Giovani imprese, salirà da 35 a 40 anni l'età per chiedere contributi

Oggi l'assessore regionale Gianfranco Simoncini ha incontrato le associazioni di categoria. Prime convergenze sulle modifiche proposte dalla Regione Toscana alla legge regionale per l'imprenditoria giovanile.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 settembre 2010 19:37
Giovani imprese, salirà da 35 a 40 anni l'età per chiedere contributi

Cambiare la legge regionale per l'imprenditoria giovanile per adeguarla alle nuove esigenze del mercato e rendere più facile la sua utilizzazione da parte degli aspiranti imprenditori. Di questo si è discusso oggi nel corso dell'incontro convocato dall'assessore alle attività produttive, formazione e lavoro, Gianfranco Simoncini, con i rappresentanti delle associazioni giovanili e di categoria di tutti i settori produttivi e i sindacati. L'assessore ha convocato l'incontro per illustrare le nuove linee sulle quali la Regione intende muoversi e avviare un confronto che possa portare, entro breve, al nuovo testo da presentare al consiglio regionale. "Nella nuova impostazione - ha spiegato l'assessore – ci proponiamo di rendere più facile l'accesso alle agevolazioni e di allargare la platea di coloro che possono usufruirne.

Come prima cosa proponiamo di portare da 35 a 40 anni il limite di età per accedere ai contributi previsti dalla legge". Una proposta che risponde alle esigenze delle categorie, molte delle quali avevano richiesto un innalzamento dell'età, in considerazione di un processo di fisiologico avanzamento dell'età degli imprenditori che, su questo, hanno espresso unanime consenso. Così come si è registrato un assenso di massima sulla volontà di allargare le maglie della legge, ad oggi riservata alle imprese innovative e hi-tech, per consentire un più ampio utilizzo da parte delle giovani imprese.

Va bene l'allargamento - è stato detto - ma questo dovrà comunque avvenire sulla base di criteri ben definiti, in modo da salvaguardare le imprese ad elevato contenuto innovativo e tecnologico. Su questo punto, come ha rilevato l'assessore a fine riunione, dovrà essere dunque fatto un ulteriore approfondimento per impedire che la norma costituisca un ostacolo e, nello stesso tempo, evitare la distribuzione indiscriminata delle risorse. Risorse che, è stato ricordato, sono al momento di 2,5 milioni di euro per il 2010 ed altrettanti per il 2011. Apprezzamento è stato espresso anche sull'idea di un intreccio con le iniziative regionali per il mircrocredito e l'introduzione di norme per l'imprenditoria femminile che consentirebbero di recuperare il vuoto della normativa nazionale, ferma da tempo.

Con interesse è stata vista anche l'introduzione di una norma specifica per i lavoratori espulsi dai processi produttivi che intendono dare vita ad un'impresa. L'incontro ha visto un primo scambio di opinioni sui vari aspetti della proposta e si è raggiunto un primo accordo di massima sulle modifiche da apportare. Un ulteriore lavoro di apprfondimento e confronto riguarderà poi il meccanismo delle garanzie che la Regione intende cambiare, spostando l'intervento regionale dalla tipologia del contributo a tasso zero verso la copertura degli interessi e delle garanzie necessa rie per accedere al credito.

Prossimo appuntamento del tavolo all'inizio di ottobre, per un nuovo passaggio su un primo testo di articolato della legge che dovrà poi essere approvata dalla giunta regionale prima di andare all'esame del consiglio. di Barbara Cremoncini

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