Provocatorio funerale della bici a Firenze

La rimozione di 300 biciclette di pendolari, con preavviso minimo apposto durante un periodo festivo, è stata la molla che ha fatto scattare la manifestazione.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 gennaio 2010 18:51
Provocatorio funerale della bici a Firenze

Una settantina di ciclisti questa mattina ha partecipato alla manifestazione di FirenzeInBici per chiedere maggiore attenzione per la mobilità ciclistica e dire basta alle rimozioni indiscriminate di biciclette. Erano presenti, il partito dei Verdi, il gruppo Spini di Palazzo Vecchio, UnAltracittà. E' stato fatto un provocatorio "funerale" alla mobilità ciclistica, con tanto di finto prete e finta bara (della mobilità ciclistica). La manifestazione si è snodata dalla stazione, teatro della rimozione di 300 bici di pendolari lo scorso 30 dicembre, fino a Palazzo Vecchio, che i ciclisti accusano di essere sordo alle loro richieste.

"Il sindaco Matteo Renzi ha firmato il nostro patto per la bicicletta - ricorda il presidente di FirenzeInBici Stefano Pelli - ma dopo più di sei mesi dal suo insediamento, dobbiamo rilevare che ancora non è stato fatto nulla in favore della mobilità ciclistica, se non poche opere i cui lavori erano stati avviati dalla giunta precedente. Chiediamo al sindaco di stringere i tempi sul tavolo della mobilità ciclistica e di dare seguito agli impegni assunti nel corso del positivo incontro dello scorso 17 novembre." La rimozione di 300 biciclette di pendolari, con preavviso minimo apposto durante un periodo festivo, è stata la molla che ha fatto scattare la manifestazione.

Il presidente di FirenzeInBici osserva: "Non si trattava di ciclisti maleducati che hanno legato la bicicletta alla ringhiera del Duomo, ma di cittadini virtuosi; pendolari che si spostano in treno e in bici, che hanno avuto il solo torto di essersi goduti le festività natalizie, dopo aver lasciato la bicicletta regolarmente legata ad un rastrelliera. Che cosa possiamo improverare loro?" L'associazione FirenzeInBici chiede che il Comune non faccia pagare ai proprietari delle 300 bici né rimozione, né multa e, come gesto di riparazione per i disagi subiti, doni loro un lucchetto in sostituzione di quello tranciato durante la rimozione.

Un gesto provocatorio, quello di FirenzeInbici, che mira soprattutto a sollecitare maggiore attenzione da parte del sindaco e della Giunta, con i quali è emersa, nel corso di vari incontri, una concordanza di obiettivi, a cui finora non hanno fatto seguito realizzazioni concrete. Sono molte le risposte che FirenzeInBici attende a breve dal Comune, la prima delle quali è la ricostituzione e potenziamento dell'ufficio bici; il patto per la bicicletta sottoscritto da Renzi prevede anche la realizzazione di un biciplan e di un paino della sosta, con l'impegno a realizzare 10 km di nuove piste ciclabili ed installare rastrelliere per almeno 2.000 posti bici ogni anno.

Notizie correlate
Collegamenti
In evidenza