Corsi d'acqua tombati a Firenze, interrogazione in Comune

Palagi (SPC): "L'assessorato è orientato allo stombamento dove possibile ma si vuole procedere a un tombamento nuovo"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 Aprile 2026 17:31
Corsi d'acqua tombati a Firenze, interrogazione in Comune

"Riceviamo oggi la risposta all'interrogazione che avevamo presentato sui tombamenti dei corsi d'acqua a Firenze — quei tratti di fossi e canali storici che nei decenni sono stati coperti, interrati, fatti scorrere sotto strade e edifici. Una pratica che gli esperti di idraulica indicano tra le cause strutturali del rischio alluvionale, perché riduce la capacità di smaltimento dell'acqua in caso di piogge intense. Non è un tema teorico: l'alluvione del marzo 2025 ha causato danni per circa 16 milioni di euro sul territorio fiorentino".

Sono dichiarazioni di Dmitrij Palagi (consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune che prosegue: "La risposta dell'assessorato competente certifica che il Comune ha finora ispezionato circa 11,6 chilometri su 23,5 chilometri totali di rete tombata — il 50%. Altre ispezioni sono previste nel 2026 e negli anni successivi. Sulla base dei dati disponibili, non è ancora possibile valutare se e quali tratti possano essere riaperti. Tra i tratti non ancora ispezionati figurano il Fosso degli Ortolani, il Fosso del Pellegrino, il Fosso di Ugnano, la Dogaia e il Dogaione — e, in parte, lo stesso Canale Macinante.

È proprio qui che la risposta si fa reticente. L'interrogazione si intitolava «Tombamento del Fosso Macinate, ma non soltanto»: quel «non soltanto» era un richiamo anche alla Pistoiese-Rosselli, il progetto infrastrutturale finanziato con 30 milioni di euro regionali che prevede una nuova strada parallela alla tramvia tra via Pistoiese e viale Fratelli Rosselli, con tombamento del Canale Macinante nel tratto di via Vespucci.

Di questo progetto — che è nel programma di mandato della Giunta — la risposta non fa menzione.Non è un dettaglio. L'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPAT) aveva già rilevato nel 2023 che il progetto potrebbe comportare un aumento delle concentrazioni di NO₂ sull'asse Pistoiese-Ponte alle Mosse, un peggioramento della vivibilità e che i punti di interferenza diretta con il Canale Macinante non erano stati analizzati. Per questo aveva ipotizzato la necessità di una Valutazione di Impatto Ambientale.

Il Comune sta lavorando a modifiche al progetto, ma non ha mai coinvolto i Consigli di Quartiere o quello Comunale. Continueremo a chiedere conto di questo percorso.La contraddizione è evidente: da un lato l'assessorato all'Ambiente dichiara di voler ridurre i tombamenti e si dice orientato allo stombamento dove possibile; dall'altro, nell'ambito dello stesso programma di governo, si vuole procedere a un tombamento nuovo, su un canale già a rischio, ignorando i pareri dell'agenzia regionale di controllo ambientale.Cercheremo di capire come aiutare la prosecuzione dell'analisi dei corsi d'acqua tombati.

È una questione di tutela del territorio e prevenzione, da non sottovalutare in tempi di cambiamenti climatici".

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