"A Firenze i servizi rivolti alle persone anziane, alle persone con disabilità, alla salute mentale e alle dipendenze sono gestiti, per conto del Comune e dell'Azienda sanitaria, dalla Società della Salute, il consorzio pubblico che tiene insieme la parte sociale (di competenza del Comune) e quella socio-sanitaria (di competenza della USL). Sinistra Progetto Comune ha depositato due interrogazioni che, lette insieme, raccontano un welfare che procede a due velocità: corre dove la decisione resta lontana dal Consiglio comunale (l’aggiornamento delle regole di accesso ai servizi) e si ferma dove invece servirebbe il controllo democratico del Consiglio: la convenzione che fonda la gestione è scaduta da un anno e mezzo e non risulta rinnovata, e il regolamento comunale di riferimento è fermo al 1994".
Così Dmitrij Palagi (consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune) che prosegue:
"La macchina non è ferma. Le regole che stabiliscono chi accede ai servizi e con quali criteri vengono aggiornate. Il punto è dove vengono aggiornate: non dal Consiglio comunale, ma dall'Assemblea dei Soci della Società della Salute.
Lo dicono le date. Il Regolamento per l'erogazione degli interventi economici di assistenza sociale (quello che fissa i criteri ISEE per i contributi) è stato approvato con Deliberazione dell'Assemblea dei Soci n. 3 del 21 luglio 2016. Il Regolamento di accesso ai servizi socio-sanitari è più recente ancora: Deliberazione dell'Assemblea dei Soci n. 14 del 17 dicembre 2024. Dove la decisione passa per l'Assemblea dei Soci, insomma, l'aggiornamento arriva, ed è recentissimo.Perché la gestione diretta funzioni, la legge regionale toscana (articolo 71 bis della L.R.
40/2005) prevede una convenzione tra Comune, Azienda USL Toscana Centro e Società della Salute: il documento che stabilisce quali funzioni vengono affidate, con quali risorse, con quale personale e con quali responsabilità.La convenzione vigente è stata approvata a fine 2021 (Deliberazione di Giunta del Comune n. 621 del 21 dicembre 2021; Deliberazione dell'Assemblea dei Soci della Società della Salute n. 9 del 30 dicembre 2021) e al suo articolo 13 fissa la propria durata: dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2024, «con possibilità di rinnovo».
Quel termine è passato da quasi un anno e mezzo, ma di un rinnovo non ci risulta traccia: né sul portale Trasparenza Atti del Comune, dove per il 2024, 2025 e 2026 non risulta alcun atto che rinnovi o proroghi la convenzione, né nell'Amministrazione trasparente della Società della Salute, dove alla voce «Convenzione» è pubblicato un solo documento, quello del 2021.È qui che le due velocità si toccano: mentre a dicembre 2024 l'Assemblea dei Soci riscriveva le regole di accesso, la convenzione che dà fondamento giuridico all'intera gestione veniva lasciata scadere.
Stesso periodo, due esiti opposti, a seconda di quanto la decisione sia esposta o sottratta al Consiglio comunale.Nel frattempo la cornice regionale è cambiata — è stato approvato il nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale 2024-2026 — mentre la convenzione fiorentina resta ancorata al vecchio Piano 2018-2020.C'è un terzo elemento, ed è il più sorprendente. Mentre la Società della Salute aggiorna i propri regolamenti, il regolamento generale del Comune resta il Regolamento per gli interventi di assistenza sociale e di servizio sociale professionale, approvato dal Consiglio comunale nel 1994 (ultime modifiche nel 2009): con importi originariamente in lire e un impianto di trent'anni fa.
Nell'elenco dei regolamenti comunali vigenti, aggiornato al 3 giugno 2026, non risulta alcun testo organico più recente che lo abbia sostituito.In altre parole: il Consiglio comunale (l’unica sede elettiva e pienamente pubblica del confronto) è il livello che si è aggiornato di meno. La sede sottratta al dibattito d'aula corre; l'aula sta ferma al secolo scorso.Messi insieme, i tre piani raccontano una cosa precisa: dove la decisione resta in una sede tecnica e poco esposta (l’Assemblea dei Soci) le regole si aggiornano in fretta; dove servirebbe il passaggio in Consiglio comunale, gli strumenti restano scaduti (la convenzione) o fermi a trent'anni fa (il regolamento del 1994).Non è una diligenza distribuita a caso: è selettiva.
E il criterio della selezione è esattamente lo spazio di controllo democratico. È un problema di trasparenza e di certezza del diritto per chi quei servizi li gestisce e li riceve; ma è soprattutto un problema di controllo democratico, su una funzione che riguarda le persone più fragili e quote rilevanti del bilancio, e sulla quale lo spazio di indirizzo e verifica del Consiglio si è progressivamente assottigliato.Con la prima interrogazione, Sinistra Progetto Comune chiede alla Sindaca e alla Giunta se la convenzione scaduta il 31 dicembre 2024 sia stata rinnovata e con quale atto; in assenza di rinnovo, su quale base giuridica prosegua la gestione diretta; se e con quali tempi la Giunta intenda rinnovarla e adeguarla al nuovo Piano regionale.Con la seconda, chiede se la Giunta ritenga adeguato che la disciplina comunale dei servizi sociali resti affidata a un regolamento del 1994; se intenda promuovere l'adozione, da parte del Consiglio comunale, di un regolamento organico e aggiornato; e se non ritenga che spostare sull'Assemblea dei Soci la definizione delle regole di accesso riduca gli spazi di controllo del Consiglio.Non è una questione burocratica, è il modo in cui la città decide chi risponde, con quali risorse e con quali regole, dei servizi alle persone anziane, con disabilità, con problemi di salute mentale o di dipendenza.
Ed è strettamente legato al quadro complessivo del dibattito sulla sicurezza, che è questione sociale prima che di ordine pubblico", conclude Palagi.