​Incendio ad Autolinee Toscane: un conto da 3 milioni di euro

Il nodo delle assicurazioni e la responsabilità della mancata vigilanza

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
10 Ottobre 2026 15:54
​Incendio ad Autolinee Toscane: un conto da 3 milioni di euro

Il trasporto pubblico cittadino rappresenta la spina dorsale della mobilità urbana: un ingranaggio delicato in cui un imprevisto rischia di paralizzare la vita quotidiana di un'intera comunità, specialmente in una città già messa a dura prova dalla presenza diffusa dei cantieri. Nel giro di poche ore, il grave rogo divampato presso il deposito di viale XI Agosto di Autolinee Toscane — che ha coinvolto circa 19 autobus — ha riacceso i riflettori sulla fragilità e sulla resilienza dei servizi essenziali.

L'episodio ha immediatamente aperto un triplo fronte d'analisi: la straordinaria risposta operativa della notte, lo scontro politico-economico sui costi dei danni e l'architettura delle garanzie assicurative a tutela delle casse pubbliche. Nelle ore immediatamente successive all'incendio divampato nella notte, la priorità assoluta è stata una sola: evitare che la città si svegliasse senza bus. In un contesto già condizionato dai numerosi cantieri presenti in città, la reazione del personale di Autolinee Toscane ha trasformato una potenziale paralisi in una lezione di efficienza operativa.

I dipendenti e i responsabili aziendali si sono adoperati oltre il normale orario di lavoro, offrendo il proprio contributo anche in modo del tutto volontario per riorganizzare i mezzi rimasti e riprogrammare i percorsi a tempo di record. Grazie a questo sforzo corale svolto nel cuore della notte, è stato possibile garantire le prime corse del mattino, salvaguardando il diritto alla mobilità di migliaia di studenti e lavoratori.

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«L’incendio che ha colpito il nostro deposito rappresenta un evento molto grave, ma la risposta dell’azienda è stata immediata e straordinaria», dichiara Franco Middei, Amministratore Delegato di autolinee toscane «La programmazione che avevamo adottato, mantenendo alcuni mezzi di riserva a supporto del servizio, ci ha consentito di affrontare questa emergenza con strumenti adeguati. Ancora più importante è stata la grande mobilitazione delle nostre persone di autolinee e la disponibilità arrivata da tutta la Toscana.

Fin dalle prime ore successive all’incendio, diverse sedi aziendali hanno manifestato la disponibilità a supportare Firenze con mezzi di riserva, già dal prossimo lunedì. Valuteremo nei prossimi giorni l’eventuale impiego temporaneo di autobus provenienti da altre province per rafforzare ulteriormente il servizio e attenuare ogni possibile criticità. Una dimostrazione di unità che appartiene ad una grande azienda nella quale regna un forte spirito di squadra».

L’azienda è riuscita a effettuare il servizio grazie alla disponibilità nel parco macchine di bus euro 3 destinati alla rottamazione nel corso di quest’anno (ricordiamo che at ha inserito in servizio 1.070 nuovi bus), e che erano stati tenuti di scorta temporaneamente per garantire una maggiore resilienza del servizio in presenza di eventuali criticità. Nel frattempo, il lavoro delle squadre tecniche ha già consentito di recuperare parte della flotta dei cosiddetti “bussini”. Due minibus che si trovavano in officina sono stati rimessi in servizio, mentre altri due mezzi coinvolti solo marginalmente dall’incendio sono in riparazione e torneranno in servizio entro martedì.

«Il nostro impegno è quello di garantire la continuità del servizio, pur nella consapevolezza delle difficoltà che il settore sta affrontando, a partire dalla nota carenza di conducenti - prosegue Middei -. Viste le circostanze, anticipiamo un annuncio che avremmo fatto a breve: a partire dal mese di novembre, entreranno progressivamente in servizio in Toscana 297 nuovi autobus, nell’ambito del piano di rinnovo della flotta già previsto da autolinee toscane».

Il programma consentirà di ridurre ulteriormente l’età media dei mezzi, già destinata a scendere fino a circa sei anni e mezzo. Tra i nuovi arrivi saranno presenti anche alcuni minibus destinati a rafforzare il servizio urbano, in particolare nelle aree dove questa tipologia di mezzi risulta maggiormente necessaria.

Nelle ore successive all’incendio il deposito di viale XI Agosto è rimasto operativo, fatta eccezione per l’area attualmente sottoposta a sequestro, dove si trovano i mezzi distrutti dal rogo. È in corso la progressiva rimozione degli autobus danneggiati e, una volta completata questa fase, si procederà con la rimozione dei veicoli distrutti, la bonifica dell’area e il successivo ripristino delle superfici.

"Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza all’azienda per il grave incendio che ha colpito il deposito autobus, coinvolgendo circa 19 mezzi, in un momento già particolarmente complesso per la gestione del servizio di trasporto pubblico cittadino, anche a causa dei numerosi cantieri presenti in città. Un ringraziamento sincero va a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori che, con grande senso di responsabilità, professionalità e spirito di collaborazione, si sono adoperati anche oltre il loro normale orario di lavoro per consentire di riorganizzare e preparare il servizio in tempo utile.

