Rubrica — Agroalimentare

No all’accordo UE-Canada: protesta consorzi di tutela

In Toscana produzioni agricole DOP e IGP, i vini DOC, DOCG e IGT, e il BIO sono punta di diamante dell'agricoltura di grande qualità


Ad una settimana dalla clamorosa iniziativa della Coldiretti che insieme ad un’inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) mercoledì 5 luglio scorso ha invaso Piazza Montecitorio a Roma al grido #stopCETA si allarga e cresce la protesta in ogni angolo della Toscana. Dal Consorzio per la tutela del Pecorino Toscano a quello del Marrone del Mugello in tanti scendono in campo per dire il loro NO-CETA.

“Siamo molto perplessi sull’accordo Ceta fra Unione europea e Canada, che riconosce all’Italia soltanto 41 indicazioni, a fronte di 288 DOP e IGP registrate e con una sostanziale rinuncia alla tutela delle altre 247. Per quanto riguarda il Pecorino Toscano DOP, il marchio è registrato in Canada da diversi anni e ci siamo tutelati prima del Ceta, ma terremo alta l’attenzione sugli sviluppi dell’accordo e la sua applicazione” con queste parole Carlo Santarelli, presidente del Consorzio tutela Pecorino Toscano DOP interviene sul recente accordo economico e commerciale globale firmato tra Ue e Canada e in vigore in Italia dal prossimo settembre. “Per la prima volta - aggiunge Santarelli - un accordo internazionale legittima la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, dando via libera a imitazioni che potranno danneggiare molte eccellenze agroalimentari italiane”.

Gli fa eco Emanuele Piani, presidente del Consorzio del Marrone del Mugello Igp, anch’esso fortemente critico rispetto alla possibilità di ratifica da parte del Parlamento italiano del Ceta. “Abbiamo combattuto il cinipide del castagno che ha ridotto per anni le nostre produzioni, salviamo il territorio dal dissesto idrogeologico tutti i giorni, da 20 anni abbiamo creato la filiera del Marrone del Mugello Igp, per dare conoscibilità ai nostri prodotti -conclude Piani-. L’accordo Ceta mette a rischio tutti questi sforzi fatti per dare peso e sostanza alla territorialità e all’origine dei prodotti. I consumatori apprezzano l’identificazione delle nostre produzioni con la terra del Mugello: rendere indifferenziate le materie prime dei prodotti castanicoli, dalla farina ai dolci, e ancor più poter usare ‘legalmente’ i nomi delle nostre tipicità spazza via anni di lavoro, a livello agronomico e culturale”.

“Siamo molto preoccupati per gli effetti che questo accordo, se ratificato,potrà avere sulle eccellenze agroalimentari toscane – ha commentato Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – Le nostre Dop e Igp sono il frutto del lavoro di generazioni di imprenditori e rendono famosa la nostra terra nel mondo. Un patrimonio che rischia di essere vanificato sull’altare di qualche multinazionale”.

“Le produzioni agricole che si fregiano di un marchio DOP e IGP, i vini DOC, DOCG e IGT, e il BIO rappresentano la punta di diamante di una agricoltura di grande qualità come quella Toscana – ha dichiarato Antonio De Concilio Direttore Coldiretti – che come Coldiretti intendiamo tutelare contro la pirateria agroalimentare internazionale legalizzata con il CETA”.

Redazione Nove da Firenze