Calenzano: lavori del Consorzio MedioValdarno alla Gora di Montalvo

Appena concluso un intervento di manutenzione ed adeguamento funzionale a monte della ferrovia FI-BO. Stamani la firma della cessione del sistema delle gore di Prato dallo Stato al Comune. Gli assessori Ciuoffo della Regione Toscana e Barberis del Comune di Prato: «Un accordo storico, strategico per l’economia e il piano di forestazione urbana”


Sulla Gora di Montalvo, in località Fogliaia a Calenzano, nel tratto in cui scorre parallela alla Via del Pescinale, in direzione nord-sud si erano verificate nel tempo, specie durante le precipitazioni invernali, numerose problematiche connesse sia con l’insufficienza della sezione sia con le profonde erosioni localizzate dovute all’entrata in funzione degli scolmatori fognari che trascinando a valle parecchio materiale eroso avevano determinato una decisa riduzione dello spazio entro cui far scorrere le acque; la Gora inoltre presentava anche problemi di manutenzione a causa della ristretta dimensione delle arginature e della presenza di orti e manufatti vari che impedivano l’accessibilità ai mezzi d’opera consortili. Con l’intervento appena concluso gran parte dei problemi sono stati risolti, grazie alla riprofilatura della sezione d’alveo e il rivestimento con scogliera in massi ciclopici per evitare ulteriori fenomeni di erosione e deposito dati anche dall’accentuata pendenza del canale. Il ringrosso arginale realizzato in destra e sinistra alla gora avrà invece la funzione di formare una pista per permettere la manutenzione mediante mezzi d’opera tanto che all’inizio della gora una breve aggiunta di un tratto di tubazione servirà da attraversamento per i mezzi d’opera che saranno poi impegnati ogni anno nella la manutenzione delle sponde.

“L’investimento complessivo è stato di circa 80 mila euro interamente finanziati dal contributo consortile – spiega il Presidente del Consorzio Marco Bottino – e va a risolvere una situazione piuttosto delicata migliorando notevolemente la manutenzione e la sicurezza della gora e di tutta la zona a margine dell’abitato di Calenzano”.

“Con questo intervento risolviamo i problemi fognari registrati nella zona della Fogliaia – ha commentato il Vicesindaco Alberto Giusti -, che erano causati dalla mancata ricezione delle acque dalla gora nella zona della ferrovia. Con gli interventi previsti in piazza della Costituzione arriveremo anche a migliorare la regimazione delle acque piovane in quell’area”.

E' stato firmato stamani l’accordo per il trasferimento della proprietà dell'ex sistema delle gore di Prato dal Demanio dello Stato al Comune di Prato. L'intesa, sottoscritta dall’Agenzia del Demanio - Direzione regionale Toscana e Umbria, Regione Toscana e Comune di Prato, consentirà all’ente gestore del sistema fognario cittadino di esserne anche il proprietario, dando così un unico interlocutore per tutti i privati e le imprese interessate. A Prato il sistema di gore è costituito da un insieme di canali artificiali d’acqua di derivazione dal fiume Bisenzio che furono realizzati tra il IX e il XII secolo per portare risorse idriche in città e soddisfare le necessità agricole, di alimentazione di opifici, gualchiere e mulini, oltre che di bonifica del territorio, pertanto erano sempre appartenute al Demanio pubblico dello Stato ramo idrico. Tuttavia, nel corso del tempo questi canali sono stati intubati e destinati per lo più a fognatura, perdendo così la loro natura idraulica: ciò ha reso possibile la loro epurazione dal Demanio pubblico dello Stato (con tutti i limiti e le restrizioni derivanti dalla sua tutela) e il trasferimento al demanio comunale, come tutti i sistemi fognari. Ad oggi il reticolo gorile, che per lo più è un collettore fognario, nasce con la derivazione di acqua dal Bisenzio che tramite l'opera di presa del Cavalciotto si immette nel Gorone. ll Gorone, tramite il Partitore della Crocchia, si dirama in tre bracci, la gora del Pero/Bresci/Petriccio, la gora di Gello/Mazzoni e la gora Mattonata che, al Partitore della Romita o Palasaccio, si dirama a sua volta in due bracci, la gora del Palasaccio/Romita/Guanto e la gora di San Giorgio. La gora di San Giorgio, al Partitore delle Conce Vecchie, si dirama poi nella gora del Castagno/Castelnuovo/Lonco, dal quale partono a sua volta i rami della gora Morta/Bandita e della gora Viaccorri, e nella gora del Lupo/Bina/Mezzana. Il trasferimento riguarda tutti i beni individuati a nord dall'opera di presa di Cavalciotto, ad est dal Fiume Bisenzio e dal confine territoriale con il Comune di Campi Bisenzio, ad ovest dal tracciato principale della gora del Pero/Bresci e a sud dal limite del sistema fognario del Comune di Prato per uno sviluppo totale di circa 48 km.

"E' un evento storico - sottolinea l'assessore all'Urbanistica del Comune di Prato Valerio Barberis - il Comune assume pieno possesso del sistema delle gore, strategico per il piano di forestazione urbana, e questo consentirà di valorizzarle dal punto di vista storico e paesaggistico".

“Un reticolo fondamentale per l’economia della città da sempre” afferma l’assessore regionale Stefano Ciuoffo. “Negli anni i vari passaggi di competenze aveva creato una situazione di indefinita titolarità di quelle aree e di fatto ingessato la regolamentazione urbanistica e la possibilità dei privati che su di essi avevano pertinenze, case o fabbriche, di poter disporre dei propri beni. Adesso con il passaggio della proprietà a un unico soggetto ci potrà essere un unico interlocutore che potrà definire gli assetti proprietari ricadenti su quelle aree definendo annose questioni che si protraggono da anni e potrà essere fatta una regolamentazione urbanistica in armonia con il resto del contesto urbano. Cittadini e imprese avranno un unico soggetto con il quale interfacciarsi e il Comune potrà disporre pienamente di aree estese e immerse del proprio territorio potendo sviluppare a pieno la pianificazione urbanistica che gli è propria. Voglio ringraziare l’assessore Federica Fratoni per l’interessamento e per il lavoro che porterà alla risoluzione positiva della questione in modo definitivo. Con una corretta gestione della proprietà e la possibilità da parte del Comune di programmare, riqualificare e fare essere parte attiva della città il sistema delle gore ci potrà essere riqualificazione urbana e pianificazione con più certezze”.

Redazione Nove da Firenze