Gestione dei servizi: 1,1 miliardi di debiti e bollette alle stelle

L'illusione della multiutility

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 Ottobre 2026 23:50
Gestione dei servizi: 1,1 miliardi di debiti e bollette alle stelle

Quanto incidono le decisioni sulla gestione dell'acqua, dei rifiuti e dei servizi pubblici sui bilanci e sulla salute quotidiana delle nostre famiglie? Molto più di quanto ci si lasci credere. Dietro i rubinetti di casa e il rialzo costante delle bollette si consuma una complessa partita finanziaria e istituzionale che mette a rischio beni comuni e garanzie democratiche. L'analisi degli avvenimenti recenti sull'asse Firenze-Prato porta a galla una realtà a due facce: da un lato gli storici traguardi tecnici nella depurazione e le nuove minacce ambientali, dall'altro un colossale indebitamento societario che pesa sui cittadini e un progressivo svuotamento del dibattito nei Consigli comunali. Attraverso tre punti chiave — le sfide del servizio idrico, il buco finanziario della Multiutility e le decisioni prese a porte chiuse — facciamo luce su ciò che si nasconde dietro la gestione dei servizi essenziali nel nostro territorio.

In occasione della VI edizione degli Stati Generali per la Rigenerazione dei Territori, ospitati tra Palazzo Medici Riccardi e l'impianto di potabilizzazione Anconella di Publiacqua a Firenze, si è aperto un cantiere di analisi sul futuro delle risorse idriche. Nel suo intervento in rappresentanza della Sindaca Sara Funaro, la consigliera delegata della Città Metropolitana di Firenze, Sara Di Maio, ha richiamato la memoria dell'alluvione del 4 novembre 1966. Quell'evento tragico ha mostrato come la furia dell'Arno potesse sommergere storia e vita quotidiana, lasciando un insegnamento permanente sulla fragilità del nostro rapporto con la riserva idrica.

Da quel dramma, l'area fiorentina ha saputo reagire: nel 2022, al termine di un imponente piano decennale di investimenti, oltre il 99% della popolazione è stato raggiunto da un sistema di depurazione all'avanguardia. Tuttavia, le nuove minacce non concedono soste. L'adeguamento alla complessa direttiva europea sulle acque reflue e il contrasto spietato agli inquinanti emergenti — in primis i PFAS — impongono controlli scientifici sempre più stringenti e investimenti tempestivi.

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Il punto critico, tuttavia, rimane l'impatto economico di queste opere. La richiesta mossa da Di Maio agli esperti — "non fermatevi alla diagnosi, portateci proposte concrete" — si scontra con il rischio concreto che i costi dell'abbattimento dei PFAS e dei nuovi standard europei vengano semplicemente scaricati sui bilanci familiari. Senza regole chiare per gli organi decisionali e garanzie finanziarie certe, la tutela della salute rischia di trasformarsi nell'ennesimo rincaro in bolletta.

Come ricordato nel corso del convegno dalla stessa Sara Di Maio: "L'acqua riflette ciò che noi riversiamo nel mondo. Quello che scarichiamo, prima o poi, torna nei nostri bicchieri, nella nostra vita."

L'imperativo, dunque, è pretendere una governance idrica capace di coniugare la sicurezza ecologica con la tenuta sociale ed economica delle tariffe applicate all'utenza.

Se l'infrastruttura idrica rivendica primati tecnici, il versante finanziario della Multiutility Plures S.p.A. mostra i tratti di un vero e proprio disastro gestionale. A scoperchiare la pentola è Paolo Bambagioni, Presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze (Lista Schmidt), che denuncia il totale ribaltamento delle promesse fatte alla cittadinanza.

I numeri contabili tracciano il quadro di una vera e propria "società allo sbando": l'indebitamento netto di Plures S.p.A. è schizzato da 836,9 milioni a ben 1.126,5 milioni di euro in soli dodici mesi. Si tratta di un'esplosione debitoria di quasi 290 milioni di euro in un anno (+35%). L'illusione di una grande multiutility efficiente capace di ridurre i costi si è infranta contro la realtà: la TARI continua a crescere in modo esponenziale, le bollette dei servizi aumentano e i territori vengono privati di risorse vitali, come dimostra la clamorosa trattenuta di un milione di euro di dividendi spettanti al Comune di Prato. Si tratta di un doppio danno per le comunità locali, che vedono impoveriti i bilanci municipali destinati ai servizi essenziali e, contemporaneamente, subiscono stangate sulle tariffe domestiche.

L'inchiesta politica di Bambagioni evidenzia un deficit strutturale sia sul controllo politico da parte dei Comuni soci, sia su quello finanziario, caratterizzato da mancati investimenti e debiti fuori controllo. In questo contesto, molti sindaci del PD vengono trattati alla stregua delle opposizioni: ignorati nelle scelte strategiche e chiamati esclusivamente a ratificare decisioni già prese.

L'affondo di Paolo Bambagioni riassume la gravità della situazione: "Ai cittadini era stata raccontata la favola della multiutility efficiente che avrebbe abbassato le tariffe, la realtà è l'esatto opposto. La Tari cresce in modo esponenziale, e la bolletta è destinata a crescere ancora."

Alle sofferenze finanziarie si affianca un pesante cortocircuito democratico che priva gli organi elettivi della propria funzione fondamentale. Il caso emblematico si è verificato a Prato, dove la Presidenza del Consiglio comunale (guidata dal Presidente Sbolgi) ha sconvocato la seduta straordinaria e aperta su Plures S.p.A. fissata per il 27 ottobre. La motivazione ufficiale? La concomitanza con l'Assemblea dei Soci per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione.

Si tratta di un "metodo ormai collaudato" afferma ill consigliere pratese Jonathan Targetti: richiedere il Consiglio, dilazionare i tempi e infine cancellarlo a ridosso delle nomine per impedire qualsiasi discussione preventiva. Annullare l'aula prima dell'Assemblea dei Soci significa distruggere l'esercizio del "controllo analogo": i Consigli comunali non possono fornire un indirizzo vincolante ai propri Sindaci — compresa la Sindaca di Firenze, Sara Funaro — costringendoli a votare nei vertici societari senza un preventivo mandato democratico. L'organo elettivo viene così svilito a mero passacarte a cose fatte.

A sollevare la protesta è il Comitato Open Multiutility, un organismo nato dall'iniziativa di diversi consiglieri e presidenti delle Commissioni Controllo dei Comuni ATO soci di Plures, che ha denunciato la condotta della Presidenza del Consiglio pratese chiedendo la pubblicità dei lavori e un'immediata riconvocazione. Prato, secondo socio per quote azionarie dopo Firenze, e il capoluogo stesso non possono subire decisioni verticistiche e blindate sulle spalle dei cittadini.

La gestione dei beni comuni non può prescindere da un equilibrio rigoroso tra innovazione ambientale, sostenibilità finanziaria reale e assoluto rispetto delle regole democratiche. Quando le garanzie sul servizio idrico rischiano di tradursi in rincari, l'indebitamento delle partecipate sfonda la soglia del miliardo e i dibattiti consiliari vengono cancellati per evitare il controllo pubblico, ad essere minato è il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

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