Dopo 6 partite primi bilanci: Siena "non tanto ma quanto basta"

4 vittorie, 2 sconfitte. Non si è vista la netta superiorità tecnica sugli avversari ma la "panchina lunga" si. Gilardino può scegliere e diversificare


SERIE D - GIRONE E — Chi si aspettava un Siena brillante che esibiva, da subito, la sua netta superiorità sugli avversari è stato deluso. Chi attendeva una squadra ancora indietro, per amalgama e motivazione, pure.

Benvenuti nel mondo bianconero che non ti immagini. Mister Gilardino ha plasmato la "sua creatura" fatta di grinta e voglia di lottare. Sullo sfondo il saggio lavoro del direttore sportivo Grammatica che è riuscito ad allestire  una rosa (che pare, per ora) assente di diamanti  ma tempestata di pietre di valore. Al momento, il tutto non brilla ma manda segnali di luce: non tanto ma quanto basta. Luce soprattutto sul futuro: si intuisce bene la presenza di un progetto.

Il cammino messo già alle spalle dimostra quanto detto: esordio con vittoria di misura (sofferta) contro l'Ostia Mare, poi la partita più "povera " di gioco e risultato coincidente con la sconfitta casalinga contro il Tiferno Lerchi. A seguire, i due atti di pirateria: Scandicci e Flaminia con in evidenza la coppia che, fino alla fine, potrebbe fare la reale differenza: Narduzzo (rigore parato ) e Forte (prestazione da incorniciare). Per non farsi mancare nulla, il penalty  fantasma subito contro il Grassina e quello realizzato da Mahmudov nel recente successo ai danni del Montespaccato. Insomma, non tanto ma quanto basta. 

Anche perché il "tanto" sembra esserci fuori dal rettangolo verde. Solo per la cronaca, domenica, al fischio di inizio, a bordo campo si notavano Nunes e Schiavon con Agnello e Sare che, partiti titolari, non hanno demeritato. Scusate se é poco. Stesso discorso per l'attacco dove, se va tutto come previsto, presto il mister dovrà fare scelte non facili: il "verde" Mignani scalpita (buona la sua prova), si attende il rientro di Forte, Guidone é il solito generoso. Poi Mahmudov e Sartor senza dimenticare Krusnauskas (siamo curiosi di vederlo all'opera). Tanto insomma. Forse, complici gli infortuni, è proprio il settore difensivo quello che segue la logica "delle scelte quasi imposte".

Tutto questo dentro il Franchi. Fuori i cori di tifosi letteralmente arroccati, sui balconi di un noto hotel cittadino, ad urlare la loro passione incondizionata. Potere di un calcio che, con il suo fascino, non smette di stupire. Nonostante l'emergenza. Nonostante le preoccupazioni. 

Per ora è così. Non è tutto ma quanto basta. 

Nella foto, di Acn Siena, Gilardino

Giuseppe Saponaro