Una nuova panchina lilla da stamani ha trovato casa nel giardino dell’Isis Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli. Ha il colore simbolo della prevenzione e la cura dei disturbi del comportamento alimentare. Fenomeni in costante aumento, che in Italia colpiscono circa tre milioni di giovani, il 95% ragazze, con esordi sempre più precoci. L’iniziativa nasce da un progetto di Comune, scuola e associazione Conversando Odv, che da oltre vent’anni supporta le ragazze e i ragazzi affetti da disturbi del comportamento alimentare e le loro famiglie. Quella di Bagno a Ripoli è la 23^ panchina lilla a nascere nell’area fiorentina.
“Questa panchina – ha affermato il sindaco – è un luogo non solo simbolico per ricordare che i disturbi del comportamento alimentare esistono, colpiscono sempre più giovani e non devono essere affrontati da soli. Un modo per dire a chi sta vivendo questa difficoltà che chiedere aiuto non è un gesto di debolezza, ma di coraggio e di forza”. Accanto al sindaco, l’assessora al Sociale, il preside Simone Cavari, i referenti dell’associazione Conversando e le studentesse e gli studenti del Gobetti-Volta, Presente anche una delegazione di ragazze e ragazzi delle scuole gemellate di Weiterstad.
“Averli al nostro fianco – ha aggiunto il sindaco - ci ha aiutati a lanciare questo messaggio universale in modo ancora più forte”.
Approfondimenti
“Grazie alla scuola e all’associazione Conversando per aver reso possibile tutti insieme questa iniziativa di sensibilizzazione per tutta la nostra comunità”, ha affermato l’assessora al sociale.
L'Associazione genitori AGe Toscana, ha lanciato il webinar “Una prigione chiamata cibo” per il 19 marzo alle ore 21, con Isaura Nencini quale testimone e la pedagogista ed esperta nei disturbi dell'apprendimento dott.ssa Mariachiara Macchi. Per partecipare al webinar, avere tutte queste risposte e porre una propria domanda basta iscriversi online. Per informazioni: 328 8424375 – info@agetoscana.it
Spiega Isaura Nencini: "È bastato un episodio di normale routine, vissuto male, per creare una ferita nel mio cuore che mi ha portato a vivere vent'anni prigioniera di un disturbo alimentare. So cosa si prova quando il mondo vive e tu perdi i tuoi preziosi giorni contando calorie. Si sopravvive. Per questo, oggi che sono completamente guarita, ho deciso di dedicare la mia vita all’informazione e all'ascolto di chi soffre. Insieme alla dottoressa Macchi vogliamo parlare di disturbi alimentari, di come possiamo uscirne vincitori e liberi e, soprattutto, di come poterli prevenire".