Firenze vuole decidere che città essere. E non ci gira intorno: il rischio è che a trasformarla siano solo i soldi del turismo, non chi ci vive.
È il cuore dell’audizione di oggi in Commissione 3, con l’INU Toscana. Tema: il futuro urbanistico. Ma in realtà si è parlato di case, affitti e quartieri che cambiano faccia.
1. Il nodo: chi sta fuori
Turismo in crescita, locazioni brevi, studentati di lusso. Per INU sono "forti pressioni internazionali" che incidono diretto sulla residenzialità. Tradotto: se un appartamento rende di più a settimana che a mese, il residente viene spostato. Il Comune lo dice chiaro: servono "forti azioni di salvaguardia del tessuto cittadino" e "governare i flussi della rendita e del turismo globale".
2. Il problema: la legge è vecchia
Siamo nel 2026, ma l’Italia pianifica le città con una legge del 1942. In mezzo solo norme a pezzi che hanno "indebolito il sistema della pianificazione". Risultato: i Comuni si impantanano in procedure e perdono la visione. Per INU serve una nuova Legge di principi per il governo del territorio. Senza, Firenze gioca in difesa.
3. Rigenerazione ≠ cemento
"La vera rigenerazione non è un mero intervento edilizio", taglia il presidente della Commissione Renzo Pampaloni. Serve un mix di fisica, sociale, economica, ambientale. E trasparenza: i cittadini devono capire chi ci guadagna e chi ci rimette.
Il conto a novembre
Appuntamento a Urbanpromo, a novembre all’Innovation Center. INU Toscana porterà un evento con una domanda sola: *"chi sono i reali beneficiari delle trasformazioni?"* La risposta che cerca il Comune è una: i fiorentini. Non solo chi viene per 3 notti su Airbnb.