Il presidente Luca Bagnoli con il Consiglio di amministrazione e i dipendenti dell’Opera di Santa Maria del Fiore esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa del professor Francesco Gurrieri (22 gennaio 1938 – 15 gennaio 2026).
Eminente architetto e accademico italiano (è stato anche professore ordinario di restauro dei monumenti e Preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze), considerato un esperto internazionale nel campo del restauro dei monumenti e della conservazione del patrimonio culturale, è stato vicepresidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore per due mandati, da dicembre 2010 a febbraio 2017.
La sua preparazione tecnica ed umanistica, con alle spalle un esercizio operativo di grande stimolo culturale nell’Amministrazione delle Belle Arti, ne hanno fanno un interlocutore primario delle discipline e della ricerca tecnologica applicata nel campo della conservazione.
Fin dal 1973 ha posto il problema del "restauro del paesaggio e del territorio", un tema di grande attualità. Esperto Icomos (International Council on Monuments and Sites) ha istruito il riconoscimento del Centro Storico di Firenze come "Bene universale Unesco". E’ stato anche rappresentante del MIBAC al Consiglio d’Europa e nella Sezione Nato – Beni Culturali.
Punto di riferimento nel dibattito architettonico ed artistico, ha diretto o collaborato con riviste specializzate quali: L'Architettura, Necropoli, Paesaggio Urbano, Werk, L'Industria delle Costruzioni, Beni Culturali, Bollettino Tecnico, Critica d'Arte. E’ stato anche direttore del periodico di letteratura il Portolano. Prestigiosa firma per i quotidiani fiorentini come il Corriere fiorentino, Corriere della Sera e La Nazione. Ideatore e curatore scientifico del DGR (Dizionario Generale del Restauro).
Nell'aprile 2025, la città di Firenze gli ha dedicato una celebrazione ufficiale in Palazzo Medici Riccardi per onorare il suo contributo alla tutela della città e del patrimonio nazionale.
"Con la scomparsa di Francesco Gurrieri - dice la sindaca Sara Funaro - perdiamo non solo un maestro della tutela e della conservazione del patrimonio artistico ma una figura di riferimento nel panorama culturale cittadino, un intellettuale di spessore. Ha contribuito tra le altre cose al riconoscimento del centro storico della nostra città come 'bene universale Unesco' e ha svolto tantissimi interventi fondamentali di restauro. Il suo impegno instancabile come studioso, docente e protagonista del dibattito nazionale e internazionale sui beni culturali ha lasciato un segno indelebile nella nostra città e oltre. Le sue riflessioni, che leggevamo spesso sulle cronache cittadine, erano quelle di una voce sempre lucida e attenta alle trasformazioni di Firenze. A nome dell’Amministrazione e dell’intera città, esprimo vicinanza e cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno lavorato con lui".
“La Toscana perde una figura di straordinario valore umano e scientifico. Francesco Gurrieri è stato un protagonista indiscusso della cultura del restauro e della conservazione del patrimonio, un riferimento riconosciuto a livello internazionale e un intellettuale che ha dedicato la sua vita alla tutela della memoria storica e artistica».Così l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti.“Con il suo lavoro di studioso, docente e operatore culturale – prosegue Manetti – Gurrieri ha contribuito in modo determinante a costruire una visione moderna e consapevole della conservazione dei beni culturali, fondata sul rispetto profondo dei luoghi e delle comunità”.
"La notizia, di poche ore fa, dell'improvvisa morte del caro Prof. Francesco Gurrieri fa calare un'aria pesante sul già plumbeo cielo di Firenze. O almeno io la vivo così, e non solo perchè non avremo più modo di frequentarlo e godere del suo formidabile eloquio così ricco di cultura, esperienza, rigore e formidabile ironia. Non solo ai suoi amici mancherà il caro Francesco, ma soprattutto alla città di Firenze che ha saputo capire nel suo profondo e nei suoi intimi elementi di bellezza e di difficoltà.
Così poi da restituirla con profondità comprensibile a tutti noi cittadini che spesso non riuscivamo e non riusciamo a coglierla nella sua interezza. Ecco Francesco era come un traduttore della storia e del pensiero che ci faceva avvicinare alla verità e ci rendeva tutti un po più vicini al cuore di Firenze.Ora non resta, in questo ultimo abbraccio, che ringraziare, tutti, il caro Francesco per quanto ha fatto per Firenze (e non solo). Se ne va un Maestro limpido e rigoroso, un intellettuale libero di pensiero e di azione.
A noi l'arduo compito non solo di ricordarlo ma di proseguirne, se ci sarà possibile, l'opera nella luce della verità". Così Alberto Di Cintio (Fondazione Italiana Bioarchitettura).