Vino: la Toscana dei rossi sente la crisi, ma tiene

Nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso presentata l’indagine inedita ‘I Bilanci del Vino'

Redazione Nove da Firenze
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23 Ottobre 2026 14:58
Vino: la Toscana dei rossi sente la crisi, ma tiene

Firenze – Per la prima volta un’analisi su un campione di 130 società vitivinicole toscane mette a fuoco, con dati economici e finanziari, lo stato di salute delle cantine regionali. La fotografia, finora mai realizzata con questa ampiezza e scattata dal Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, mostra un settore che nel complesso tiene, ma con margini sotto pressione e maggiori difficoltà per le imprese più piccole. I risultati preliminari sono stati presentati venerdì 23 ottobre, nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso, durante l’incontro di educazione finanziaria ‘I bilanci del vino’, promosso dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dalla Delegazione Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi: “In una fase caratterizzata da cambiamenti nei mercati internazionali e nelle abitudini di consumo – ha detto la presidente -, è importante continuare a sostenere le nostre imprese, valorizzandone la qualità, la capacità di innovazione e la vocazione all’export. La Regione Toscana è impegnata da tempo nella promozione del sistema produttivo regionale, anche attraverso iniziative come Buy Wine e Buy Tuscany, che favoriscono l’incontro tra le aziende e gli operatori internazionali. Occasioni di confronto e approfondimento come questa sono preziose per condividere competenze, analizzare gli scenari e individuare strumenti utili ad accompagnare il settore nelle sfide future”.

“La cultura economica e finanziaria è essenziale anche per le imprese del vino, soprattutto in una fase in cui cambiano consumi, mercati e costi, con questo incontro, per il quale ringraziamo in maniera sentita la presidente del Consiglio Regionale, Stefania Saccardi, per la sensibilità nel volerlo ospitare e supportare, abbiamo voluto offrire una chiave di lettura basata su strumenti concreti per conoscere meglio le proprie aziende, tutelarne il valore e prendere decisioni in maniera più consapevole”, ha dichiarato Donatella Cinelli Colombini, delegata Toscana dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino.

“Leggere correttamente bilanci, margini e struttura patrimoniale significa comprendere la solidità presente delle aziende e costruirne il futuro. L’Accademia promuove il confronto tra ricerca, competenze manageriali e mondo produttivo affinché il settore vitivinicolo possa affrontare il cambiamento con strumenti adeguati e una visione di lungo periodo”, ha dichiarato Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

Quella delle cantine toscane è una fotografia in chiaro scuro, ma ci sono le soluzioni. Luca Castagnetti, del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, ha presentato i primi risultati dell’analisi su 130 società vitivinicole toscane: nel 2025 i ricavi complessivi hanno raggiunto 1,431 miliardi di euro con una lievissima flessione dello 0,2% sul 2024, pur restando superiori del 2,2% al 2023. Il margine EBITDA è calato per circa il 35% delle imprese analizzate, ma di contro 64 aziende hanno aumentato il fatturato e di queste 28 hanno migliorato anche il margine.

Un dato tuttavia da non drammatizzare, alla luce della crisi internazionale che sta penalizzando i vini rossi, la tipologia che caratterizza la maggior parte della produzione vitivinicola regionale. “Per affrontare la selezione tra le cantine servono numeri chiari e decisioni tempestive: prima la continuità finanziaria, poi una strategia su mercati, investimenti e creazione di valore”, ha indicato nel suo intervento Castagnetti, specificando che i risultati sono preliminari e che il campione, ancora incompleto, sarà ampliato per analizzare le dinamiche del settore vitivinicolo anche a livello nazionale.

È grazie al controllo di gestione che le piccole-medie imprese del settore possono cambiare le carte in tavola. Davide Gaeta, professore dell’Università di Verona, ha indicato nello stato patrimoniale e nel controllo di gestione due strumenti decisivi per valutare solidità aziendale, sostenibilità degli investimenti e redditività delle produzioni. Una lettura integrata del bilancio consente di misurare patrimonio netto, struttura finanziaria e capacità di sostenere gli investimenti nel tempo.

Gaeta si è soffermato anche sul costo della produzione: analizzare i centri di costo, dal vigneto al marketing, permette di calcolare il costo pieno e il margine reale di ciascun prodotto. Dati puntuali su costi e ricavi consentono infine di determinare il break-even point, cioè il volume minimo di vendite necessario a raggiungere l’equilibrio economico. Saper leggere bilanci, indicatori e costi sarà quindi essenziale per migliorare l’efficienza e sostenere la crescita delle imprese vitivinicole rispondendo all’attuale contingenza economica.

Il sistema bancario, non solo attraverso il credito, ma anche con consulenze dirette, è già in grado di sostenere questo percorso come ha sottolineato nel suo intervento Emanuele Fontana, Coordinatore Agricoltura di Crédit Agricole Italia

L’incontro ha offerto un quadro aggiornato delle sfide economiche e finanziarie del comparto, in una fase segnata dalla trasformazione dei mercati, dalle tensioni geopolitiche e dagli effetti del cambiamento climatico. Il confronto ha evidenziato la necessità di affiancare alla qualità produttiva una gestione più consapevole di liquidità, patrimonio, costi, margini, mercati e investimenti.

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