Quattro manifesti per combattere il turismo sessuale

Redazione Nove da Firenze
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30 giugno 2003 13:55
Quattro manifesti per combattere il turismo sessuale

FIRENZE- Col patrocinio della Regione Toscana ed in collaborazione con l’Unicoop di Firenze, l’aeroporto della città ed il Tg3 Rai toscano, il Progetto Agata Smeralda, l’associazione che si occupa di adozioni a distanza, ha premiato oggi i tre studenti di scuola superiore autori dei bozzetti che diventeranno i manifesti della campagna 2004 contro la pedofilia ed il turismo sessuale: i tre manifesti saranno affissi nelle scuole e nei centri sociali, nelle agenzie di viaggio e negli aeroporti, in Italia e all’estero.

A realizzarli sono stati Paolo Troia (primo classificato) e Ian Giglietti (terzo classificato), ambedue studenti della quinta H dell’istituto professionale Cellini-Tornabuoni-De’ Medici di Firenze. Seconda premiata è stata invece Chiara Bagnoli della quarta C dell’istituto statale professionale F. Enriquez di Castelfiorentino. Per tutti e tre un viaggio di quindici giorni a Salvator Bahia in Brasile. “Non si tratta naturalmente solo di una vacanza – sottolinea il vice presidente della Toscana, Angelo Passaleva – quanto di un modo per sensibilizzare ulteriormente questi ragazzi alla piaga del turismo sessuale e attraverso di loro tutti i loro coetanei.

Si parla tanto della globalizzazione dle mondo: la Toscana vuole globalizzare i diritti”.
“Giovedì - aggiunge - in occasione della giornata mondiale del turismo il Papa ha ricordato a chi viaggia di non essere sfruttatore della povertà nel mondo. Un monito che nel caso del turismo sessuale diventa ancora più forte”.
“Basta avere occhi e recarsi in Brasile o in molti altri paesi poveri per accorgersi della dimensione enorme che ha questo fenomeno, anche se le stime sono sempre difficili – commenta il presidente del Progetto Agata Smeralda, Mauro Barsi – Il nostro impegno è quello di far qualcosa di concreto per conbatterlo: magari anche solo una goccia in un mare di guai o di speranze, a seconda dei casi”.

A Salvator Bahia, nella poverissima favelas di Mate Escura, l’Agata Smeralda ha aperto otto case di accoglienza che ospitano una sessantina di bambine tolte dalla strada. “Prevenire – spiega Barsi - significa combattere la povertà, aprire scuole ed insegnare un lavoro. Lo facciamo da undici anni. Ma vuol dire anche lavorare nelle scuole e tra i giovani nei paesi da dove i turisti sessuali arrivano: per insegnare loro il rispetto della dignità umana. Tra gli europei purtroppo gli italiani hanno il triste primato di essere i maggiori frequentatori delle mete del turismo sessuale nel mondo.

Subito dopo arrivano i tedeschi e poi i belgi. Naturalmente si tratta di stime”.
“Il sostegno di Unicoop Firenze all’iniziativa - afferma Claudio Vanni – è coerente con il forte impegno che negli ultimi anni la nostra cooperativa ha sviluppato attraverso i progetti di solidarietà verso i bambini del terzo mondo. Fra questi progetti, tesi a promuovere l’adozione a distanza e la costruzione di strutture sociali dedicate all’istruzione e alla formazione, uno dei più importanti è sicuramente quello promosso a Salvator Bahia con Agata Smeralda: lì abbiamo realizzato mille adozioni e un centro sociale.

Con questa campagna cercheremo di sensibilizzare l’opinione pubblica al rispetto dei diritti dell’infanzia“.
A Palazzo Bastogi stamani è stato presentato anche il manifesto per la campagna contro il turismo sessuale che partirà a luglio di quest’anno, l’ottava, e che vede la collaborazione pure in questo caso di Regione e Unicoop Firenze. “Non sporcare la sua vita” è lo slogan che campeggia a chiare lettere sopra l’immagine di una bambina di colore. E sotto: “pedofilia e turismo sessuale sono crimini contro l’umanità”.

Il manifesto è stato elaborato dai giovani di Ingegneria senza frontiere. Identikit del turista sessuale
Chi pratica il turismo sessuale è per il 90-95 per cento maschio: tra i 20 e i 40 anni, senza particolari distinzioni di classe sociale. L’identikit arriva dall’università di Parma, che nei mesi scorsi con l’Ecpat - la rete internazionale che cerca di eliminare la prostituzione e la pornografia infantile, in Italia dal 1994 - ha curato al riguardo una ricerca. I minori sfruttati sessualmente nel mondo ogni anno sono circa due milioni, per un giro di affari di oltre cinque miliardi di dollari.

Molte delle vittime sono bambini. Quando il fenomeno è declinato al femminile, lo diventano gli adolescenti. I bambini coinvolti. Sui minori coinvolti nell’industria del sesso ci sono solo stime. Solo in Brasile, tra gli otto milioni di meninos de rua, si parla di almeno 500 mila bambine ed adolescenti dediti alla prostituzione: e si tratta solo di quelli censiti. In Thailandia potrebbero superare le 800 mila, nelle Filippine i minori coinvolti arrivano ad un milione e 200 mila. In tutta l’Asia esiste una vera tratta delle donne: più del 47 per cento delle 75 mila donne tailandesi emigrate in Giappone sono costrette a prostituirsi nei locali di Tokio.

Tra il Pakistan e l’Afghanistan ci sono donne rapite e vendute per seicento rupie (venticinque dollari) al chilo. Nello Sri Lanka sono oltre 10 mila i ragazzini che si prostituiscono. In India sono oltre 600 mila. Turismo sessuale al “femminile”. America centrale e Senegal sono invece le mete preferite dal turismo sessuale femminile. E’ chiaro il filo rosso che lega questo fenomeno al sottosviluppo e alla povertà. Il detto più comune di Patpong, la strada del sesso di Bangkok, è che “a dieci anni sei una donna adulta, a venti una donna vecchia e a trenta sei morta”.


Pedofilia on line. Ai turisti che viaggiano si aggiungono poi i pedofili che navigano su Internet. In questo caso l’età scende: tra i 18 e i 35 anni, maschi nel 97 per cento dei casi, un terzo omosessuali.

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