Inceneritore di Montale: nessuno sforamento di diossina

L’assessore alla Salute risponde ad un’interrogazione del gruppo Federazione Sinistra e Verdi: “I campioni indicano presenza di inquinanti al di sotto dei limiti previsti”. Monica Sgherri: “Risposta tranquillizzante, chiederemo aggiornamenti”.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
14 luglio 2010 18:57
Inceneritore di Montale: nessuno sforamento di diossina

Inceneritore di Montale (Pistoia), nessun allarme diossina e risultati delle analisi sanitarie sulle emissioni “entro i limiti stabiliti dalle normative”. Questa la riposta dell’assessore alla Sanità Daniela Scaramuccia all’interrogazione del presidente del gruppo Federazione Sinistra e Verdi in Consiglio regionale, Monica Sgherri. Un’interrogazione che stimolava l’assessore anche sulle eventuali azioni che l’esecutivo avrebbe inteso compiere se si fossero verificati sforamenti. Allarme dunque rientrato secondo quanto riferito “in estrema sintesi” all’Aula e già comunicato alla cittadinanza in forma approfondita nel corso di un incontro pubblico lo scorso 29 maggio (i dati sono disponibili in forma integrale sul sito della Provincia di Pistoia).

Allarme che la Regione ha inteso trattare pur ricordando che l’inceneritore “come tutte le strutture analoghe, è sottoposto a controlli routinari”, in particolare dopo il superamento dei limiti di emissione di diossine e furani riscontrato nel 2007 e che ha avviato un progetto di monitoraggio ambientale e sanitario. “Le analisi dell’indagine condotta da Arpat sui terreni ed alcune matrici vegetali – ha detto Scaramuccia – conferma il rispetto dei limiti di legge”. La qualità dell’aria della zona è stata saggiata attraverso un “biomonitoraggio” mentre controlli sono stati effettuati anche su “matrici di origine animale, sedimenti e acque superficiali di invasi”.

Ancora, l’assessore ha precisato che il progetto relativo all’indagine ambientale della zona attorno all’impianto prevede, tra l’altro, “la ripetizione, nel corso del 2010, del prelievo di campioni di suolo e acque”. Per quanto riguarda le emissioni, Arpat continuerà nei controlli programmati focalizzando l’attenzione sui microinquinanti organici “come prescritto dall’autorizzazione integrata ambientale”. L’assessore ha precisato anche che la Regione “ha sentito l’esigenza di rendere più efficaci i controlli sulle emissioni degli impianti e più trasparente l’informazione ai cittadini sui dati rilevati”.

La delibera n. 272 del 14 aprile 2008 fissa infatti i criteri di gestione degli inceneritori mentre la n. 652 del 4 agosto 2008 stabilisce tempi e procedure di comunicazione degli esiti dei controlli effettuati da Arpat. “Risposta tranquillizzante − ha commentato Monica Sgherri al termine della risposta dell’assessore Scaramuccia −. C’era la preoccupazione per un possibile inquinamento dell’acqua potabile, evento accaduto in passato con effetti sulla catena alimentare. Prendiamo atto che oggi non risulta alcun inquinamento dell’acqua potabile, chiederemo un aggiornamento a seguito degli ulteriori controlli annunciati dall’assessore”.

(f.cio-red)

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