Fondazione Alinari per la Fotografia tra Firenze e Montecatini

Cinque anni di attività: mostre, conservazione e valorizzazione. Il futuro anche nella città termale

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
01 Aprile 2026 18:13
Fondazione Alinari per la Fotografia tra Firenze e Montecatini

L

A cinque anni dalla sua nascita, la Fondazione Alinari per la Fotografia presenta il percorso compiuto finora e le prospettive per i prossimi anni. Istituita nel 2020 per volontà della Regione Toscana con l’obiettivo di conservare, studiare e valorizzare il patrimonio dell’Archivio Alinari – uno dei più grandi e importanti archivi fotografici al mondo – la Fondazione ha avviato le proprie attività nel 2021, dando avvio a un programma articolato che comprende la tutela e la descrizione e digitalizzazione dei materiali, la realizzazione di mostre e progetti scientifici, la costruzione di collaborazioni con istituzioni italiane e internazionali e la definizione del futuro assetto museale e archivistico del patrimonio.

Un percorso che prosegue nel segno della continuità. Alla guida della Fondazione sono stati riconfermati il presidente Giorgio van Straten e la direttrice Claudia Baroncini, chiamati a proseguire il lavoro avviato in questi anni e ad accompagnare l’istituzione in una nuova fase di sviluppo.

Proprio nei prossimi anni si apre una tappa decisiva: la realizzazione delle nuove sedi destinate ad accogliere e valorizzare il patrimonio Alinari.

Il futuro: il Museo, la Biblioteca e l’Archivio Alinari tra Firenze e Montecatini

Il futuro Museo Alinari troverà sede nel complesso monumentale di Santa Maria Novella, negli spazi dell’ex Scuola Marescialli. Inserito in un più ampio progetto di riqualificazione urbana, l’area diventerà uno dei principali poli culturali della città, destinato ad accogliere istituzioni impegnate nella ricerca, nella conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

Nei circa 1.800 metri quadrati destinati alla Fondazione troveranno posto il Museo Alinari, e una parte significativa dell’Archivio fotografico. La nuova sede ospiterà inoltre la Biblioteca, comprensiva degli Album della Fototeca, sale di consultazione e ricerca, spazi per attività educative e servizi al pubblico, un bookshop, una sala multifunzionale e gli uffici della Fondazione.

Il progetto architettonico sarà completato entro il 2026, aggiornando la stima complessiva dell’intervento – inizialmente prevista in circa 5 milioni di euro per i lavori e 1,5 milioni per gli allestimenti – e programmando le risorse necessarie all’avvio del cantiere. L’intervento sarà finanziato dalla Regione Toscana, con il sostegno della Fondazione CR Firenze per quel che riguarda la catalogazione della Biblioteca e il progetto museologico, l’ideazione e l’allestimento della parte museale. L’obiettivo è concludere i lavori entro il 2028 e aprire al pubblico il Museo Alinari nel 2029. Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio processo di rigenerazione urbana dell’area, coordinato attraverso un tavolo tecnico che coinvolge Comune di Firenze, Regione Toscana e Fondazione.

Accanto alla sede fiorentina resterà fondamentale disporre di uno spazio che ospiti circa due terzi degli archivi, dedicato alla conservazione dei materiali più delicati, in particolare dei negativi, che richiedono specifiche condizioni microclimatiche. Per questo la Regione Toscana sta sviluppando anche il progetto della Casa della Fotografia a Montecatini, nell’edificio delle Terme Excelsior, destinata ad accogliere depositi attrezzati e laboratori per il restauro e la digitalizzazione del patrimonio anche di altri importanti fondi fotografici toscani, e un’attività di alta formazione nel campo della conservazione, digitalizzazione e catalogazione, completando così il futuro assetto infrastrutturale dell’istituzione.

Cinque anni di attività: mostre, conservazione e valorizzazione

Nei primi cinque anni di attività, la Fondazione ha consolidato un’intensa e qualificata attività espositiva, che proseguirà con nuovi progetti nel prossimo triennio, grazie a uno staff che ha progressivamente messo a frutto le competenze e rafforzato l’organizzazione interna. La Fondazione è oggi in grado di ideare e realizzare mostre proprie o su committenza, utilizzando sia stampe originali sia riproduzioni moderne, e gestendo tutte le fasi progettuali: dalla ricerca iconografica alla cura scientifica, fino all’ideazione degli allestimenti e della grafica, alla comunicazione e promozione.

La mancanza di una sede espositiva stabile a Firenze ha favorito l’apertura e il consolidamento di collaborazioni con enti e istituzioni nazionali e internazionali, permettendo di portare il patrimonio Alinari in sedi prestigiose e di ampliare la diffusione delle sue collezioni attraverso mostre e pubblicazioni.

Tra le esposizioni più significative del quinquennio si ricordano Fotografe! a Firenze, nella doppia sede di Villa Bardini e Forte di Belvedere (2022) realizzata insieme alla Fondazione CR Firenze e al Comune, L’Italia è un desiderio alle Scuderie del Quirinale di Roma (2023) e Fotografia Wulz. Un atelier, una famiglia, una città al Magazzino delle Idee di Trieste (2024), in seguito all’inventariazione e digitalizzazione dell’archivio Wulz sostenuto da Fondazione CR Firenze. A queste si affiancano altri progetti realizzati in Toscana, tra Arezzo, Livorno e Carrara.

