Sicilia: boom di Grillo con il Movimento 5 Stelle primo partito

Una prima lettura del voto dal PD della Toscana. Manciulli: “Il PD e il centrosinistra oggi aprono una pagina nuova che speriamo sia inaugurale per il Paese”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 ottobre 2012 21:55
Sicilia: boom di Grillo con il Movimento 5 Stelle primo partito

Con 2.290 sezioni su 5.308: l'ex sindaco antimafia Crocetta candidato di Pd, Udc, Psi e Api totalizza il 30,7% delle preferenze, lasciando il rivale Musumeci del centrodestra al 24,8. Il grillino Cancelleri terzo con il 18,8%. Movimento 5 Stelle al 14,5%. Ma alle urne vince l'astensionismo, al 52,58%. Il dato più rilevante è l'aumento dell'astensione, che con Grillo sale a più di un milione di voti. I votanti scendono da poco più di 3 milioni a 2.2, cioè di 800.000.

La protesta si è poi espressa a favore del candidato di Grillo che dovrebbe finire a poco più di 350 mila voti, rispetto ai 70 mila circa del 2008. Se si sommano i due dati un pò più di 1 milione di voti si è spostato fuori dai partiti tradizionali. La loro somma era di circa 2.700.000 mila voti validi, stavolta si andrà su circa 1 milione e mezzo. Dentro la competizione tra i partiti tradizionali: da due a quattro poli, un perdente quantitativo (Pdl), due perdenti qualitativi (Mpa ed estrema sinistra), un vincente perché regge pur prospettando un'alleanza preelettorale al momento non prevista sul piano nazionale (Crocetta).

Il Pdl di Musumeci, sostanzialmente solo, ha pagato il prezzo più alto, dimezzando sostanzilamente i voti, da un milione a mezzo milione. E' il vero sconfitto quantitativo del voto. Crocetta è stato eroso in modo minore, di circa un terzo dei voti: partiva da una base di circa 850.000 mila, di cui 500.000 Pd e 350 mila Udc, si fermerà a poco più di 600 mila. Vince perché realizza un sorpasso in discesa, non scontato, anche perché il Pd in astratto avrebbe potuto subire un'erosione a sinistra per l'alleanza con L'Udc e così pure l'Udc a destra, dato peraltro che questa alleanza al momento non coincide con quelle proposte nazionalmente per le Politiche e che ciò avrebbe potuto disorientare gli elettori.

Nessuna delle due si è verificata. Gli altri due poli sono quindi i perdenti qualitativi del voto. L'altro pezzo che derivava dalla rottura del centro-destra, quello di Micciché, sembra aver retto un pò meglio del Pdl perché partiva dai quasi 400 mila voti dell'Mpa e si è fermato a 300 mila circa. Tuttavia che il partito che ha avuto le redini delle giunta per tutti e cinque anni e che avrebbe in astratto potuto erodere l'Udc si fermi a quel dato è una sconfitta qualitativa seria. Altrettanto pessimo dal punto di vista qualitativo il risultato dell'estrema sinistra con la candidatura Marano che partiva da un minimo storico di 180 mila a causa del tonfo della Sinistra Arcobaleno nel 2008 e che poteva sperare di erodere il Pd da sinistra e invece si ferma a poco più di 100 mila voti. “Pur in un contesto di forte astensionismo che segnala un disagio verso la politica al quale dobbiamo rivolgere molto la nostra attenzione, il PD vince con la sua proposta di cambiamento e con Crocetta segna un risultato storico: per la prima volta dal dopoguerra ad oggi la Sicilia affida al centrosinistra le sue speranze di cambiamento e sta a noi ora consolidare la fiducia dei cittadini dell'isola e ripartire anche per ricostruire la fiducia nella politica.

Il PD e il centrosinistra oggi aprono una pagina nuova in Sicilia che speriamo sia inaugurale per il Paese”. In questo modo il segretario regionale del Partito Democratico della Toscana Andrea Manciulli commenta l’esito del voto alle elezioni della Regione Siciliana.

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