Peccato. Peccato. Peccato. E che rabbia veder uscire senza danni Sua Supponenza Acciughina Allegri alla fine di un match che avrebbe assolutamente meritato di perdere. Sì, certo, le due occasionissime di Pulisic nel primo tempo: ecco, ma poi? Questo milan secondo in classifica è evidentemente lo specchio di un campionato moscio, moscissimo. Sì, avete letto bene: milan, non errore di ortografia ma minuscola d’obbligo. Brillano due stelle, Pulisic lo Sciupone e Saelemaekers il Gran Cursore. Ma poi? Poco, si dirà che nel primo tempo erano imbottiti di riserve, ma anche quando Sua Supponenza ha buttato dentro i pezzi da novanta – Leao, Rabiot, il neo-gioiellino Bartesaghi – non è che la potenza di fuoco sia cresciuta a dismisura.
Il milan ha pareggiato insomma con affanno e non poca fortuna una partita segnata, per non dire pilotata, di più nella prima parte ma non solo, dalle vere e proprie nefandezze di un tale investito dell’autorità del fischietto, certo Davide Massa da Imperia. Ironia della sorte, ma a ben guardare non so quanto poi tale, sarebbe ritenuto tra i migliori arbitri italiani, premiucchiato e a quanto si sa strapagato: ecco, vedi, è anche questo un indice chiaro, se lui è tra i migliori, il livello complessivo allora è miserevole. Almeno 14, e dico 14, le cazzate clamorose che l’hanno visto protagonista, la provocazione a Kean che si becca il giallo perché si lamenta dopo l’ennesimo fallo non fischiato, una direzione troppo permissiva ma solo in un senso, falli inesistenti fischiati, falli evidentissimi non fischiati, come quello su Fagioli che porterà al pareggio rossonero.
Il rosso a Vanoli, dopo l’ennesimo marchiano errore, è la summa. Un disastro.
Ma è ora di parlare d’altro. Della Fiorentina. Che finalmente c’è. Lotta, combatte, ci crede, magari non corre velocissima però su quello ci si può lavorare perché i nuovi innesti e qualche “vecchio” in fase di recupero (Dodo) o perfino da tenere un pizzico a freno (Parisi a volte scheggia impazzita) fanno ben sperare. Sul piano del carattere, insomma, la strada è quella giusta: si era visto con la Cremonese, poi nel secondo tempo con la Lazio, e si è visto per un centinaio abbondante di minuti contro questi ridicoli secondi in classifica, con in campo gente come Estupinan che del calcio è appena lontano parente.
Sul piano tattico, certo, qualcosa da rivedere c’è sempre, probabilmente Pulisic andava marcato a uomo e non a zona, probabilmente Gudmundsson va lasciato un tantino più libero, e meno costretto a retrocedere fino ai propri venti metri: però, caro Gud, quei due palloni giocati sullo “sganciato” Pongracic, che attaccante non è davvero, gridano proprio vendetta. Ma c’è bisogno di carature diverse in mezzo, Mandragora e Ndour svolgono il compitino, non sempre alla perfezione pur se con qualche buona mossa ma con diverse sbavature, e soprattutto lentezze, movimenti farraginosi. Sul piano del gioco, poi, ancora una volta si illumina la luce di Niccolò Fagioli, preciso e puntuale e attento in ogni punto del campo: magari poteva evitarsi quel fallo costato una pericolosa punizione dal limite, magari potrebbe provare con più coraggio la botta a rete quando lo spazio c’è.
Ma la sua è stata ancora una partita monumentale, tra fraseggi, lanci, giocate a effetto anche in mezzo a capannelli di avversari. E comunque, cresciuto Fagioli è cresciuta un po’ tutta la Fiorentina.
Certo, resta il fatto che si segna poco. Che Moise Kean non la becca quando gli sfila davanti al piede un bel pallone rasoterra di Ndour, qualche volta non ci va proprio, magari per chissà qualche genere di scelta, e quando la becca e ci va gioca al tiro al portiere. Perché staremmo a raccontarci altro, se in quel veemente finale tutto di marca viola prima Brescianini non avesse centrato in pieno la traversa con un siluro da due passi, e poi Kean imbeccato da Solomon avesse provato ad alzare un pizzichino la mira su Maignan ormai steso in tuffo verso i suoi piedi, invece di centrarlo in pieno.
Ma tant’è, il mal di gol resta cronico, se è vero che la rete del vantaggio l’ha segnata Comuzzo con una spizzata leggiadra di testa su angolo di Fagioli. Come detto, Gud ha rinunciato malamente a tirare un paio di volta da buona posizione per appoggiarsi inutilmente su Pongracic; Ndour è andato morbidissimo di testa su un cross di Parisi; Maignan si è trovato per miracolo il pallone sui piedi su una spizzata di testa di Gosens; un paio di ciabattate di Dodo e Ndour son finite in corner per deviazioni alla viva il parroco; Brescianini ha anche sparato altissimo da dentro l’area un suggerimento ancora di Parisi, il quale poi non ha visto Gud solo in mezzo a una prateria per poter sfruttare una situazione di evidentissimo vantaggio.
E poi si lamentano delle due occasioni di Pulisic, come se fossero quelle il succo e il clou della partita. Vaiavaiavaia.
Oh, ecco. I nuovi. Partono dalla panchina, Solomon e Brescianini, Cavalletto manda dentro il ragazzone ex Atalanta al 65’ e il peperino ex Tottenham a 8’ dalla fine, magari un po’ poco, un cambio un po’ prima sarebbe stato meglio. In ogni caso sono pronti e si vede, si muovono bone e sanno dove stare in campo, e anche come entrare nel vivo delle giocate. Salvo mangiarsi un bove da due passi, eh Marchino… Ma se questo è il solco tracciato da Paratici, ben vengano altri personaggi del genere.
Dei quali c’è comunque bisogno, ancora una volta la difesa ha un po’ ballato, ancora una volta si perdono le marcature e si rischia di prendere quel gol che arriva praticamente a partita finita, a smorzare l’entusiasmo per una partita degna e vigorosa: lo riconosce anche la curva, “Vi vogliamo così” è il coro finale. Non resta che sperare di rivedere questa grinta e queste idee in campo anche a Bologna, e poi verrà qui il Cagliari, occasioni da non perdere.
FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic, Comuzzo, Gosens (83' Ranieri); Ndour (90' +1 Sohm), Mandragora (65' Brescianini), Fagioli; Parisi (83' Fortini), Gudmundsson (83' Solomon), Kean. A disp.: Christensen, Lezzerini, Kouadio, Kospo, Nicolussi Caviglia, Piccoli, Fazzini. All. Vanoli
MILAN (3-5-2): Maignan, De Winter, Gabbia, Pavlovic (74' Nkunku), Saelemaekers, Jashari (60' Rabiot), Ricci, Loftus-Cheek (63' Fofana), Estupinan (60' Bartesaghi), Pulisic, Fullkrug (60' Leao). A disp.: Torriani, Dutu, Odogu, Athekame, Modric. All. Allegri
ARBITRO: Massa
MARCATORI: 66' Comuzzo, 90' Nkunku
NOTE: ammoniti Kean, Estupinian, Fagioli, Rabiot, Fofana; espulso Vanoli (all. Fiorentina). Angoli 8-5 Fiorentina; spettatori 22.171