Successo per il Calendimaggio dei Chille de la balanza

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 maggio 2003 18:28
Successo per il Calendimaggio  dei  Chille de la balanza

Complice una splendida giornata di sole, migliaia di fiorentini e turisti hanno affollato i numerosi luoghi della Festa, ininterrottamente dalle ore 15 a ben oltre la mezzanotte.
Il Calendimaggio è iniziato a Porta S. Miniato, con un coinvolgente evento di teatro in strada ispirato alla “memoria” - l’azione riproponeva il lavoro delle lavandaie che raccoglievano dalle case le lenzuola da lavare e poi… - per proseguire con una performance ispirata al mito di Pan, giocata nel prato che costeggia l’Arno sotto Ponte S.

Niccolò. Nella tradizione pre-cristiana, infatti, l’arrivo della primavera era un’occasione per far prevalere l’istinto sulla ragione e liberare tutte le energie del corpo. Era perciò dedicato al dio Pan, alla cui autorità venivano ricondotti masturbazione, stupro, ma anche musica (il flauto di Pan, da cui la splendida scultura-installazione di canne, realizzata dal gruppo artistico Cadolingi sulla Torre S. Niccolò) e paura: panico, deriva infatti proprio da pan. La performance ha mostrato la lotta-attrazione fra i due sessi fino al coinvolgimento di uno Straniero, arrivato dal fiume su di una barca e subito eletto Re di maggio, al cui fianco una Regina è stata prescelta tra le tante donne che giocavano appunto il rito di Pan.

Re e Regina sono poi partiti a bordo di un’antica barca veneziana (il Pupparino) per approdare alle rive del parco dell’Anconella, già in festa da alcune ore. Qui, infatti, altri attori hanno realizzato una sorta di percorso-gioco intorno al tema dell’acqua, coinvolgendo festosamente grandi e piccini con personaggi poetici e surreali. La Festa all’Anconella ha assunto dimensioni incredibili, con oltre mille presenze ed è andata avanti praticamente sin quasi all’imbrunire. Proprio dalle rive del parco, poi, alcune barche hanno traghettato centinaia di spettatori di ogni età sull’altra riva dell’Arno, sbarcandoli su di un pontile allestito per l’occasione e dove intanto erano arrivati ad accoglierli i giovani dei Pan.

Scene di grande emozione si sono come d’incanto materializzate, mentre i renaioli hanno raccontato pezzi della recente storia del rapporo tra Firenze e l’Arno. Alcuni anziani spettatori hanno detto di quando si traghettava a Nave a Rovezzano, mentre i bambini entusiasti hanno giocato e scorazzato in ogni direzione ed i più giovani son rimasti affascinati da un’esperienza per molto di loro assolutamente sconosciuta.
Gran finale, la sera a San Salvi con quasi duemila presenze e tante occasioni e piacevoli sorprese.

Hanno iniziato i ragazzi del Liceo Gramsci con un delicatissimo omaggio alla Firenze di Vasco Pratolini: scene dal vivo ed un breve ma intenso video hanno restituito il sapore di Firenze negli anni trenta, aiutati in tale compito dalle due splendide mostre fotografiche di Luciano Carli e Marco Castaldi allestite per l’occasione.
E poi… ospiti a sorpresa, il fisarmonicista di strada Giuseppe Rossi e i Fiati Sprecati hanno dato il via ad un festosissimo ballo collettivo. Intorno a mezzanotte, poi, un affascinante ed inquietante rito celtico, giocato sempre dai giovani artisti di Teatro Necessario: un albero piantato al centro di un cerchio disegnato da pietre e poco distante un mucchio di arbusti ,trasformato in luogo per bruciare tutte le paure, scritte dagli spettatori su fogli di carta e lì gettate.

A fine Festa, impegno comune di tutti (attori e spettatori) è stato di far ri-vivere ogni anno – magari con nuove proposte - l’affascinante antica tradizione del Calendimaggio.
Il progetto è stato realizzato quest’anno in collaborazione con molti enti pubblici: in primo luogo il Quartiere 2 del Comune di Firenze, ma anche lo stesso Comune, Provincia e Regione Toscana ed ancora i Quartieri 3 ed 1. La Coop ha offerto a tutti gli intervenuti una cena conviviale a base di pecorino, baccelli, salumi e…tanto vino.

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