Grazie al loro impegno, alla disponibilità del personale e al contributo di chi ha dato una mano anche volontariamente, è stato possibile ripristinare il servizio nel corso della notte e garantire le prime corse del mattino, evitando ulteriori disagi a tanti cittadini che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico per raggiungere il posto di lavoro o andare a scuola. È proprio nei momenti di maggiore difficoltà che emerge il valore delle persone, la loro dedizione e il senso di responsabilità verso la comunità.

A tutti coloro che si sono impegnati per affrontare questa emergenza va il nostro più sentito grazie, insieme alla solidarietà e alla vicinanza all’azienda per quanto accaduto. In una notte di emergenza, la disponibilità, il senso di responsabilità e la collaborazione dei responsabili aziendali e del personale hanno permesso di limitare i disagi per la città e per i suoi cittadini" si legge in un documento diffuso dalla Segreteria Regionale Fit Cisl Toscana.

La risposta del personale sul campo dimostra come il senso di appartenenza e la dedizione dei lavoratori costituiscano spesso la prima vera rete di protezione a difesa della continuità dei servizi pubblici essenziali. Tuttavia, non appena spenti i focolai e messi in strada i bus della mattina, la gestione dell'emergenza operativa ha lasciato immediatamente il passo al duro scontro politico sui costi e sulle responsabilità. Con il sorgere del sole, la stima provvisoria dei danni ha rivelato la reale portata dell'evento: una cifra stimata intorno ai tre milioni di euro, determinata dalla somma tra il danno emergente per la perdita dei mezzi e il lucro cessante dovuto ai 19 mezzi indisponibili.

Sul fronte delle cause, l'ipotesi preliminare di un cortocircuito ha sollevato forti perplessità sui sistemi di sicurezza e di presidio delle infrastrutture aziendali, aprendo interrogativi sull'eventuale assenza di sorveglianza fisica o di monitoraggio tramite telecamere all'interno del deposito. La vicenda ha scatenato la reazione politica del consigliere regionale di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi, il quale ha annunciato un'interrogazione in aula per chiedere che l'impatto economico non ricada sulla collettività, già provata dall'aumento del biglietto.

"Riguardo all'incendio al deposito AT di viale XI Agosto, servono risposte. Ci sono tre milioni di danni. Intanto chiediamo che a pagare non sia la Regione. I cittadini subiscono quotidianamente disagi e hanno mal digerito l'aumento del biglietto, non gravino su di loro ulteriori costi. Se l'assicurazione non pagherà i danni è giusto che presidente e direttore di Autolinee Toscane valutino le dimissioni. Ci sono 19 mezzi indisponibili: chi paga sia danno emergente che lucro cessante? Un cortocircuito potrebbe essere la causa, allora significa che nessuno, fisicamente o attraverso telecamere, sorveglia i depositi. Lunedì porrò le mie domande alla giunta con una domanda di attualità" dichiara Alessandro Draghi, consigliere regionale di Fratelli d'Italia.

La nuova disciplina della responsabilità erariale introdotta dalla legge 1/2026 impone, all'articolo 1 comma 4-bis, a chiunque assuma incarichi legati alla gestione di risorse pubbliche — e dunque soggetto alla giurisdizione della Corte dei Conti — l'obbligo di stipulare a proprie spese una polizza assicurativa per i danni patrimoniali causati alla pubblica amministrazione in caso di colpa grave. Una misura pensata per rafforzare la tutela dell'erario.

L'intervento politico alza la posta in gioco: per il consigliere, la tenuta economica dell'operazione e il risarcimento integrale da parte delle compagnie assicuratrici rappresentano la linea rossa invalicabile per evitare le dimissioni dei vertici aziendali (Presidente e Direttore) e tutelare le casse della Regione. Mentre il dibattito politico analizza le responsabilità e chiede garanzie per i contribuenti, il vero cuscinetto finanziario della vicenda risiede nell'articolata architettura assicurativa che protegge la flotta aziendale.

I mezzi di Autolinee Toscane risultano infatti coperti attraverso polizze stipulate con primarie compagnie. La struttura di protezione si divide su più livelli operativi:

  • Responsabilità Civile e Corpi veicoli con il Gruppo Unipol;
  • Rischio property mediante la copertura di lotti complessi con contratti con i Lloyd's.

Questa articolata rete di tutele rappresenta lo strumento tecnico per accertare i rimborsi, districare le perizie sui sinistri e fare in modo che la perdita materiale dei mezzi danneggiati venga assorbita dal sistema assicurativo senza trasformarsi in un debito per il bilancio pubblico.

L'incendio al deposito di viale XI Agosto ha offerto uno spaccato nitido sulle due facce della gestione dei servizi pubblici urbani: da un lato, l'eccellenza, la prontezza e il sacrificio del capitale umano capaci di disinnescare la paralisi di una città già complessa; dall'altro, l'immediata accensione del dibattito sulla vigilanza delle infrastrutture, sulle responsabilità gestionali e sulla sostenibilità economica del servizio.

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