tramvia eppure non c'è un mezzo in orario.

E' sballato tutto il sistema". Una nota al vetriolo dei Cobas oggi recita: "Solo una coincidenza se il risveglio dal torpore c’è stato dopo che i veri responsabili del disagio fiorentino, si sono ritrovati con le loro facce affisse su tutte le paline di Firenze e dintorni. Ecco che Giorgetti, insieme ai suoi amici non contenti per la brutta verità appiccicata in ogni dove, corre ai ripari e convoca urgentemente i vertici di Ataf, ammette il caos, balbetta che la situazione non è più sostenibile.

Oh bravo"

L'incontro mancato. "E' da un anno che abbiamo chiesto un incontro con lui; l’abbiamo chiesto non per il piacere di passare un paio d’ore in sua compagnia, ma per fargli ascoltare la voce di chi tutti i giorni è nel caos, vive i disagi dei cantieri in prima persona, si trova davanti agli utenti imbestialiti per i ritardi e ne paga le conseguenze. Giorgetti preferisce organizzare tavoli istituzionali, inutili, che si concludono con il presidente di Ataf che chiede pazienza perché presto arriveranno altri 20 bus nuovi che saranno risolutivi.

Almeno, il nostro presidente, potrebbe avere il coraggio di concludere il discorso e dirci anche chi guiderà questi nuovi bus visto che l’organico alla guida è carente di ben oltre 40 autisti. E poi, a meno che i nuovi bus non siano dotati di ali, come pensa di risolvere il problema delle strade congestionate dal traffico? Visto il risultato di quei tavoli tecnico/istituzionali, dai quali escono fuori "alte opere di genialità" e in attesa di una convocazione da parte dell'assessore in questione, non possiamo che scioperare il 2 ottobre" conclude la nota che conferma lo sciopero imminente.

Abbiamo fatto una prova d'uso il 24 settembre scorso cercando feedback da parte dei passeggeri: Linea 12, all'altezza di piazza Indipendenza chi aveva timbrato 1,20 Euro da appena due fermate è sceso per proseguire verso la Stazione a piedi lungo via Nazionale ed evitare l'incrocio con il viale Strozzi. Pagare per andare a piedi, che servizio curioso.Non è andata meglio sul 30 all'intersezione tra via della Scala ed i viali Rosselli e Belfiore.

All'interno del mezzo un gruppo di 4 autisti al cambio del turno ha espresso personale rammarico per l'imbottigliamento nel traffico, mentre tra i passeggeri serpeggiava la rabbia per il sovraccarico del mezzo.Se il problema in strada è dovuto alle deviazioni, sul mezzo non mancano le lamentele: "Si crea un tappo davanti, chi sale resta vicino all'autista - esclama una signora - e così non si passa più". "Poi se salgono i controllori vogliono pure il biglietto timbrato e dove lo timbro che son dovuto salire dietro che non c'è più posto" rimprovera un ragazzo."I ritardi sulle linee sono di diverse decine di minuti e le fermate piene di persone con una forte necessità di spostamento come lavoratori e studenti" non sono parole espresse dalle Associazioni dei Consumatori, sono gli stessi dipendenti ed autisti a riconoscere quanto accade.Il sindacato Cgil denuncia una realtà in cui l’utenza è inferocita. Ricevuti dall'assessore i rappresentanti Cgil riscontrano comunque che "Durante i colloqui che l’Assessore Giorgetti ci ha concesso con grande disponibilità, disponibilità alla quale, però, non ci pare sia seguita altrettanta attenzione verso le soluzioni che abbiamo proposto ai problemi del servizio".

Punti caldi: Indipendenza e Stazione. "Abbiamo più volte chiesto la revisione dei tempi semaforici nell’incrocio con via S. Caterina d’Alessandria in direzione San Marco, ed ancora nulla è stato fatto; allo stesso modo, in direzione Stazione, si rimane continuamente bloccati sia per l’eccessivo traffico in uscita, sia per chi blocca l’incrocio non fermandosi alla linea d’arresto. Consentire il via libera a destra per chi viene da via Orti Oricellari verso piazza Stazione, che più in generale andrebbe liberata dal traffico privato, magari deviabile in Piazzale Caduti di Montelungo, ove è presente una comoda rampa per il binario 16".I doppioni.

"Siamo dell’opinione che il servizio pubblico debba essere capillare e servire quanti più cittadini possibile, ma alle volte vi sono fermate assolutamente inutili, perché a distanza irrisoria dalla precedente, magari persino sullo stesso lato di strada. Pensiamo a quella in viale dei Mille per la linea 11, a quella di via Battisti, alla fermata della linea 1 presso il Bar Tonarelli alla Stazione". Multe ai trasgressori. "Possibile ci si debba trovare in difficoltà nel fare il proprio lavoro per la presenza di auto o furgoni in sosta in snodi fondamentali? Le fermate ed i capolinea alla Stazione, la fermata a San Marco lato Accademia, i capolinea dei bussini in Centro, la fermata in Sant’Ambrogio.

Che quantomeno, se non elevare sanzioni a carico dei trasgressori, questi vengano dissuasi dal farlo". Tempi di percorrenza. "L'Azienda, su moltissime linee, stabilisce tempi di percorrenza irrispettabili sia in condizioni modeste di traffico e di minor richiesta di servizio, sia a maggior ragione, nelle ore di punta. Ovvio che poi si accumulano ritardi". Sicurezza. "Chiediamo siano studiati abitacoli protetti e chiusi".

Il nodo è alla Stazione Santa Maria Novella, "Ci passano decine di linee, congestionato al limite del blocco, senza controllo da parte della Municipale. Un congestionamento che si ripete da giorni, per diverse volte al giorno. Un durissimo colpo per il servizio pubblico" è anche il pensiero di Fit Cisl che oggi incontra i propri iscritti per fare il punto sulla situazione. "La città merita un servizio più flessibile di fronte alle turbative e conseguentemente più regolare. I lavoratori hanno diritto a migliori condizioni di lavoro e non possono essere la valvola di sfogo per i disservizi causati da altri" sottolinea il sindacato.

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