Costante Cambiamento: la danza tradizionale del Nord Africa reinterpretata

In una coreografia e con la regia Khalid Benghrib, con in scena Saâdia Souyah

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 settembre 2012 13:46
Costante Cambiamento: la danza tradizionale del Nord Africa reinterpretata

Sabato 22 settembre, per il Festival Costante Cambiamento, ultimo giorno per vedere “SAÂDIA”, una performance di danza che il coreografo marocchino Khalid Benghrib ha cucito appositamente per gli spazi dell'ex carcere delle Murate di Firenze insieme alla danzatrice di origine algerina Saâdia Souyah. Un lavoro raffinato e al tempo stesso d'impatto, in cui la tradizione del Nord Africa viene reinterpretata attraverso i linguaggi della contemporaneità e le rivoluzioni vengono evocate dai gesti, attraverso la ricerca di un cambiamento interiore prima ancora che sociale e politico. La sedicesima edizione del festival – sottotitolo “New transitions” - fino al 6 ottobre alle Murate di Firenze prosegue l'indagine sull'attuale situazione del Nord Africa e del Medio Oriente per comprendere che cosa, dopo le ondate rivoluzionarie, sia veramente cambiato e cosa, invece, è rimasto ancora una volta schiacciato nelle dinamiche del potere. Attraverso performance, spettacoli, mostre, focus su Tunisia, Iraq, Afghanistan, Palestina - e un richiamo accorato alla drammatica situazione della Siria - viene fuori una carrellata sulle nuove forme di dominazione, sulla perdita, sui diritti ottenuti o calpestati, sulle libertà soffocate dal fondamentalismo e sulla condizione sempre complessa delle donne nei Paesi Arabi.

Temi che vengono approfonditi da numerose iniziative collaterali, tra le quali si segnalano in particolare: Women for Human Rights, incontro con Selay Ghaffar - Executive Director di HAWCA, l'organizzazione che dal 1999 si occupa di assistenza umanitaria e diritti delle donne e dei bambini in Afghanistan (mercoledì 3 ottobre ore 18); e WORLDS, nove cortometraggi realizzati da Shashat, tra le più significative organizzazioni di cineaste nel mondo arabo, che affrontano la condizione delle donne in Palestina (venerdì 5 e sabato 6 ottobre ore 21).

In collaborazione con Cospe. Per tutta la durata del festival sono inoltre visitabili la mostra fotografica DEFENDERS WOMEN a cura del Robert F. Kennedy Center for Justice & Human Rights Europe, e la splendida mostra installativa MEMORY dell'artista e fotografo Luca Lupi: un omaggio al Medio Oriente e alla Siria.

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