Uffici postali: 84 riaperture entro il 25 febbraio

La frazione di Sambuca attende la riattivazione del servizio chiuso in forma temporanea dallo scorso 22 ottobre per aver subito un furto

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 gennaio 2021 23:45
Uffici postali: 84 riaperture entro il 25 febbraio

Sono 84 gli uffici postali che in Toscana torneranno ai giorni e agli orari di apertura pre-covid: 55 in questi giorni e 29 a partire dal 15 febbraio. Dopo tale data, gli uffici postali a orario ridotto saranno poco più di cento. È quanto è emerso nella riunione tenutasi tra l’assessore regionale Stefano Ciuoffo e il responsabile Mercato privati macro area Centro nord di Poste Italiane Giovanni Zunino, richiesto dalla Regione in seguito alle sollecitazioni di sindaci e cittadini.

Alla riunione era presente anche il direttore di Anci Toscana Simone Gheri. Gli uffici postali, come noto, hanno subìto una serie di chiusure e restrizioni a causa della pandemia che, per Toscana, Umbria, Marche ed Emilia Romagna ha voluto dire 1189 uffici chiusi nel primo lockdown, che oggi stanno gradualmente riaprendo con l’allestimento nei vari uffici postali di dispositivi di sicurezza e anti-contagio per clienti e lavoratori. Nelle quattro regioni i dipendenti di Poste italiane impiegati negli uffici postali sono circa 11 mila e per ogni dipendente che risultava contagiato il protocollo sanitario prevede la sanificazione totale dei locali e la messa in quarantena preventiva dei colleghi, con gli inevitabili disagi per i cittadini.

Il processo di riaperture nel rispetto dei protocolli è andato avanti coerentemente all’andamento dell’epidemia.

“Ringrazio Poste Italiane – afferma l’assessore Stefano Ciuoffo – per aver risposto con sollecitudine alla richiesta di dialogo formulata dalla regione Toscana insieme ad Anci. Era indispensabile un chiarimento dopo aver constatato la permanenza di lunghe file fuori dagli uffici postali, verificatasi sopratutto a dicembre, a causa del divieto di attesa all’interno dei locali per evitare assembramenti. Dialogo costruttivo, che continueremo cercando ognuno di fare la propria parte per eliminare disservizi o disagi per la popolazione.

Il grande afflusso di dicembre e gennaio era dovuto anche al rilascio delle credenziali Spid per attivare il ‘cashback’ di Stato. Proprio per questo, come Regione, ci siamo attivati per aumentare i punti sul territorio, formando i dipendenti delle Asl per abilitare anche i 330 Cup della Toscana e proponendo ai Comuni di fare altrettanto, fornendo noi la strumentazione e la formazione. Apprezziamo lo sforzo di Poste Italiane che comprende anche la convenzione con la Federazione italiana tabaccai per il pagamento delle utenze (il 48% delle operazioni in ufficio postale riguarda il pagamento di bollettini) e la spedizione pacchi pre-affrancati".

"Una buona notizie per nostri Comuni – commenta il direttore di Anci Toscana Simone Gheri – e per i cittadini: l'emergenza sanitaria non poteva compromettere un servizio universale come quello postale. Ringraziamo Poste per aver messo fine ad una situazione che, come abbiamo sottolineato più volte, soprattutto nei piccoli centri costringeva chi aveva necessità a doversi spostare in altri Comuni o all'interno del proprio, per trovare un ufficio aperto. D'altra parte era indispensabile anche garantire la sicurezza del personale e degli utenti. Finalmente si è tornati alla quasi totale riapertura".

