Firenze, 22 ottobre 2026 – "Il Comune di Firenze ammette di non avere alcun potere per chiedere a Plures S.p.A. i documenti sulle consulenze del suo Piano Industriale e sulla sponsorizzazione del Capodanno 2025".
Lo rende noto il Consigliere comunale Paolo Bambagioni, dopo aver ricevuto la risposta dell'Assessore alle società partecipate Giovanni Bettarini alla richiesta di accesso Prot. 389649 del 29/09/2026, presentata insieme ai consiglieri Cecilia Del Re e Dmitrij Palagi.
Nella risposta, l'Amministrazione fa propria la tesi di Plures S.p.A., società di cui il Comune di Firenze è il primo socio con quasi il 37% delle quote, secondo cui non sarebbe applicabile l'art. 43 del TUEL che garantisce ai consiglieri il diritto di informazione, perché la società non si qualificherebbe come organismo dipendente o soggetto controllato. Tesi che, secondo il Comune, trova riscontro nella sentenza del TAR Toscana, Sez. I, n. 1143 del 10 ottobre 2024.Conclusione dell'Assessorato: "l'Amministrazione non dispone di un potere autoritativo per imporre alla società l'ostensione della documentazione richiesta".
"È una risposta paradossale – dichiara Bambagioni – Una foglia di fico giuridica. L'art. 43 del TUEL è il cuore del mandato di un consigliere comunale. Se un consigliere non può verificare come vengono spese le risorse per consulenze e sponsorizzazioni legate direttamente ad eventi del Comune, a cosa serve il controllo consiliare?"."L'Assessore alle partecipate ci dice che il Comune non può imporre trasparenza a una società che sponsorizza le iniziative ufficiali del Comune per il Capodanno.
Se Plures non è controllata, perché opera per conto del Comune? E perché i soldi delle consulenze del suo Piano Industriale devono restare top secret?""La contraddizione è evidente: Plures è considerata abbastanza 'partecipata' da avere un Assessore di riferimento e da sponsorizzare il Capodanno del Comune, ma non lo è abbastanza quando si tratta di mostrare i documenti. Chiederemo a Plures gli stessi documenti con accesso civico ex D.lgs 33/2013"."I fiorentini hanno diritto di sapere chi paga cosa", conclude.
"Perché, se non vengono date informazioni sui soldi dei contribuenti spesi da Plures, c'è qualcosa che non va".