Migranti, proposto a Firenze un osservatorio indipendente

Il primo cittadino plaude l'operato delle forze dell'ordine, ma Cgil chiede un intervento mirato


A seguito delle indagini che hanno fatto emergere alcune irregolarità da parte dei soggetti preposti alla prima accoglienza, cresce l'attenzione sul sistema toscano. Per la Cgil "Serve un osservatorio indipendente sui programmi di accoglienza nel nostro territorio" e la proposta è indirizzata a Palazzo Medici dove oltre alla Città Metropolitana ha sede anche la Prefettura. 

Rilanciata dal sindacato la proposta fatta a febbraio 2017 e ribadita a febbraio 2018 dove "Avevamo denunciato varie criticità, lanciando un allarme sulle condizioni dei lavoratori e sulla qualità dell’accoglienza".

"Il sindaco della Città Metropolitana, commentando l’operazione di ieri di carabinieri e Guardia di Finanza circa irregolarità nella gestione di centri di accoglienza nel fiorentino, ha detto: “Bene il lavoro delle forze dell'ordine sui controlli nei centri di accoglienza: non si può prescindere dal rispetto delle regole”. Non possiamo che essere d’accordo, per questo lo invitiamo ad ascoltare la nostra proposta di Osservatorio. Un Osservatorio indipendente promosso dalla Città Metropolitana che possa verificare e incentivare le buone prassi e che sia d’impulso ai Comuni, che spesso non hanno le competenze specifiche per esercitare in pieno questo ruolo. Infatti i Comuni devono essere in condizione di esercitare un’azione di Governance sull’immigrazione, assumendo un ruolo di guida anche rispetto al privato sociale. L’Osservatorio potrebbe essere composto dai referenti dei Comuni e della città Metropolitana e da esponenti di organizzazioni indipendenti con una vocazione inerente a questi temi, preferibilmente con un approccio di terzietà rispetto alla gestione diretta dell’accoglienza". 

"L’Osservatorio dovrebbe consentire non  un’azione di analisi e denuncia, ma anche di modifica di prassi e comportamenti e questo implicherebbe un’apertura e un coinvolgimento della Prefettura stessa. Le risorse per fare buona accoglienza e integrazione ci sono. Bisogna rispettare, però, anche i diritti di chi lavora quotidianamente al fianco dei migranti: contratto e sicurezza sui luoghi di lavoro".

Intanto si apre il dibattito politico a suon di atti consiliari. 

"Bisogna far luce sugli appalti dei servizi comunali al Consorzio CO&SO e alla cooperativa Il Cenacolo, i cui rappresentanti sono indagati e coinvolti negli arresti di ieri per presunta frode nella gestione dei centri di accoglienza di migranti" chiede Miriam Amato, consigliera fiorentina aderente a Potere al Popolo, con una sua comunicazione che effettuerà al prossimo Consiglio Comunale previsto martedì 4 settembre. "Sono tantissimi gli appalti affidati dal Comune a CO&SO e a Il Cenacolo per servizi vari dal 2000 a oggi - aggiunge la consigliera - dai servizi educativi all'accoglienza, dalla cultura al sociale. Quindi è importante che l'amministrazione faccia luce e trasparenza sulle procedure amministrative e sui controlli effettuati sulla gestione di tali appalti e quindi porteremo la questione all'attenzione del prossimo Consiglio", conclude Amato.

“Lo diciamo da sempre: niente – spiega il consigliere regionale del M5S, Andrea Quartini - può essere più nauseante che lucrare sul dolore e sul disagio delle persone. Approfittare delle fragilità umane e abusarne è insopportabile”.
Il modello di accoglienza diffusa mostra, da tempo, drammatiche lacune. L’ultima notizia, l’arresto di due sospetti “prenditori” dei centri di Lastra a Signa, che pare coinvolgere, peraltro, il consorzio Co&so, lascia davvero indignati.

“Abbiamo emesso molti atti che chiedevano conto della gestione dei Cas e degli Sprar toscani. Un’interrogazione - prosegue Quartini - riguardava proprio l’appalto da 6,6 milioni di euro degli Sprar del Fiorentino vinto da Co&so con un iter cucito su misura in cui il consorzio era l’unica realtà partecipante con i requisiti richiesti. Appalto aggiudicato con un’offerta al ribasso scandalosa di un centesimo in meno per ogni categoria di soggetto da accogliere.

Facemmo anche un sopralluogo nei Cas Multicons, altra vicenda salita agli onori delle cronache nazionali”.

Oggi scoppia un altro caso di sospetta gravissima mala gestione dei richiedenti asilo in Toscana.
“Ci pare lecito pensare – sottolinea l’esponente del M5S - che anche nella nostra regione il sistema dell’accoglienza faccia acqua da tutte le parti e che sia altrettanto lecito denunciare il sospetto di collusioni – se coscienti o meno lo stabilirà la magistratura - tra potere politico e appalti”.
Un modus operandi che, purtroppo, fa ipotizzare che non vi siano differenze qualitative tra gli alfaniani Cara ed il tanto decantato quanto deficitario e oscuro modello toscano.

“Non fa piacere dover fare i conti con queste notizie, ma ci pare il minimo sindacale denunciare l’incuria totale di chi dovrebbe predisporre controlli e vigilare, almeno sul rispetto della dignità umana. Chi non lo ha fatto - conclude Quartini - è moralmente complice di chi ha lucrato e di chi sta lucrando sul dolore e la disperazione di soggetti fragili. E questo è intollerabile. Chiederemo di nuovo conto alle amministrazioni pubbliche, a partire dalla Regione, di riferire immediatamente”.

Redazione Nove da Firenze