Empoli - Nove medici di famiglia entrano nella casa di comunità di Montelupo e rafforzano un modello di sanità territoriale che nell’Empolese Valdelsa sta prendendo forma concreta. Da oggi i professionisti lasciano i singoli ambulatori privati per lavorare nella rinnovata struttura di viale Cento Fiori 30, in spazi condivisi e integrati con gli altri servizi presenti nella casa di comunità, che da sede di distretto diventa ora nuova casa di comunità.
I medici si alterneranno secondo una programmazione comune e garantiranno la propria presenza ai cittadini dalle 8 alle 20, con un centralino unico, 0571 87.82.86, a supporto degli accessi per i pazienti.
Il nuovo assetto riguarda quindi la rete dei medici di famiglia di Montelupo, Capraia e Limite, Vinci e Sovigliana, che opereranno in associazione funzionale territoriale (Aft) per favorire una presa in carico, una continuità assistenziale e un maggiore coordinamento.
L’ingresso dei medici di medicina generale dentro la casa di comunità rappresenta un passaggio rilevante perché consolida un modello già avviato in altri territori della zona, da Certaldo a Montespertoli, dalla casa di comunità Sant’Andrea di Empoli fino alle esperienze delle case della salute di Sovigliana, Capraia e Limite, Montopoli e Castelfranco di Sotto. Un percorso che sta trovando adesione e che punta a rendere più vicini e integrati i servizi.
Nella struttura di Montelupo sono presenti al piano terra Cup e servizi amministrativi, punto prelievi e Punto di intervento rapido (Pir) con medici attivi dalle ore 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, quindi dalle 20 alle 24 i medici della continuità assistenziale dal lunedì al venerdì, il sabato e la domenica dalle 8 alle 24 (si ricorda che dalle 24 alle 8 nei giorni feriali e il sabato e la domenica sempre dalle 24 alle 8 il servizio è vicariato dalla casa di comunità Sant'Andrea di Empoli); al primo piano gli ambulatori dei medici di famiglia e le postazioni di segreteria; al secondo piano gli ambulatori di specialistica cardiologica e allergologica, consultorio e servizi sociali. Un’organizzazione che rafforza la dimensione di prossimità della struttura e favorisce il lavoro tra professionisti diversi.
«Con l’ingresso dei medici di famiglia dentro la casa di comunità si compie un passo concreto verso una medicina territoriale più integrata – sottolinea Paolo Amico, direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della Zona Empolese –. La vicinanza fisica tra medici di medicina generale, infermieri e servizi territoriali aiuta a costruire percorsi più coordinati e rende più semplice per i cittadini orientarsi e trovare risposte».
Per Franco Doni, direttore della Società della Salute e Zona distretto Empolese Valdarno Valdelsa, «Montelupo si inserisce in un percorso che in questo territorio sta dando risultati e apprezzamento. Portare i medici di famiglia dentro queste strutture significa rafforzare il ruolo delle case di comunità come luoghi di cura, relazione e presa in carico, dove il cittadino trova servizi connessi e non frammentati».
«L’apertura della casa di comunità a Montelupo è veramente un bel traguardo che permette di migliorare ulteriormente il servizio al cittadino, in un’ottica di integrazione ed efficienza – afferma il sindaco Simone Londi - L’Amministrazione comunale ha collaborato con la Società della Salute e la Ausl Toscana centro per arrivare al raggiungimento di questo obiettivo. In questi mesi l’Ente e in particolare l’assessora al sociale Stefania Fontanelli si è più volte relazionata anche con i medici per condividere suggerimenti e necessità volte a migliorare il servizio».
L’obiettivo è arrivare a pieno regime a un lavoro sempre più multidisciplinare, con équipe composte da medici, infermieri e assistenti sociali, valorizzando la casa di comunità come punto di riferimento stabile per i bisogni di salute del territorio. A Montelupo questo passaggio prende ora forma con una scelta organizzativa che guarda alla prossimità, alla continuità e a una sanità territoriale sempre più integrata.