Indagine migranti-cooperative: il Gip revoca la misura cautelare a Terzani

Cessa il divieto di esercitare determinate attività professionali e imprenditoriali. Grassi: "Co&So e Cenacolo hanno decine di appalti anche col Comune. Richieste le relazioni periodiche inviate dai gestori e i verbali dei controlli. Entro fine mese valuteremo se chiedere una commissione di inchiesta sugli appalti fiorentini"


Il presidente di Co&So Lorenzo Terzani può riprendere a svolgere la propria attività. E' questa la decisione del giudice per le indagini preliminari in merito all'inchiesta sul sistema di accoglienza dei cittadini stranieri per cui Terzani, in quanto presidente di Co&So è stato indagato e colpito dalla misura interdittiva. Questa misura il Gip l'ha revocata su istanza della difesa e con parere favorevole del Pubblico Ministero, perché, si spiega nell'ordinanza, Terzani dopo l'interrogatorio aveva chiarito la propria posizione facendo venire meno le ragioni dell'interdizione.

Co&So conferma la piena fiducia nella magistratura e la totale disponibilità a ogni altro e ulteriore chiarimento sul suo ruolo nella vicenda. Co&So si augura che l'inchiesta vada fino in fondo facendo piena luce su tutti i fatti perché ritiene che il valore fondamentale del consorzio stia proprio nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza totale. Ogni dubbio deve essere fugato, ogni zona d'ombra deve essere completamente illuminata. Solo così si può stabilire un rapporto costrittivo con le istituzioni e i cittadini.

Nel merito della vicenda il Gip ha riconosciuto che Terzani e il Co&So chiusero i rapporti con Santetti e le sue imprese tanto che, scaduto il primo e unico bando, nei successivi bandi a cui il consorzio partecipò non si avvalse più di Santetti e delle sue strutture.

Nessuno di noi ha mai speculato sull'accoglienza dei cittadini stranieri– spiegano da Co&So – anzi, quando ci siamo accorti che qualcosa non funzionava come avrebbe dovuto funzionare, abbiamo agito subito. Che questo ci venga riconosciuto è quindi motivo di soddisfazione non solo per noi ma per i tantissimi volontari e cittadini che ogni giorno assieme a noi sono impegnati in azioni di solidarietà e aiuto verso chi ha bisogno”.

“Chiediamo tutte le relazioni periodiche inviate dagli aggiudicatari degli appalti, Co&So e Cenacolo, all'amministrazione comunale, riguardo ai numeri e agli esiti della gestione, insufficienti per controllare realmente l'andamento del servizio, ma utili per capire se hanno riportato dati falsati e mentito su quanto realizzato”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, interviene dopo l'indagine della magistratura che ha portato anche a due arresti. E spiega: “Le due cooperative non sono affatto soggetti estranei alla gestione dei servizi comunali di Firenze. Abbiamo contato oltre 25 appalti in essere sui quali è indispensabile fare chiarezza e fugare ogni tipo di dubbio sulla correttezza dell'esecuzione dell'appalto e verificare che siano stati fatti dall'amministrazione controlli seri e puntuali e non come quelli concordati e accomodanti di cui abbiamo letto sulla stampa”. “Gli stessi indagati – continua il capogruppo - risultano tutt'oggi responsabili degli appalti del Comune di Firenze sottoscritti negli ultimi mesi, come quello per minori stranieri non accompagnati. Le convenzioni parlano chiaro, in merito alla onorabilità e responsabilità dei gestori, è arrivata la comunicazione al Comune dell'applicazione di misure interdittive ai vertici della cooperativa?”. “Nelle scorse ore abbiamo richiesto agli uffici del sociale, dell'istruzione e della cultura di poter acquisire rapidamente gli incartamenti relativi ai numerosi appalti in essere. Nessuna accusa o crociata contro – conclude Grassi - ma solo la voglia di fare chiarezza, fugare ogni tipo di dubbio e in caso contrario, se ci fossero cose da approfondire, poter valutare la richiesta di una commissione di inchiesta sugli appalti comunali”.

Redazione Nove da Firenze