Il lavoro di conservazione e ricerca ha incluso il più ampio progetto di digitalizzazione della lastroteca storica mai realizzato in Italia, dalla Regione Toscana con risorse PNRR. Sono state digitalizzate circa 80.000 lastre, tra cui molti dei celebri “Giganti di Vetro” (lastre di grandi dimensioni, fino a 114 cm x 85), oltre a registri storici e altri materiali d’archivio, acquisiti in alta definizione e progressivamente resi accessibili per studio e valorizzazione.

Parallelamente, la Fondazione ha consolidato il proprio ruolo di punto di riferimento regionale per la fotografia, coordinando il Censimento dei patrimoni fotografici in Toscana e la nascita della Rete Toscana della Fotografia, progetto promosso dalla Regione Toscana, una comunità che riunirà istituzioni, archivi, studiosi, associazioni e cittadini con l’obiettivo di condividere strumenti, competenze e metodologie per la tutela e la valorizzazione dei patrimoni fotografici.

Il programma espositivo dei prossimi anni

La valorizzazione degli Archivi Alinari proseguirà attraverso un programma espositivo articolato tra Toscana, Italia e contesto internazionale. Nel 2026 la mostra dedicata a Michelangelo, recentemente presentata a Carrara, sarà rivisitata con un’importante integrazione sul rapporto fra Michelangelo e il simbolismo, alla Casa Museo Ivan Bruschi di Arezzo, sostenuta da Fondazione CR Firenze, mentre con il Comune di San Gimignano sono in corso interlocuzioni per avviare un progetto dedicato al fondo del fotografo Logi.

Sempre nel 2026 sono previste, o già in corso di svolgimento, tre iniziative di particolare visibilità internazionale: la mostra fotografica allestita all’esterno della Mairie di Parigi, inaugurata in occasione del settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi e promossa dall’Istituto Italiano di Cultura; lo spin-off della mostra Fotografia Wulz, dedicato alle sorelle Wanda e Marion Wulz, che sarà presentato alla Estorick Collection di Londra in collaborazione con Calliope Arts Foundation; e, sempre a Londra, la partecipazione a un’esposizione dedicata a Fosco Maraini promossa dall’Istituto Italiano di Cultura.

Le voci delle istituzioni

“Siamo di fronte ad una svolta: dalla conservazione si passa a una fase più attiva, quella di fare di questo straordinario patrimonio un volano culturale capace di parlare al mondo. Con un investimento di oltre 12 milioni di euro la Regione ha evitato la frammentazione dell’archivio Alinari. Ora entriamo in una nuova fase: non solo conservazione, ma produzione culturale, ricerca e valorizzazione internazionale. Firenze sarà il cuore espositivo e identitario, legato alla storia della fotografia Alinari. Montecatini diventerà invece la casa della fotografia in Toscana, con depositi, mostre permanenti e attività di respiro nazionale e internazionale”.

Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana

“Questi primi anni dimostrano che la Toscana sa coniugare tutela, ricerca e innovazione. La fotografia, linguaggio universale, torna al centro della nostra visione culturale: Firenze e Montecatini non sono due sedi separate ma parti di un unico sistema. Se a Firenze si svilupperà la dimensione museale, Montecatini potrà costruire una nuova identità proprio attorno alla fotografia, diventando un polo di ricerca, formazione e innovazione, anche sul fronte del digitale. La Fondazione Alinari sarà il motore di un vero sistema regionale della fotografia, capace di coordinare archivi, promuovere progetti e attivare nuove iniziative culturali”.

Cristina Manetti, Assessore alla Cultura della Regione Toscana

"La nascita del nuovo Museo Alinari nel complesso di Santa Maria Novella segna una tappa importante per Firenze e per la fotografia internazionale. Restituire una casa stabile a questo immenso patrimonio rientra nella più ampia visione di rigenerazione urbana che ci vede, come amministrazione comunale, impegnati per trasformare l'ex Scuola Marescialli in un polo culturale d'eccellenza” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “Siamo orgogliosi che il 'racconto del mondo' custodito dagli Alinari trovi finalmente il suo spazio in uno dei luoghi più suggestivi della città, che sarà luogo di conservazione, ma anche di educazione e confronto, capace di dialogare con la città e con i visitatori di tutto il mondo. Grazie alla sinergia tra Comune, Regione e Fondazione, Firenze si conferma capitale della memoria visiva e dell'innovazione culturale".

Giovanni Bettarini, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze

“Essere accanto a questo progetto, per Fondazione CR Firenze, è una scelta naturale. Questo progetto museale richiama infatti valori che da sempre orientano il nostro lavoro: accessibilità, inclusione, apertura alla comunità. Il nostro legame con gli Archivi Alinari viene da lontano: li sosteniamo dal 2003 attraverso restauri, progetti di valorizzazione, mostre, come la grande esposizione Fotografe! A Villa Bardini. Oggi contribuiamo alla progettazione della nuova biblioteca del futuro Museo Alinari. Siamo lieti di poterlo fare poiché il nome di Alinari è profondamente legato a Firenze, alla sua identità e alla sua capacità di raccontarsi al mondo. La fotografia è da anni uno dei linguaggi culturali su cui la Fondazione investe con convinzione. L’Archivio è non dunque soltanto un grande patrimonio da custodire, ma un’idea di cultura condivisa e capace di parlare al futuro”.

Maria Oliva Scaramuzzi, Vice Presidente di Fondazione CR Firenze

Informazioni

www.alinari.it

In evidenza