Mercoledì don Biancalani al Congresso della Flc Cgil Toscana a Montecatini

Il sindacato: “Stare dalla parte dell’umanità è la scelta giusta”. Fattori e Sarti: "A Vicofaro polizia ha accertato che non ci sono ‘clandestini’. I profughi della struttura sono stati abbandonati dalle istituzioni”. Collesei (Art.1-MDP): "Solidarietà". Donella Verdi (Frs): “Da Lodi a Riace c'è un'Italia che non si arrende”


Firenze, 22-10-2018 - Domani ha inizio il 4° Congresso della Flc Cgil Toscana (categoria che rappresenta i lavoratori della scuola e della conoscenza), presso l’hotel Vittoria (via della Libertà 2/a) di Montecatini Terme (Pistoia). L'intervento di don Massimo Biancalani, responsabile del Centro di accoglienza di Vicofaro, è in programma mercoledì 24 ottobre alle 11:30.

La Cgil della Toscana e la Camera del Lavoro di Pistoia esprimono così la propria vicinanza e solidarietà verso don Massimo Biancalani, i volontari ed i rifugiati ospiti della sua Comunità di Vicofaro, per l’ennesimo controllo effettuato attraverso un inusuale dispiegamento di forze che ha impiegato circa cinquanta persone fra agenti di Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia municipale ed ASL.

"Le modalità e la tempistica con le quali è stata condotta questa operazione, nei confronti di una realtà che testimonia un impegno di umana solidarietà, destano preoccupazione e perplessità -dichiarano Dalida Angelini (Segretaria Generale Cgil Toscana), Maurizio Brotini (Segretario Confederale Cgil Toscana con delega all’Immigrazione), Daniele Gioffredi (Segretario Generale Cgil Pistoia)Accogliere, integrare, non essere indifferenti al dolore e al bisogno, significa adempiere ad un dovere politico ed etico. Istituzioni democratiche come le Forze dell’ordine non possono essere distolte dalla loro quotidiana lotta di contrasto alla criminalità, impiegandole in atti che rivelano in maniera palese il condizionamento di forze politiche che fondano il loro consenso alimentando paure, insicurezza, intolleranza. Anche in questa occasione, contro questa deriva antidemocratica, la Cgil continuerà a denunciare e opporsi come sempre ha fatto nella sua storia, mobilitandosi assieme a tutti coloro che si impegnano per un mondo migliore. C’è sempre una parte giusta ed una sbagliata: l’Umanità è quella giusta".

“I controlli a Vicofaro hanno accertato che nella struttura gestita da Don Biancalani non ci sono clandestini, ma solo profughi regolari. Lo precisiamo, nonostante ci ripugni la stessa esistenza del reato di 'clandestinità’, per la buona pace dei nuovi sceriffi che governano il Paese e la città di Pistoia”. Lo affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra. “E' agghiacciante che Salvini e la Lega continuino a mentire parlando di clandestini a Vicofaro. Si tratta piuttosto di migranti regolari, che hanno bisogno di accoglienza e aiuti umanitari. Le uniche irregolarità contestate a Don Biancalani sono di tipo tecnico e riguardano essenzialmente gli impianti delle cucine, nulla di più, nulla di grave. Don Biancalani - continuano Fattori e Sarti - persino minacciato da Forza Nuova, è stato abbandonato dalle istituzioni, che stanno colpendo e minando l’accoglienza nelle sue diverse forme, limitando la capacità d’intervento di Cas e Sprar, come dimostrano le recenti misure di coprifuoco e la discrezionalità nelle espulsioni dai centri”. “A Vicofaro c'è bisogno di aiuto umanitario e solidale, invece ci troviamo di fronte a un caso Riace bis, dove è evidente che qualcuno vuol brandire la mannaia della legalità per colpire al cuore un parroco che canta fuori dal coro padano. Fortunatamente la parte migliore dell'opinione pubblica e della 'società civile' continua a schierarsi dalla parte di persone come Mimmo Lucano e don Biancalani, che hanno scelto l’umanità, come dimostra la folla accorsa a sentire il prete di Vicofaro domenica sera alla Festa dei Popoli a Tavarnelle. Sì-Toscana a Sinistra continuerà a far sentire le loro voci nelle istituzioni”, concludono Fattori e Sarti.

"È inammissibile ciò che sta accadendo giorno dopo giorno sui migranti e su quanti lavorano sull'accoglienza -interviene la consigliera del gruppo Articolo 1-MDP Stefania Collesei- Il fenomeno migratorio deve essere governato e non represso. Il modello toscano è basato su piccoli centri dove è possibile l'integrazione. Ma il decreto sicurezza di Salvini vuole smantellare questo sistema. E da qui operazioni come quella che è stata fatta a Vicofaro ai danni dell'esperienza di don Massimo Biancalani. Inaudito lo schieramento di forze per un semplice controllo. Nemmeno per la cattura di un capo mafia! A Massimo Biancalani tutta la nostra solidarietà".

“Sabato scorso vi è stato un nuovo attacco intimidatorio contro l’esperienza di accoglienza portata avanti da don Massimo Biancalani a cui va tutta la nostra solidarietà: polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza, Asl, Ispettorato del Lavoro, Vigili del fuoco hanno fatto irruzione nel centro di accoglienza di Vicofaro, mentre era in corso una cena, occupandolo per due ore per l’ennesimo e inutile controllo. In Italia, attraverso circolari e decreti – ha detto la consigliera di Firenze Riparte a Sinistra Donella Verdi nel corso di una comunicazione in Consiglio comunale – è in corso un processo di criminalizzazione dei sistemi di accoglienza e di solidarietà verso i migranti, soprattutto di quelli che funzionano e fanno bene al Paese come quelli di Riace e Vicofaro. Processo iniziato con la guerra alle ONG con l’introduzione di un codice di condotta, con il sequestro delle navi con motivazioni prive di fondamento ma, sufficienti a portare discredito verso chi salvava vite, e che continua adesso con la chiusura dei porti. Col decreto sicurezza si dà una ulteriore spallata alla civile convivenza: si smantella di fatto il sistema di accoglienza diffusa costituito dagli SPRAR per consegnarlo totalmente alle Prefetture. A Firenze la Prefettura emana circolari che restringono la libertà dei migranti imponendo orari di rientro e uscita dai CAS e trasforma chi opera nei Centri in secondini e investigatori anziché operatori sociali. Ma c’è un’Italia che si ribella. A Lodi, dove la Sindaca ha messo in piedi un vero e proprio apartheid con la separazione tra bambine e bambini migranti e quelli italiani nelle mense scolastiche, si è creato un moto di solidarietà da parte della cittadinanza e in poche ore sono stati raccolti i soldi necessari perché nessun bambino venga escluso dalla mensa e questo è davvero un buon segno che dimostra che c’è un Italia che non sta a guardare e si mobilita. Il Ministro dell’odio e della paura tweetta Chi sbaglia paga scordandosi che il primo a pagare dovrebbe essere proprio lui per la sparizione di 49 milioni di euro della Lega per truffa ai danni dello Stato e per il mancato soccorso e sequestro dei naufraghi della Diciotti. Occorre – conclude Donella Verdi – che questa mobilitazione salga a tutti i livelli sia locali che nazionali affinché le esperienze come Riace e Vicofaro non vengano cancellate, per contrastare ogni forma di razzismo e discriminazione perché, oltre a ristabilire l’umanità verso i migranti, è a rischio la natura stessa della agibilità democratica nel Paese e dei valori della nostra Carta Costituzionale e non possiamo permetterlo”. 

Redazione Nove da Firenze