La vera situazione al Poderaccio

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 luglio 2004 14:11
La vera situazione al Poderaccio

Le due roulotte della protezione civile che avrebbero dovuto ospitare i ROM per cui non c'è posto, nel nuovo Poderaccio non ci sono. Nello spiazzo liberato in fondo al campo Masini, adiacente al Poderaccio, è stato fatto spazio per due roulotte. Non sono quelle della protezione civile, ma due vecchie e fatiscenti carrette, trovate da qualche parte. Le famiglie che non hanno trovato posto nelle nuove casette in legno non si sono volute trasferire nei "nuovi alloggi". Sono albanesi e dicono di aver paura di abitare vicino agli altri per motivi etnici.

Ma non è solo questo a spingerli al rifiuto. Le due famiglie hanno dei bambini ed anche una piccola di pochi mesi che mi hanno detto che è malata ed ha bisogno di cure. Così mentre al Poderaccio sono impegnati a sistemare le cose nelle nuove casette, dieci persone vivono alle pendici della collinetta che era una favelas ed adesso è macerie.
All'angolo della salita hanno parcheggiato le auto cariche dei loro averi e dietro alle macchine, su un letto di pezzi di polistirolo passeranno la notte due uomini due donne e sei bambini.

Attendono un aiuto dall'assitenza sociale, ma nel frattempo non hanno intenzione di muoversi da lì. Purtoppo non sono i soli a non aver trovato posto.
Del Poderaccio è rimasto un ammasso di macerie in attesa che le ruspe finiscano il loro lavoro. Due casette sulle pendici della montagnola sono ancora in piedi. Sono visibili anche dalla strada, dal mondo civile, e sono diventate il "capannino" dei bambini. Insomma, qualcosa è stato sicuramente fatto, ma la situazione rimane di emergenza per il campo Masini e per chi non ha trovato posto.

Domenica scorsa un incendio si è fermato ad un centinaio di metri dal Masini. Il punto più vicino è proprio lo spiazzo in cui ci sono le roulotte che dovrebbero essere della Protezione civile. L'acqua cola in rigagnoli e fa pozzanghere un po' ovunque, le condizioni igieniche sono pessime. Ci sono tantissimi bambini che scorrazzano ovunque tra legni lamiere e calcinacci, scalzi e mezzi nudi.

Roberto Deri Fotogiornalista freelance

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