“L’emergenza sanitaria tuttora in corso e le disposizioni di sicurezza che regolamentano gli accessi alla rete di Poste Italiane, hanno comportato una parziale riorganizzazione dei servizi offerti dall’Azienda determinando, in alcuni casi, rimodulazioni orarie dei turni di apertura – afferma Giovanni Zunino responsabile Mercato privati macro area Centro nord di Poste Italiane - Nell’ottica della costante vicinanza ai cittadini e alle istituzioni del territorio, Poste Italiane prosegue nel graduale e costante ripristino dell’offerta dei servizi su tutto il territorio nazionale con un progressivo ampliamento dell’operatività degli Uffici Postali in Toscana, pur nella attuale emergenza pandemica.

Colgo l’occasione per rinnovare l’invito a limitare al massimo gli assembramenti rivolgendosi agli Uffici Postali esclusivamente per operazioni essenziali e indifferibili e ad utilizzare, quando possibile, gli altri canali di accesso ai servizi messi a disposizione da Poste Italiane, come gli ATM Postamat, le App “Ufficio Postale”, “BancoPosta”, “Postepay” e il sito”.

Una frazione con un’importante area produttiva come quella di Sambuca Val di Pesa, con un bacino di utenza di circa 190 aziende, lasciata da tre mesi sprovvista di un ufficio postale. Questo il danno, aggravato dall’affollamento dei cittadini, costretti a rivolgersi altrove e formare lunghe file d’attesa davanti agli uffici postali distanti vari Km da quello di Sambuca, cui si aggiunge la beffa: il silenzio di Poste Italiane che da mesi promette l’imminenza dei lavori per la riattivazione della sede situata in via Giovanni XXIII, interrotta a causa di un furto. Comune e cittadini non intendono più aspettare.

Dopo la mozione proposta dal gruppo consiliare di Centrosinistra, firmata dai consiglieri Laura Montini e Tiziano Alba, e approvata in Consiglio comunale, il primo cittadino David Baroncelli si dice pronto ad acuire i toni ed affida ad una missiva, indirizzata ai vertici Poste, la volontà di diffidare l’azienda per il ripristino del servizio e la riapertura dell’ufficio, necessario alla comunità in un’area economica di rilievo regionale.

“Nonostante l’azione di pressing da parte dell’amministrazione comunale – tuona il sindaco - Poste Italiane si mostra indifferente alle nostre sollecitazioni e questa è una musica che va avanti dallo scorso 22 ottobre, non abbiamo alcuna certezza della riapertura ma solo comunicazioni vaghe che non forniscono elementi sul futuro dell’ufficio”. “Molti i disagi e le criticità derivati da questa chiusura ingiustificatamente prolungata – rimarca - la chiusura del presidio postale di Sambuca ha determinato infatti il dirottamento dei servizi su altre aree e indotto i cittadini a rivolgersi in particolare agli uffici di Tavarnelle, Barberino, Vico e Marcialla che avevano subito una riduzione degli orari nell’ambito del piano di riorganizzazione dei servizi. Il risultato è dunque un peggioramento generale della situazione che ha generato un ingolfamento delle operazioni negli altri uffici, peraltro già ridimensionati”.

I consiglieri comunali Laura Montini e Tiziano Alba hanno evidenziato il caso in una mozione che è stata poi portata al vaglio e approvata dal Consiglio comunale. “Oltre alle problematiche legate alla disattivazione di un servizio pubblico – commentano – vorremmo richiamare l’attenzione sulle conseguenze inevitabili di questa interruzione, soprattutto alla luce del periodo complesso che stiamo vivendo e delle necessarie misure di prevenzione in vigore per il contenimento della pandemia. Pensiamo ad esempio agli anziani, fascia debole e a rischio, costretti ad attendere fuori, al freddo, nel rispetto delle norme legate al distanziamento sociale”.

“La diffida appena formulata – conclude il sindaco – è l’atto con il quale intimiamo Poste alla pronta riapertura dell’ufficio postale di Sambuca Val di Pesa e al ritorno alla regolare erogazione del servizio postale. In assenza di risposte da parte dell’Azienda procederemo, nel rispetto della legge, a far valere le ragioni del territorio e della comunità che in questo momento necessitano per motivi sanitari ed economici di un intervento immediato”.

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